Giovanni Battista predica il vangelo del Regno affinché le persone si preparino all’arrivo del Re. I principi del regno continuano ad essere validi, cioè, dovremmo aiutare i bisognosi, agire onestamente e trattare tutti con bontà. Questi principi sono le stesse basi fondamentali del ‘Sermone sul Monte’ (Matteo dal capitolo 5 al 7), e valgono per la vita in un regno sulla terra, non in cielo, perché in cielo, appunto, non ci sono bisognosi.
Se sappiamo che il Re è già venuto, che è stato respinto ed è tornato in cielo, capiamo che ora facciamo parte di un regno il cui Re è in esilio. Il vangelo del Regno proclamato da Giovanni Battista è lo stesso vangelo predicato da Gesù, ed è sostanzialmente un messaggio di pentimento e di cambiamento d’atteggiamento. Gesù afferma: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; ravvedetevi e credete al vangelo.” (Marco 1:15).
Questo, però, non è lo stesso vangelo predicato dai cristiani. Oggi non diciamo alle persone di cambiare vita e di prepararsi all’arrivo del Re, come se la salvezza fosse qualcosa di futuro. Il messaggio che annunciamo adesso è per una salvezza immediata, “è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Romani 1:16). Si basa sulla morte e risurrezione di Cristo, che non erano ancora avvenute al tempo di Giovanni Battista.
Oggigiorno predichiamo ciò che Paolo ha detto al carceriere: “Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua.” (Atti 16:31). Inoltre, l’apostolo scrive: “Vi dichiaro l'evangelo… mediante il quale siete salvati… Infatti, vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch'io ricevuto, e cioè che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu sepolto e risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture”. Credere in qualsiasi cosa che non includa la morte e la risurrezione di Gesù, è credere invano (1 Corinzi 15:1-4).
I giudei pensavano che Giovanni Battista fosse il Cristo, ma lui spiega loro che li battezza con acqua, mentre il Cristo “vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco”. Qui ci parla di un’altra venuta del Signore, quando Cristo avrà “in mano il suo ventilabro, per pulire interamente la sua aia e raccogliere il grano nel suo granaio; ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile”. Lo Spirito Santo è per i salvati, e il fuoco è per i perduti. I primi vengono raccolti nel granaio, i secondi bruciati “in un fuoco che non si estingue” (Luca 3:16-17).
Sorprendentemente alcuni cristiani credono che i suddetti versetti si riferiscano alle “lingue come di fuoco”, le quali sono apparse il giorno di Pentecoste, quando la chiesa è stata formata (Atti 2). E, così pensando, iniziano a chiedere che il fuoco cada su di loro dal cielo, una richiesta che per fortuna Dio non esaudisce, proprio perché non vuole vederli all’inferno.
Nei prossimi 3 minuti conoscerai due figli di Dio.
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)