#226 - Il giudizio di questo mondo - Giovanni 12:27-33

Sebbene sia senza peccato, Gesù condivide i sentimenti umani. E perciò dice: “Ora l'anima mia è turbata; e che dirò: Padre, salvami da quest'ora? Ma per questo io sono giunto a quest'ora.” (Giovanni 12:27). Chi l'avrebbe mai potuto immaginare che il Figlio di Dio sarebbe venuto nella carne per essere “Emmanuele”, cioè “Dio con noi”? O che avrebbe avuto fame, sete e stanchezza, oppure che si angoscerebbe per la prospettiva della croce? La prossima volta che ti lamenterai di non essere amato da Dio, pensa a tutto questo.


Invece di pregare per essere liberato dalla morte, Gesù prega affinché il nome del Padre sia glorificato. La risposta è immediata: “Allora venne una voce dal cielo: «L’ho glorificato, e lo glorificherò di nuovo!»” (Giovanni 12:28). Il nome del Padre era stato glorificato dalla vita perfetta di Gesù su questa terra; ora sarebbe nuovamente glorificato dal perfetto sacrificio dell’Agnello di Dio.


Il destino del mondo è segnato: gli uomini inchioderanno Cristo a una croce, dando la maggior prova possibile del rifiuto e dell’odio contro il loro Creatore. Credi ancora nell’umanità e speri in un mondo migliore attraverso lo sforzo congiunto della società? Lo sforzo congiunto della società, nella crocifissione, li ha uniti tutti contro Gesù: religiosi, politici e persino ladri.


L’umanità è colpevole di aver rigettato Gesù. I giudei, in particolare, portano su di la maledizione che hanno pronunciato in Matteo 27:25: “Il suo sangue ricada su di noi e sui nostri figli.. Ed è stato così fin d’allora. Gesù avverte che “sarà cacciato fuori il principe di questo mondo” (Giovanni 12:31), dichiarando in questo modo la completa e definitiva vittoria su Satana. Sulla croce il serpente avrebbe avuto la testa schiacciata dal calcagno ferito del seme della donna, come Dio aveva promesso nel giardino dell’Eden (Genesi 3:15).


Se però Gesù è morto ed è stato risuscitato, e se pure Satana è stato sconfitto, perché le cose stanno come stanno e Cristo non è ancora tornato? Lasciamo che ci risponda Pietro, tramite la sua seconda epistola:


I cieli e la terra attuali sono conservati dalla medesima parola, riservati al fuoco per il giorno del giudizio e della perdizione degli empi. Ma voi, carissimi, non dimenticate quest'unica cosa: per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni sono come un giorno. Il Signore non ritarda l'adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma è paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. Il giorno del Signore verrà come un ladro: in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi infiammati si dissolveranno, la terra e le opere che sono in essa saranno bruciate. Poiché dunque tutte queste cose devono dissolversi, quali non dovete essere voi, per santità di condotta e per pietà, mentre attendete e affrettate la venuta del giorno di Dio, in cui i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi infiammati si scioglieranno! Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia. (2 Pietro 3:7-13).


Se non hai ancora creduto in Gesù come tuo Salvatore, è anche per amor tuo che la pazienza di Dio sta trattenendo il giudizio. Forse sei proprio tu l’ultimo “passeggero” a dover andare in cielo. E se sei già stato salvato dal Signore, continueresti tuttora qui, magari per poter testimoniare a quest’ultimo ancora incredulo “passeggero”.


Nei prossimi 3 minuti la luce starà per spegnersi.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#225 - Stiamo per chiudere - Giovanni 12:23-26

Sei mai stato in un posto dove, da un momento all’altro, senti qualcuno che dice: “Andatevene tutti perché stiamo per chiudere”? Questo è più o meno quanto succede da Giovanni 12:24-26 in poi: “In verità, in verità vi dico che se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde, e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna. Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io sarà anche il mio servitore”.


Per non tornare in cielo da solo, Gesù deve morire, ponendo così fine alla prima Creazione. In Romani 5:14 il primo Adamo “è figura di colui che doveva venire. Gesù è l’Uomo conforme al disegno originario di Dio, è “l’ultimo Adamo” (1 Corinzi 15:45). Gesù, il Figlio Eterno di Dio, è venuto nella carne ma senza ereditare la sua corruzione e il peccato. È stato “fatto per un po’ di tempo inferiore agli angeli” (Ebrei 2:7). Il primo uomo è stato tratto dalla terra ed ha ricevuto la vita fisica. Il secondo Uomo è venuto dal cielo e dà la vita eterna.


Associandosi alla prima Creazione, Gesù ha glorificato Dio come Uomo perfetto. Con la sua morte ha risolto una volta per tutte la questione del peccato, e per questo è “l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo (Giovanni 1:29). Anche se nessuno fosse stato salvato, il suo sacrificio avrebbe tolto il peccato del mondo, rimuovendo ciò che aveva macchiato la Creazione originale. Ora Gesù sta per morire, risuscitare ed essere glorificato come “la primizia” (1 Corinzi 15:20-23), ossia il “primo frutto” della nuova Creazione (Galati 6:15). Per quanto riguarda la prima Creazione, Dio ha messo questo cartello sulla porta: “Andatevene via tutti, perché stiamo per chiudere.”.


