"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#021 - Il servo del centurione - Matteo 8:5-13

Entrando Gesù nella città di Cafarnao, un centurione romano ‒ un comandante delle truppe romane che avevano invaso la Giudea ‒ va ad incontrarlo per chiedergli un favore. Ciò, all’epoca, sarebbe come se un comandante nazista chiedesse un favore a un francese, durante la seconda guerra mondiale, mentre la Francia fosse ancora occupata dalla Germania.

La prontezza di Gesù a soddisfare questa richiesta dimostra quanto lui sia al di sopra di qualsiasi ideologia politica. Molto sangue è stato versato nei duemila anni di storia della cristianità, da cristiani che hanno voluto conquistare il potere politico in questo mondo. Gesù non si oppone a Cesare, l’invasore romano. Non è venuto a conquistare un territorio, ma a salvare le persone. Il nemico non è l’imperatore romano, il nemico è il potere delle tenebre, Satana.

Il favore richiestogli dal centurione romano era la guarigione del suo servo. “Io verrò”, gli dice Gesù (Matteo 8:7). La reazione del centurione, però, lo sorprende. Innanzitutto lui dice che non era degno che Gesù entrasse sotto il suo tetto. Se ti consideri degno di ricevere la visita di Gesù, ancora non hai capito chi sia lui.

Spesso le religioni insegnano che Dio potrà fare qualcosa per te soltanto se tu farai qualcosa per lui. Hai mai sentito cose del tipo: “Vuoi che Dio entri nella tua vita? Allora devi smettere di peccare, devi cercare di essere una persona migliore, devi abbandonare i tuoi vizi, e poi Dio entrerà nella tua vita”. Beh, questo sarebbe come chiamare il muratore solo dopo aver finito di fare la ristrutturazione!

Se, per prima cosa, il centurione avesse cercato di rendere la sua casa degna di ricevere Gesù, il suo servo sarebbe morto. Nessuno è degno di ricevere Gesù nella condizione in cui si trova. È lui che deve farci la “ristrutturazione”; è lui che inizia guarendo questo paralitico gravemente tormentato che abita in te. Tutti noi siamo peccatori, paralitici e incapaci di fare qualsiasi mossa per la nostra salvezza. Proprio come il centurione e il suo servo.

Il comandante romano riconosce il potere e l’autorità della parola di Gesù, essendo lui stesso la Parola di Dio. Basterebbe che Gesù dicesse soltanto una parola e il suo servo sarebbe guarito. Lui riconosce Gesù come Signore, come qualcuno che ha potere e autorità.

Nemmeno tra i giudei Gesù aveva incontrato così grande fede. Dopo secoli di privilegi, conoscendo l’unico e vero Dio, molti giudei erano condannati alle tenebre dalla loro incredulità. Gesù dice: “Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato cotanta fede” (Matteo 8:10). E, forse, oggi lui direbbe, parlandoci di un pagano, “non ho trovato nella cristianità nessuno con tale fede”?

E, in quella stessa ora, il servo del centurione è guarito. E appunto, allo stesso momento, quando credi in Gesù come il tuo Signore e il tuo Salvatore, sei salvato. Immediatamente. Non è un processo, non è un’evoluzione, è un miracolo. Tu sei perdonato da tutti i tuoi peccati, libero dalla condanna, e sei pronto a entrare in cielo.

Se, però, chi crede è pronto per entrare in cielo, perché non è immediatamente portato lì? Quale sarebbe, allora, la ragione di essere lasciato in questo mondo di sofferenze e di dolori? Perché... beh, questo sarà l’argomento dei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#020 - Il lebbroso - Matteo 8:1-4

Gesù inizia il suo ministero di guarigioni e di miracoli per comprovare le sue credenziali. Israele aspettava il Messia, e Dio voleva dimostrare che Gesù era il Messia promesso, quello che aveva il potere sulle malattie, sulla morte e sugli elementi naturali.

La prima guarigione è quella del lebbroso, che ha un gran significato per tutti noi perché la lebbra nella Bibbia è una figura del peccato. Siamo nati peccatori, e se vuoi ricevere qualsiasi cosa da Dio, devi cominciare dalla guarigione del tuo peccato per essere salvato.

E questo è possibile soltanto perché Gesù è morto al posto tuo, per subire la punizione che tu avresti dovuto patire nel lago di fuoco, per tutta l’eternità. Lui ti ha sostituito nel giudizio divino, è risorto, e ora chiunque crede in lui come Salvatore riceve la vita eterna. Gratuitamente.

La lebbra rende la persona insensibile al dolore, quindi il lebbroso si fa continuamente male senza rendersene conto. Una cosa semplice come, per esempio, una scarpa stretta, potrebbe causargli una grave ferita senza che il lebbroso se ne accorgesse, e l’infezione potrebbe portarlo all’amputazione o addirittura alla morte, dovuta alla cancrena. Anche il peccato è così: ci rende insensibili e indifferenti alle sue gravi conseguenze. La Bibbia ci dice che, con il peccato, la morte è entrata nella Creazione, e tutti hanno peccato.

In questo passaggio del Vangelo di Matteo, la prima cosa che fa il lebbroso è inginocchiarsi e adorare Gesù. Beh, quest’atteggiamento era inconcepibile per un giudeo, che fin da piccolo aveva imparato che nessuno doveva essere adorato, solo Dio. Ma quell’uomo, Gesù, era Dio.

Se vuoi essere perdonato, se vuoi essere purificato dai tuoi peccati, inizia riconoscendo chi sia Gesù veramente: Dio manifestato in carne. Poi, fai come il lebbroso, chiedigli di purificarti dai tuoi peccati.

Quando il lebbroso gli chiede la purificazione, Gesù fa qualcosa d’inconcepibile nella religione giudaica: lui tocca il lebbroso. Nel giudaismo, chiunque toccasse un lebbroso era contaminato, riceveva nel suo corpo la lebbra dell’ammalato.

Sulla croce Gesù ha fatto questo per me e per te. Lui non ci ha solo toccati, ma ha ricevuto tutti i nostri peccati sul suo corpo, è morto ed è risuscitato per purificarci e per giustificarci. Se ti aspetti un miracolo da Dio, comincia da questo: riconosci te stesso come essendo impuro, malato e peccatore, e chiedigli la purificazione. Riconosci che Gesù è Dio, prostrati davanti a lui, confessagli i tuoi peccati, chiedigli il perdono, chiedigli la salvezza. Lui vuole salvarti.

Lui ti guarirà come ha guarito il lebbroso. Anche se non lo vedrai o se non sentirai nulla, sarai toccato da lui. Con il servo del centurione romano è stato così. Non ha visto Gesù, non ha sentito il suo tocco, eppure è stato guarito da lontano. Questo è ciò che accadrà nei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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