#243 - La via - Giovanni 14:4-6

Circa duemila anni fa l’Impero Romano dominava l’intero Medio Oriente e parte dell’Europa, dell’Asia e del Nord Africa. I romani avevano costruito una rete di strade che permetteva alle loro truppe di spostarsi rapidamente verso ogni punto dell’Impero. Se all’epoca qualcuno avesse chiesto quale fosse la direzione giusta per giungere a Roma, la risposta sarebbe stata: “Non preoccuparti, scegli un percorso qualunque perché tutte le strade portano a Roma.”. E se, però, volesse conoscere la giusta via per il cielo, potrebbe forse prenderne una qualsiasi?


Poco prima della sua morte e risurrezione, Gesù ha detto ai suoi discepoli: “Voi sapete dove io vado e conoscete anche la via. (Giovanni 14:4). Ma Tommaso non l’ha capito: “Signore, noi non sappiamo dove vai; come dunque possiamo conoscere la via? (Giovanni 14:5). Beh, oggi sappiamo precisamente dove è andato Gesù dopo essere morto e risorto: ha raggiunto il cielo. Perciò, la prima parte dell’incertezza di Tommaso ci è già stata svelata. Resta da risolvere la seconda, che è tuttora il dubbio di molte persone: “Qual è la via del cielo?”.


Così come hanno fatto con Roma, gli uomini si sono inventati numerosi cammini per il cielo. Alcuni sono pieni di buche, perché c’è chi pensa che ci arriverà solamente dopo aver sofferto assai. Altri possiedono soltanto il tracciato, spettando a te l’esecuzione dei lavori destinati a pavimentare il proprio sentiero. Esiste persino quello della reincarnazione, tuttavia su di esso torni sempre al punto di partenza, e a volte con una “macchina” peggiore di prima, se in precedenza non sei stato un bravo autista. Ci sono ancora quelli con parecchi pedaggi affinché sostengano i predicatori che li hanno creati.


Magari mi sarò dimenticato di una qualche diversa strada ideata dall’uomo? Sì, senz’altro. Infatti, ce ne sono così tante che non riuscirei nemmeno a contarle, ma di certo nessuna ne garantisce il destino. Lo vuoi un consiglio? Quando vieni invitato a casa di qualcuno, chi sarà mai la persona più fidata per indicarti la strada corretta? Chi ci abita, ovviamente. Allora dobbiamo domandare a Gesù, a lui e solo a lui, qual è la via per il cielo. E ci risponderà: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:6).


Semplice e diretto. La via non è una religione, non è una chiesa, non è una filosofia, non è una dottrina, non è la sofferenza, non sono le buone opere, non è l’osservanza della Legge di Mosè, non sono le ordinanze come il battesimo o la cena del Signore, e neanche le decime, le offerte o i contributi. La via è una Persona: è Gesù. Se sei in Gesù, sei nella via; l’unico accesso ad essa è tramite la fede in Gesù e nell’unica opera che è stata necessaria per spianarla: la morte e la risurrezione del Figlio di Dio.


E prima ancora che tu mi chieda che male ci sarebbe se si eleggesse un’altra via qualunque, Gesù ci spiega: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.”. Se credi che questa sua affermazione sia poco democratica, non adatta a un essere umano moderno e con le idee chiare come te, sentiti libero di scegliere una qualsiasi altra via che preferirai, o che troverai più adeguata al tuo stile: arriverai di sicuro a Roma...


Nei prossimi 3 minuti Gesù ci rivelerà il Padre.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#242 - Cosa aspetti? - Giovanni 14:3

Dopo aver assicurato ai suoi discepoli che non avrebbero dovuto vivere impauriti, anche perché sarebbe andato a preparargli una dimora nella casa del Padre, Gesù rivela loro cosa dovrebbero aspettarsi: “E quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi. (Giovanni 14:3). Quindi, se hai già creduto in Gesù, è soltanto il Salvatore colui che dovresti aspettare, e non l’anticristo o una qualche catastrofe mondiale.


La sua promessa di condurci in cielo, per stare con lui, è il cosiddetto “rapimento della chiesa”, diverso dalla “manifestazione o apparizione di Cristoper sottoporre il mondo a giudizio, per salvare Israele e per iniziare il suo regno millenario. Nel rapimento Gesù porterà via i salvati da questa terra (1 Tessalonicesi 4:17); alla sua manifestazione, invece, arriverà “con tutti i suoi santi(1 Tessalonicesi 3:13), rapiti circa sette anni prima. Il rapimento sarà “in un batter d'occhio (1 Corinzi 15:52), cioè troppo rapido affinché sia visto; alla sua manifestazione, al contrario, “ogni occhio lo vedrà (Apocalisse 1:7).


Nel rapimento il Signore verrà a prendere la chiesa; alla sua manifestazione comparirà per liberare Israele. Nel rapimento del suo popolo celeste, l’incontro accadrà “sulle nuvole... nell’aria” (1 Tessalonicesi 4:17); alla sua manifestazione per Israele, il suo popolo terreno, “i suoi piedi si fermeranno sopra il monte degli Ulivi” (Zaccaria 14:4). Nel rapimento sarà Gesù stesso che riunirà i suoi; alla sua manifestazione manderà i suoi angeli a radunare gli eletti d’Israele (Matteo 24:31).


Nel rapimento toglierà dal mondo i credenti e lascerà qui gli empi; alla sua manifestazione toglierà dal mondo gli empi per essere giudicati (Matteo 24:40-41), e lascerà qua coloro che si saranno convertiti dopo il rapimento, per così partecipare al suo regno di mille anni (Matteo 25:34). Nel rapimento libererà i suoi “dall’ira a venire” (1 Tessalonicesi 1:10); alla sua manifestazione riverserà tutta la sua ira (Apocalisse 6:17). Nel rapimento si presenterà come Sposo, per unirsi alla sua sposa, la chiesa; alla sua manifestazione si farà conoscere come il Figlio dell’uomo, per giudicare quelli che l’hanno respinto.


Nel rapimento Gesù spunterà come “la stella mattutina” (2 Pietro 1:19), che sorge poco prima dell’alba, quando ancora tutti si trovano nelle tenebre; alla sua manifestazione si leverà come “il sole della giustizia” (Malachia 4:2), che è l’alba stessa. Nel rapimento apparirà all’improvviso, senza nessun preavviso; la sua manifestazione, però, sarà preceduta da molti segni, guerre e calamità.


Oggigiorno molti cristiani vivono in attesa dell’arrivo dell’anticristo e della grande tribolazione, ma questi eventi si verificheranno solo in seguito al rapimento, e anteriormente alla venuta di Cristo per regnare. In effetti, non c’era e non c’è niente che debba succedere prima del compimento della sua promessa di averci con . Paolo stesso, già ai suoi giorni, attendeva il rapimento e vi s’inseriva quando ha detto: “Poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro sulle nuvole, per incontrare il Signore nell'aria (1 Tessalonicesi 4:17).


E tu, stai aspettando Gesù oppure gli avvenimenti che precederanno la sua apparizione per Israele? Sarebbe davvero bizzarro se fossimo rapiti dal Signore in questo esatto momento, cogliendoti così di sorpresa, poiché pensi che prima l’anticristo debba manifestarsi, vero?


Nei prossimi 3 minuti Gesù ci svelerà la via per il cielo.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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