Prova a leggere la prima lettera ai Corinzi 15, dal versetto 35 in avanti, per poter capire meglio. Troverai sempre un raffronto tra due situazioni: l’una della Creazione originaria, l’altra della nuova Creazione. Infatti, c’è il chicco di grano e c’è la pianta di grano; c’è il corpo seminato corruttibile e c’è il corpo risuscitato incorruttibile; c’è il corpo naturale e c’è il corpo spirituale; c’è il primo uomo, Adamo, che è diventato anima vivente, e c’è l’ultimo Adamo, Cristo, che è spirito vivificante; c’è l’uomo terrestre e c’è l’uomo celeste; c’è il corpo mortale e c’è il corpo rivestito d’immortalità.


In Giovanni 12 il “chicco di grano” sta per morire perché ponga fine all’uomo nella sua condizione terrena, e poi risusciterà, affinché ci riveli l’uomo nella nuova Creazione. Chi crede in Gesù salirà al cielo a sua somiglianza, così come lui è asceso: in un corpo di carne ed ossa, però incorruttibile e immortale. I nuovi cieli e la nuova terra appartengono allo stato eterno, il “grand finale” di cui la Bibbia ce ne parla a malapena (2 Pietro 3:13). Gesù afferma: “Se uno mi serve, mi segua; e là dove sono io, sarà anche il mio servitore (Giovanni 12:26).


La Creazione originale, di corpi terrestri, mortali e corruttibili, ha i suoi giorni contati. Tuttavia Dio ci ha già fornito un trasferimento sicuro alla nuova Creazione in corpi risuscitati, incorruttibili e immortali. “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate: ecco, sono diventate nuove. (2 Corinzi 5:17).


E tu, sei in Cristo per fede in lui? Allora, come mai continui qui in questo mondo? La risposta la saprai nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#224 - Un Uomo nella gloria - 1 Corinzi 15

Se da un lato i cattolici hanno trasformato San Francesco d’Assisi in un ragazzo poster della vita ascetica, i protestanti europei, influenzati dal filosofo Rousseau, sono partiti per il Nuovo Mondo credendo che solo la campagna fosse il posto giusto per i cristiani, lontani dal frastuono delle città. Entrambi hanno sviluppato il pensiero in cui il mondo materiale sarebbe intrinsecamente cattivo e qualsiasi cosa eterea e intangibile, invece, sarebbe considerata buona.


A causa di tale inganno, tutto ciò che è rivestito di spiritualità, è oggi accettato come qualcosa di virtuoso, così come cristianesimo è diventato sinonimo di spirituale, etereo e intangibile. Ma cosa pensa Dio del mondo materiale? Quando la Bibbia ci descrive la Creazione, nel primo capitolo della Genesi, la fraseDio vide che questo era buono è stata ripetuta ben cinque volte, parlandoci sempre di cose materiali. E alla fine ci dice che “Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. (Genesi 1:31).


Il problema quindi non è nella materia, però nel peccato che la corrompe. Se il mondo materiale fosse maligno in essenza, il Figlio di Dio non avrebbe mai assunto la forma umana. Tuttavia, nella prima lettera a Timoteo 3:16, Paolo afferma che “Dio è stato manifestato in carne. E dopo essere stato risuscitato, Gesù incontra di nuovo i discepoli nel suo corpo materiale, chiarendo loro che non si trattava della materializzazione di uno spirito disincarnato. Luca ce l’ha spiegato con queste parole:


Ma essi, sconvolti e atterriti, pensavano di vedere uno spirito. Ed egli disse loro: «Perché siete turbati? E perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi, perché sono proprio io! Toccatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne e ossa, come vedete che ho io». E, detto questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma siccome per la gioia non credevano ancora e si stupivano, disse loro: «Avete qui qualcosa da mangiare?». Essi gli porsero un pezzo di pesce arrostito; egli lo prese, e mangiò in loro presenza. (Luca 24:37-43).


Il Vangelo di Giovanni ci aggiunge che Gesù dice a Tommaso di mettere il dito nella sua mano trafitta dal chiodo e nel suo costato trapassato dalla lancia del soldato. Le sue ferite erano reali e lo accompagneranno per tutta l’eternità. Ed è per questa ragione che in Apocalisse 5:6 il Signore è visto al pari di “un Agnello come ucciso”.


Gesù è salito al cielo, davanti agli occhi dei discepoli, con il suo corpo umano e materiale, anche se trasformato. Casomai penserai che lui sia rimasto in forma umana soltanto fino a quando è asceso, tornando ad essere uno spirito appena arrivato in cielo, dovrai leggere Colossesi 2:9. Infatti, c’è scritto che in Cristo risuscitato e glorificato “abita corporalmente tutta la pienezza della divinità”. Il verboabitare” è coniugato al presente, e “corporalmente” significa in un corpo umano di carne ed ossa in cielo.


Ma, affinché ciò avvenisse, Gesù sarebbe dovuto morire; ed è ai momenti che precedono la sua morte che andremo nei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#223 - Morte e risurrezione - 1 Corinzi 15

Per poter capire meglio quanto la morte e la risurrezione di Gesù siano essenziali per il cristianesimo, ci si dovrebbe leggere il capitolo 15 della prima lettera ai Corinzi. In tali versetti l’apostolo Paolo riassume così il vangelo: “Poiché vi ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che è stato risuscitato il terzo giorno, secondo le Scritture (1 Corinzi 15:3-4).


Innanzitutto il vangelo, o “buona novella”, è conforme alle Scritture, riferendosi in questo caso a ciò che oggi chiamiamo Antico Testamento, e che i giudei ben conoscevano. In secondo luogo, la morte e la risurrezione di Gesù sono inseparabili. Non c’è modo di credere all’una senza credere all’altra.


Infatti, questo ci porta a due importanti implicazioni: la prima è che non esiste per te un’altra maniera di liberarti dai tuoi peccati se non attraverso il sangue di Cristo. Qualsiasi sforzo da parte tua, come la pratica della carità, sofferenze o preghiere, non può salvarti, a meno che tu non dubiti di ciò che dice la Bibbia. E cosa dice mai la Bibbia?


Nella prima lettera di Paolo a Timoteo c’è scritto che “Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori (1 Timoteo 1:15); e pure il Signore l’ha reso molto chiaro quando ha dichiarato: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. (Giovanni 14:6). Tutte le strade possono portare a Roma, ma una sola ci conduce al Padre: GESÙ. Soltanto lui è morto come sostituto del peccatore (2 Corinzi 5:21); soltanto lui ha portato su di i nostri peccati (1 Pietro 2:24); e soltanto lui è stato risuscitato per la nostra giustificazione (Romani 4:25). O forse pensi che abbia mentito quando ha affermato di essere l’unica via per il Padre?


In Atti 4:12 Pietro annuncia:In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati.”. E Paolo poi ci aggiunge che “c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Timoteo 2:5). Quindi né Maria né nessun altro santo possono fungere da intermediari tra te e Dio.


Ma fa attenzione: è Cristo Gesù UOMO ad essere l’unico mediatore tra te e Dio. Non si tratta di una creatura angelica o eterea, però di un Gesù che ora è in cielo, glorificato nel suo corpo umano di carne ed ossa. La difficoltà che alcuni hanno nell’accettarlo così è perché sono cresciuti convinti che la materia sia intrinsecamente cattiva. Tuttavia questo pensiero proviene dalla filosofia greca e anche dalle religioni orientali, diffuso in seguito da monaci e asceti.


In realtà non c’erano monaci tra i primi cristiani. Questa pratica è emersa trecento anni dopo, creando il falso concetto che una persona santa, cioè separata per Dio, dovesse vivere lontana da tutto e da tutti. Scrivendo da Roma, per l’appunto, Paolo termina la sua lettera ai credenti di Filippi con questa frase: “I fratelli che sono con me vi salutano. Tutti i santi vi salutano e specialmente quelli della casa di Cesare. (Filippesi 4:22).


Come? Cesare, l’imperatore, aveva dei parenti cristiani che vivevano nella sua sontuosa casa a Roma? Sì, proprio così. E dove mai dovrebbero abitare? In una grotta in cima a una montagna? Nei prossimi 3 minuti imparerai che l'idea di un cristianesimo avverso al mondo materiale non è biblica.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#222 - Il chicco di grano deve morire - Giovanni 12:23-26

Se veramente riesci a capire cosa Gesù intendeva dire in questi versetti del capitolo 12 di Giovanni, ti sarà chiaro che ci parlava della fine dell’uomo nella sua condizione terrena. “L'ora è venuta, in cui il Figlio dell'uomo deve essere glorificato. In verità, in verità vi dico: Se il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. (Giovanni 12:23-24).


Prova a seguire il mio ragionamento: i greci, o i gentili, esprimono il loro desiderio di vedere Gesù, mentre i giudei lo acclamano come Re, prima di consegnarlo ai romani per essere crocifisso. Quella era una società fondata su una triplice cultura, come lo dimostreranno poi le parole incise sul cartello appeso al di sopra del capo di Gesù sulla croce: la frase “QUESTO È IL RE DEI GIUDEI” (Luca 23:38) era stata scritta in caratteri greci, latini ed ebraici.


Noi adesso viviamo in una società che ha ereditato le sue credenze religiose dal giudaismo, che tu sia cristiano o musulmano. Allo stesso tempo, la nostra organizzazione sociale, politica, giuridica e militare è essenzialmente romana. Infine, il nostro pensiero è immerso nella filosofia greca. Ed è a tale “greco” che portiamo dentro di noi che Gesù si rivolge qui.


Ai tempi del Nuovo Testamento la filosofia greca era presente tra coloro che volevano godersi il qui e ora, ma anche tra quelli che credevano nell’immortalità dell’anima. Per alcuni, la rinuncia alla propria vita era uno spreco. Per altri, la risurrezione non era altro che finzione. Quando Gesù afferma che il chicco di grano ha bisogno di morire per portar frutto, parla della sua propria morte e risurrezione, essendo una follia per qualsiasi greco (1 Corinzi 1:23).


Nel capitolo 17, degli Atti degli Apostoli, gli ateniesi sono divisi su quanto Paolo dichiara “stando in piedi in mezzo all’Areopago” (Atti 17:22): “Quando sentirono parlare di risurrezione dei morti, alcuni se ne beffavano; e altri dicevano: «Su questo ti ascolteremo un'altra volta». (Atti 17:32). Alcune persone gli hanno creduto, però avrebbero dovuto abbandonare il loro pensiero filosofico, poiché la risurrezione non vi si adattava.


Paolo ce lo spiega nella prima lettera ai Corinzi quando dice che “il messaggio della croce è follia per quelli che periscono, ma per noi che siamo salvati è potenza di Dio. (1 Corinzi 1:18). Dio distruggerebbe la sapienza dei sapienti e annullerebbe l’intelligenza degli intelligenti, rendendo pazza la sapienza di questo mondo, la stessa che i greci vendevano e che la società moderna ha comprato.


Il vangelo non ha nulla a che vedere con la sapienza umana, ma con quella che è insegnata dallo Spirito Santo e compresa da chi ha la mente di Cristo. Per mettere fine alla sapienza umana l’apostolo Paolo scrive:Se dunque non c'è la risurrezione dei morti, neppure Cristo è risuscitato. Ma se Cristo non è risuscitato, è dunque vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede... Ma ora Cristo è stato risuscitato dai morti, ed è la primizia di coloro che dormono. (1 Corinzi 15:13-20).


Credendo in Cristo ottieni il pacchetto completo, in cui sono incluse la morte e la risurrezione. Ieri un Uomo è morto al tuo posto per pagare i peccati che hai commesso. Oggi quell’Uomo è in cielo, in carne ed ossa. Questo è ciò di cui parleremo nei prossimi 3 minuti.
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#221 - Montato su un asinello - Giovanni 12:12-22

Se adesso torniamo al capitolo 12 del Vangelo di Giovanni troveremo una scena totalmente distinta. Le strade di Gerusalemme sono piene di pellegrini, mentre comincia a circolare la notizia dell’arrivo di Gesù in città. Perciò la folla va ad incontrarlo, desiderando di vedere chi aveva risuscitato Lazzaro.


Nemmeno i discepoli, i quali ben conoscevano le Scritture, si rendono conto che tutto ciò è il compimento delle parole del profeta Zaccaria: “Esulta grandemente, o figlia di Sion, manda grida di gioia, o figlia di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile, in groppa a un asino, sopra un puledro, il piccolo dell’asina. (Zaccaria 9:9). Colui che un giorno verrà cavalcando le nubi del cielo, ora entra a Gerusalemme cavalcando un asinello.


Così, moltissima gente stende rami di palme sulla sua strada e proclama: “Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Benedetto il regno di Davide nostro padre, che viene nel nome del Signore.” (Giovanni 12:13). “Osanna” significa “t’imploriamo di salvarci”, però qua la salvezza che questo popolo ambisce è solo la liberazione dall’invasore romano. E solamente pochi giorni più tardi, questa stessa moltitudine griderà: “Crocifiggilo, crocifiggilo! (Giovanni 19:6). Sì, dopo averlo incoronato di spine, gli daranno un trono singolare: la croce.


Di solito nessuno vuole un simile Gesù, mansueto e umile, ma un re potente e implacabile. Inoltre tali giudei non capiscono che Israele ha una colpa maggiore rispetto ai romani, perché non sono stati capaci di essere i testimoni di Dio nel mondo. Seicento anni prima Dio l’aveva già annunciato tramite il profeta Ezechiele:


Ecco Gerusalemme! Io l'avevo posta in mezzo alle nazioni e agli altri paesi che la circondavano; essa, per darsi all'empietà, si è ribellata alle mie leggi più delle nazioni, e alle mie prescrizioni più dei paesi che la circondavano (Ezechiele 5:5-6).


Se dici di essere cristiano, se ti vanti di conoscere la Parola di Dio e vai in giro a proclamare “Osanna!” e “Alleluia!” come se fossero parole magiche, sappi che anche quelle persone lì facevano lo stesso. Volevano un Gesù che li liberasse dall’oppressione, gli moltiplicasse il pane e guarisse i loro malati, cioè un Gesù talismano della prosperità.


Forse in tal caso affermerai che al presente i tempi sono diversi e che i cristiani stanno veramente dando una buona testimonianza in questo mondo. Beh, allora questi suddetti cristiani devono essere differenti da quelli che Paolo denuncia come essendo peggiori dei pagani: “Si ode addirittura affermare che vi è tra di voi fornicazione, una tale fornicazione che non si trova neppure fra i pagani; al punto che uno si tiene la moglie di suo padre! (1 Corinzi 5:1).


Purtroppo la rovina della cristianità ha duemila anni di storia, e oggi un cristiano sincero ha davvero difficoltà a testimoniare la sua fede. Infatti, per l’incredulo, un cristiano sarà soltanto quel furbo predicatore che chiede dei soldi agli altri, oppure quello sciocco credente che glieli dà. Eppure ci saranno sempre delle persone come questi greci del versetto ventuno: “Questi dunque, avvicinatisi a Filippo, che era di Betsaida di Galilea, gli fecero questa richiesta: «Signore, vorremmo vedere Gesù.» (Giovanni 12:21). E tu, vuoi vedere Gesù o sei alla ricerca di tutt’altro?


Nei prossimi 3 minuti il granello di frumento li avvisa della sua morte.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#220 - Lasciati indietro II - 2 Tessalonicesi 2

Quando parlava del rapimento della chiesa, Paolo s’includeva tra coloro che vi avrebbero partecipato, giacché ha detto: “Poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole” (1 Tessalonicesi 4:17). Ma l’apostolo non avrebbe forse mai letto Matteo 24:14, dove c’è scritto che “questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine? Tra l’altro, ci sarebbe stato tempo sufficiente per predicare il vangelo in tutto il mondo nel breve arco della vita di Paolo?


In verità, Matteo ci parla del vangelo del regno, e non del vangelo della grazia che è predicato oggi. Il vangelo del regno annunciava l’arrivo del Messia e del Re dei giudei, predicato da Giovanni Battista e dagli apostoli, e sarà proclamato un'altra volta da quelli che si convertiranno dopo il rapimento della chiesa. Gesù è il Re dei giudei, tuttavia la Bibbia non dichiara mai che sia il re dei cristiani. Per i cristiani Gesù è Signore.


Una delle chiavi per comprendere la Bibbia è rendersi conto che Dio ha un popolo, Israele, scelto fin dalla fondazione del mondo, e un altro popolo, la chiesa, scelto prima della fondazione del mondo. Israele ha ricevuto promesse di benedizioni terrene, la chiesa invece ha ricevuto promesse di benedizioni celesti. Per questo si verifica il contrasto tra Antico e Nuovo Testamento.


Quando Israele ha rifiutato il suo Re e l’ha inchiodato sulla croce, l’orologio profetico si è fermato mentre mancavano ancora sette anni alla fine del mondo presente e all’inizio del regno millenario di Cristo. Dio, allora, ha aperto una sorta di “parentesi” nella storia per inserirci la chiesa, però non ci ha rivelato quanto tempo sarebbe durato tale periodo. Ed è per questa ragione che Paolo si aspettava il rapimento da un momento all’altro.


Sappiamo che questa “parentesisi chiuderà con il rapimento della chiesa, e poi l’orologio profetico di Dio ricomincerà a battere i suoi ultimi sette anni. Durante questa fase un rimanente d’Israele si convertirà al Messia e il vangelo del regno sarà di nuovo proclamato, annunciando il ritorno del Re Gesù. “E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine (Matteo 24:14), quando finalmente Gesù tornerà con la sua chiesa per inaugurare il suo regno di mille anni. Infatti, il capitolo tre della prima lettera ai Tessalonicesi termina parlandoci di questa “venuta del Signor nostro Gesù Cristo con tutti i suoi santi. (1 Tessalonicesi 3:13). Ma quali “santisono questi qua? Sì, quelli che erano stati precedentemente rapiti.


Ora fa’ attenzione: tra coloro che rimarranno in questo pianeta, dopo il rapimento della chiesa, soltanto chi prima non aveva mai sentito il vangelo della grazia si potrà convertire. E le persone che l’hanno ascoltato e sono stati lasciati indietro? Dio farà in modo che credano alla menzogna dell’anticristo. È ciò che la Bibbia chiama “potenza d’inganno” (2 Tessalonicesi 2:11). Ecco, se questa persona sei tu, sappi che tutto quello che ti separa dall'accogliere l’anticristo è “un batter d’occhio” (1 Corinzi 15:52).


Inoltre, non devi credere ai libri che ti mostrano dei cristiani convertendosi dopo il rapimento, o ai video di persone, ad esempio, all’interno di un tempio svuotato dal rapimento, le quali cadono in ginocchio e chiedono perdono a Dio. “Perché non hanno aperto il cuore all'amore della verità per essere salvati... Dio manda loro una potenza d'errore perché credano alla menzogna, affinché tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma si sono compiaciuti nell'iniquità, siano giudicati. (2 Tessalonicesi 2:10-12).


Nei prossimi 3 minuti Gesù entrerà a Gerusalemme.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#219 - Lasciati indietro - 2 Tessalonicesi 2

Il capitolo 4 della prima lettera ai Tessalonicesi ci parla del rapimento della chiesa. Poi, nel capitolo seguente, l’apostolo tratterà del giorno del Signore. Il rapimento era un mistero sconosciuto ai profeti dell’Antico Testamento, e rivelato soltanto a Paolo, come lui stesso ci spiega nella prima epistola ai Corinzi 15. Il giorno del Signore, invece, era già ben noto ai giudei, essendo un tempo profetico di giudizio e tribolazioni.


La beata speranza del credente in Gesù è il rapimento, mentre il giorno del Signore è la prospettiva terrificante per coloro che saranno stati lasciati indietro. E tale giorno viene paragonato a un ladro che attacca di notte. Nel capitolo 2 della seconda lettera ai Tessalonicesi ci è descritto in dettaglio cosa accadrà dopo il rapimento della chiesa. Ma quale chiesa sarà mai questa che verrà rapita da questa terra, e chi ne fa parte?


In verità, nella Bibbia, la chiesa non è mai un edificio di mattoni, ma una casa spirituale costruita con pietre umane “sul fondamento degli apostoli e dei profeti” del Nuovo Testamento, “essendo Gesù Cristo stesso la pietra angolare” (Efesini 2:20). E nemmeno viene denominata “Chiesa X” o “Chiesa Y”, così come nessun suo membro la chiama “la mia chiesa” o “la chiesa di questo o di quel pastore”. È la chiesa di Dio e solamente Gesù la può definire “la mia chiesa”.


Non riesci a diventarne membro di propria iniziativa, poiché è Gesù che vi aggiunge ogni giorno quelli che vengono salvati. Giacché questa chiesa è il corpo di Cristo, né tu, né il peccato, né il diavolo è in grado di strappare un solo membro da questo corpo. La chiesa è composta da tutti - sì, TUTTI - coloro che credono in Gesù, i quali hanno avuto i loro peccati lavati dal sangue versato sulla croce e hanno ricevuto lo Spirito Santo. Anche perché, “se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, egli non appartiene a lui. (Romani 8:9).


Dopo il rapimento della chiesa, tutto e tutti rimarranno alla mercé del diavolo e del suo anticristo. L’apostasia, cioè l’abbandono della verità, la quale già oggi si vede in giro, si scatenerà liberamente, fino al momento in cui l’anticristo presenterà se stesso come Dio. Adesso, prima del rapimento, lo Spirito Santo è sulla terra, dimorando nella chiesa e nei credenti individualmente; tuttavia, dopo il rapimento, non ci sarà più nessun impedimento al completo deterioramento del mondo.


Oggigiorno, per quanto le cose sembrino brutte, esse sono ancora sotto il controllo di Dio. Quando Pilato si è vantato di avere l’autorità di liberare o di crocifiggere Gesù, ha appreso di avere quell’autorità unicamente perché l’aveva ricevuta da Dio. E ora, oltre al dominio che Dio esercita sui governi umani, anche lo Spirito Santo, abitando nei credenti, forma una barriera alla totale manifestazione del male.


Chi crede in Gesù è sale e luce in questo mondo. Essendo sale, appunto, servirà per preservare la carne. E tanto quanto l’illuminazione pubblica inibisce la pratica criminale, pure i credenti, essendo luce, possono causare questo stesso effetto, cioè incutono soggezione a chi gli sta accanto. Infatti, i cristiani sono sempre stati dei guastafeste, però dopo il rapimento tale problema sarà risolto, dato che chiunque resterà su questo pianeta, potrà vivere come piace al diavolo, letteralmente.


Nei prossimi 3 minuti “Dio manda loro una potenza d’errore perché credano alla menzogna” (2 Tessalonicesi 2:11).

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#218 - In un batter d’occhio - 1 Tessalonicesi 4:13-18

Alcune cose possono chiudere definitivamente la finestra di opportunità che Dio ti offre per essere salvato. Un incidente, o una malattia che ti rende incapace di decidere, potrebbe essere uno di questi avvenimenti determinanti. A meno che tu non sia un feto, non sia un bambino oppure sia già nato non in grado di rispondere delle proprie azioni, la piena padronanza delle tue facoltà mentali ti fa responsabile delle tue scelte.


Inoltre, questo non è vero solo rispetto a Dio ma altrettanto nella legge degli uomini, la quale ci dice che nessuno può esimersi dall’affrontarla, neppure affermando di non conoscerla. Allo stesso modo, nessuno sarà ritenuto innocente davanti a Dio. E lo vuoi sapere il perché?


Hai mai giudicato le azioni di qualcun altro? Sicuramente, vero? Beh, allora sei atto a giudicare te stesso, dimostrando di essere perfettamente consapevole anche dinanzi a Dio. Nella lettera ai Romani, Dio dichiara: “Perciò, o uomo, chiunque tu sia che giudichi, sei inescusabile perché in quel che giudichi l'altro, condanni te stesso, poiché tu che giudichi fai le medesime cose. (Romani 2:1).


Oltre alle malattie, le quali potrebbero impedirti di prendere la decisione di credere in Gesù, pure la morte potrà mettere fine alle tue possibilità. E proprio in questo esatto momento, nell’obitorio più vicino a casa tua, ci sarà certamente qualcuno che ieri non aveva la minima idea di dove sarebbe stato oggi.


Infine, un altro fatto che potrebbe impedirti di credere, dopo aver ascoltato il vangelo, è il rapimento della chiesa, descritto nella prima epistola ai Tessalonicesi 4:16-17: “Perché il Signore stesso, con un ordine, con voce d'arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e prima risusciteranno i morti in Cristo; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro, sulle nuvole, a incontrare il Signore nell'aria; e così saremo sempre con il Signore.”.


Il rapimento potrebbe aver avuto luogo già ai giorni di Paolo, ed è per questa ragione che lui s’include quando attesta che “poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo rapiti insieme con loro”. Non c’era niente che sarebbe dovuto accadere prima, e ancora non c’è, tranne la pazienza di Dio nell’attesa che più persone si convertano. Tuttavia, una volta dato l’ordine di partenza, la Bibbia ci rivela che tutto succederà “in un batter d’occhio” (1 Corinzi 15:51-52). E in seguito?


Ebbene sì, dopo il mondo andrà avanti lo stesso, però senza i resti mortali di coloro che, da Abele, sono morti nella fede, e senza i veri cristiani che saranno vivi nel momento del rapimento. I primi risusciteranno e gli altri saranno trasformati. Se sei curioso di conoscere la spiegazione che i giornali daranno per tale assenza improvvisa di così tanta gente, dovrai acquistare qualche quotidiano del giorno seguente. Ma in tal caso, per te, sarà troppo tardi.


Negli anni settanta, prima della mia conversione, ero coinvolto nell’esoterismo. A quel tempo c’era una teoria secondo cui un pianeta sarebbe passato vicino alla Terra e gli esseri umani meno evoluti spiritualmente sarebbero stati tolti e portati via dagli extraterrestri. Il mondo finalmente sarebbe libero da simili persone per poter vivere una nuova era di pace e prosperità. Stando a quest’idea esoterica, oggi io sarei dunque uno di questi “arretrati spirituali” che verranno esclusi dal nostro pianeta.


Nei prossimi 3 minuti vedremo cosa mai capiterà a quelli che saranno lasciati indietro nel rapimento.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#217 - Impossibile - Giovanni 12:3-9

Giuda Iscariota è una figura dell’uomo religioso, il quale ha avuto la possibilità d’essere salvato e non lo è stato. Il capitolo 6 della lettera agli Ebrei ci parla di gente uguale a lui. Sono persone che hanno perso l’occasione di essere salvate. E lì leggiamo:


Infatti quelli che sono stati una volta illuminati e hanno gustato il dono celeste, e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo futuro, e poi sono caduti, è impossibile ricondurli di nuovo al ravvedimento (Ebrei 6:4-6).


Giuda è stato illuminato. Ha camminato alla presenza della luce del mondo, ma ha scelto le tenebre. Ha gustato il dono celeste - Cristo - come uno che assaggia appena una bevanda, senza volerla bere veramente. Ha ricevuto la sua porzione dei benefici dello Spirito Santo, che convince “il mondo quanto al peccato, alla giustizia e al giudizio” a venire, però ha cauterizzato la propria coscienza. (Giovanni 16:7-11; 1 Timoteo 4:1-3).


La bocca di Giuda ha assaporato e ha predicato la buona Parola di Dio, ed ha anche sperimentato i poteri e i miracoli della terra futura. Nonostante tutto ciò, ha deciso di non credere in Gesù. È impossibile che qualcuno possa pentirsi dopo aver rifiutato così tante opportunità.


Chiunque avesse visto Giuda mentre accompagnava Gesù, non avrebbe affatto dubitato della sua fede. Tuttavia essa non è mai esistita. Giuda era solo un uomo mascherato da cristiano, pari a molti altri, senza effettivamente accettare Cristo come suo Signore e Salvatore. A tanti piace l’idea di avere Gesù come Salvatore, ma non tutti lo vogliono anche come Signore, cioè padrone assoluto della propria vita e della propria volontà.


Tutto quello che facciamo, assecondando la nostra volontà propria, è ribellione a Dio. Quando Gesù era qui, tra di noi, ha reso chiaro che il suo desiderio era compiere la volontà del Padre, e non la sua propria volontà. Insomma, se lui essendo Dio e Uomo senza peccato, la cui volontà è più che perfetta, non ha voluto fare la sua propria volontà, che dire di noi, deboli e peccatori?


Sai cosa significa la parola “peccato”? Nella prima epistola di Giovanni 3:4 leggiamo che “chiunque commette il peccato, commette iniquità, perché il peccato è iniquità”. In alcune versioni della Bibbia viene tradotto in un modo diverso: “il peccato è la trasgressione della Legge”. Quest’ultima, però, è una traduzione errata, poiché il peccato già esisteva prima della Legge data a Mosè. Così, si può capire che “peccato”, nel suo senso originale, è l’essere governati dalla volontà propria, vale a dire l’essere non controllati. In un’altra versione troviamo: “il peccato è ribellione”.


Tali erano stati i cristiani di Efeso prima della loro conversione, e Paolo glielo ricorda nella lettera agli Efesini: “Eravate morti nelle vostre colpe e nei vostri peccati, ai quali un tempo vi abbandonaste seguendo l'andazzo di questo mondo, seguendo il principe della potenza dell'aria, di quello spirito che opera oggi negli uomini ribelli. Nel numero dei quali anche noi tutti vivevamo un tempo, secondo i desideri della nostra carne, ubbidendo alle voglie della carne e dei nostri pensieri (Efesini 2:1-3).


È tempo che tu sottometta la tua vita e la tua volontà al Signore e Salvatore Gesù per essere salvato eternamente. Questa è la tua opportunità. Che cosa potrà succederti se non lo farai? Lo vedremo nei prossimi 3 minuti... sempre che tu ancora ce li abbia questi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#216 - Veleno di topi - Giovanni 12:3-9

Spesso chi legge l’inizio del capitolo 12 del Vangelo di Giovanni avrà forse l’impressione che insieme a Gesù ci fossero soltanto Lazzaro, Maria e Marta. Il versetto 4, però, comincia a rivelarci che si trovavano anche altre persone in quella casa, così come alcuni dei suoi discepoli. Poi una gran folla li avrebbe raggiunti, perché volevano vedere tanto Gesù quanto Lazzaro, il risuscitato.


Ciò nonostante, i primi versetti rappresentano una sorta d’oasi di tranquillità, comunione e adorazione, a cui partecipavano solo Gesù e i tre fratelli. Intorno, invece, c’era un mondo d’indifferenza e interessi nascosti, come quelli di Giuda Iscariota riguardo all’olio profumato cosparso da Maria sui piedi del Signore.


Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si sono dati ai poveri?”, si lamentava Giuda. Un denaro era la moneta d’argento corrispondente a una giornata di lavoro; quindi Maria avrebbe “versato” sui piedi di Gesù molti mesi di risparmio. Ma Giuda, il quale pochi giorni dopo tradirà il suo Maestro per un decimo di questa cifra, riteneva che fosse uno spreco.


Apparentemente Giuda si batte per una buona causa: donare dei soldi ai poveri. Ed è qui che sta il pericolo. Dietro ogni diabolica bugia, c’è sempre un nocciolo di verità. Ho sentito dire che il veleno per topi contiene 99% di mais e l’1% di stricnina. La quantità della sostanza mortale è bassissima, passando inosservata in mezzo alla totalità del vero cibo.


Nel capitolo 3 della seconda epistola a Timoteo, l’apostolo Paolo ci mette in guardia dai falsi predicatori degli ultimi giorni, i quali “aventi l’apparenza della pietàsono avidi di denaro, adorandolo, tale quale Giuda. La loro specialità è attrarre “donnicciole cariche di peccati, agitate da varie cupidigie”. La cupidigia non è il desiderio per cose turpi, ma il desiderio estremo verso qualsiasi cosa, comprese quelle lecite come la salute, il denaro e la felicità in amore.


Maria agisce correttamente quando offre al Signore tutto ciò che aveva di prezioso. Lei avrebbe potuto aiutare i poveri anche dopo, ogniqualvolta lo volesse, però quest’occasione con Gesù era unica. Purtroppo entro breve tempo Maria non avrebbe potuto contare sulla sua presenza fisica. Lui stava per morire.


Alcune chance vanno e vengono in pochi minuti. Se non sono afferrate all’istante, potrebbero non tornare mai più. Nei vangeli osserviamo che ci sono delle persone che fanno cose davvero ridicole, solamente per non perdere la possibilità di avere un incontro personale con Gesù. È quello che è successo a Zaccheo, piccolo di statura. Era un uomo ricco e importante, tuttavia non gliene è fregato niente di quel che potevano pensare gli altri: si è arrampicato su un albero esclusivamente per veder passare Gesù.


E tu, in questo esatto momento, saresti disposto a imitare Maria, consegnando a Gesù ciò che hai di più prezioso? Ad esempio, la tua vita? Saresti pronto ad affrontare il disprezzo di amici e familiari per ricevere il Salvatore, come ha fatto Zaccheo? Allora, dai, cogli adesso quest’opportunità di credere nell’Agnello che è morto per te!


Nei prossimi 3 minuti vedremo cosa può accadere a chi si lascia sfuggire una tale occasione.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#215 - Cristo, il centro - Giovanni 12:1-3

Il capitolo 12 del Vangelo di Giovanni si apre con una scena che rappresenta bene la nuova vita in Cristo. Siamo ancora a Betania, in quella casa dove Gesù amava fermarsi, circondato da Lazzaro, Marta e Maria. Tutti e tre ci aiuteranno a comprendere meglio che cos’è averlo come unico centro di comunione, servizio e adorazione.


Lazzaro raffigura la nuova vita, vissuta in comunione con il Signore nel potere della risurrezione. Fino a poco tempo prima era un uomo morto, eppure è stato chiamato fuori dalla morte da Gesù. Ora il suo piacere è passare il suo tempo alla presenza di chi l’ha salvato.


Marta è impegnata a servire, però non come l’altra volta, quando era stata rimproverata per aver messo il servizio al centro delle sue attenzioni. Nel Vangelo di Luca, appunto, leggiamo che era preoccupata e inquieta per molte cose. E lì si era lamentata di dover far tutto da sola, mentre Maria stava ai piedi di Gesù, ascoltando la sua parola. Allora il Signore l’aveva ammonita con queste parole: “Marta, Marta, tu ti affanni e sei agitata per molte cose, ma una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte buona che non le sarà tolta. (Luca 10:40-42).


Adesso, nel nostro capitolo, pure Marta serve “in novità di vita” dopo aver visto suo fratello risuscitato (Romani 6:4). Il centro delle sue attenzioni non è più il servizio ma la persona che lei serve: Gesù. Ha imparato ad occuparsi del Signore, solamente di lui.


Maria continuerà ai piedi di Gesù, tuttavia ora come adoratrice e non più come alunna. Cosparge sui suoi piedi un olio profumato di gran prezzo e li asciuga con i propri capelli. Per quanto il servizio e l’apprendimento siano importanti, il Padre non richiede servitori o allievi. Il Padre cerca adoratori che lo adorino in spirito e verità (Giovanni 4:23).


D’altronde non esiste vera adorazione se essa non sarà incentrata sul fondamento dell’opera di Gesù: il suo sacrificio sulla croce. Lo insegna lui stesso, dicendoci che ciò che Maria aveva appena fatto, già accennava alla sua morte.


In cielo i salvati adoreranno l’Agnello che è stato immolato e ha acquistato a Dio, con il suo sangue, “gente di ogni tribù, lingua, popolo e nazione” (Apocalisse 5:9). L’espressione massima dell’adorazione sulla terra è: “Fate questo in memoria di me. (Luca 22:19). Il pane e il vino nella cena del Signore sono un ritratto del corpo e del sangue di Gesù sacrificato. Ma anche qui non sarà il pane, o il vino, il centro delle attenzioni, però quello che rappresentano: Gesù nella morte.


Quando Gesù guariva le malattie o moltiplicava i pani, era seguito da folle di persone interessate alla loro buona salute e alla loro pancia piena. Ma quando l’argomento è l’adorazione, solo questi tre fratelli si distinguono accanto a lui, essendo Gesù l’unico centro delle loro attenzioni. E tu, cosa ti attrae? Un predicatore eloquente, una band ben sintonizzata, uno spettacolo di miracoli... o soltanto Gesù?


Nei prossimi 3 minuti Giuda vorrà prediligere i poveri, piuttosto che Gesù.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

Popular Posts