#210 - Le celebrità di Dio - Giovanni 11:1

Ogni anno giornali e riviste pubblicano gli elenchi delle star. Sono persone che hanno avuto successo, hanno fatto soldi o sono diventate figure di spicco nei media. Il tempo passa, le liste cambiano e i nomi scompaiono. Esisterà forse un elenco permanente di celebrità? Sì, la Bibbia.


In essa troverai personaggi celebri i cui nomi resistono alla polvere dei secoli. Oltre ai re, come Davide e Salomone, la grande maggioranza delle celebrità bibliche non sarebbe mai apparsa nell’elenco dei vip di questo mondo. Ma è l’opinione di Dio su queste persone che le rende importanti.


Vuoi un esempio di come Dio non si dimentica delle persone? Se ti chiedessi chi è stato usato da Dio per liberare il popolo d’Israele dalla schiavitù in Egitto, probabilmente mi risponderesti soltanto “Mosè” o al massimo “Mosè e Aronne”. Di sicuro non ti ricorderesti subito di Miriam, la sorella di Mosè, la quale è stata uno strumento nelle mani di Dio per preservare la vita di questo futuro leader ebreo.


Quando, però, Dio menziona i liberatori d’Israele, nel libro del profeta Michea, dice al popolo: “Poiché io ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto, ti ho redento dalla casa di schiavitù e ho mandato davanti a te Mosè, Aronne e Miriam. (Michea 6:4). Vedi, Dio non la scorda, così come non si dimentica di ognuno di quelli che sono suoi, per quanto spregevoli possano essere agli occhi degli esseri umani. Nella parabola del ricco e di Lazzaro si osserva che solo il mendicante ha un nome, mentre il ricco non ce l’ha (Luca 16:19-20).


In questo capitolo l’apostolo Giovanni precisa che Betania erail villaggio di Maria e di Marta sua sorella” (Giovanni 11:1). Magari vivi in una città famosa per aver dato i natali a un grande scrittore, a un illustre politico o a un noto uomo d’affari; tuttavia Betania è conosciuta fino ad oggi a causa di queste due donne. Esse non hanno scritto nessun libro, non sono mai state elette a cariche pubbliche e non saprebbero nemmeno dirigere un’azienda. Allora che cosa hanno fatto? Hanno semplicemente dato a Gesù l’attenzione che si meritava di avere.


La sposa, nel libro dei Cantici, si sente fare questa domanda dalle “figlie di Gerusalemme”: “Che cos'è il tuo diletto più di un altro diletto, o la più bella fra le donne?. E lei gli risponde: “Il mio diletto è bianco e vermiglio, e si distingue fra diecimila. Il suo capo è oro finissimo, i suoi riccioli sono crespi, neri come il corvo. I suoi occhi sono come colombe presso ruscelli d'acqua, lavati nel latte, propriamente incastonati come una pietra preziosa in un anello. Le sue guance sono come un'aiuola di balsamo, come aiuole di erbe aromatiche; le sue labbra sono gigli, che stillano mirra liquida. Le sue mani sono anelli d'oro, tempestate di pietre preziose; il suo ventre è avorio lucente, ricoperto di zaffiri. Le sue gambe sono colonne di marmo, fondate su basi d'oro puro. Il suo aspetto è come il Libano, maestoso come i cedri. La sua bocca è la dolcezza stessa; sì, egli è attraente in tutto. Questo è il mio diletto, questo è il mio amico... (Cantici 5:9-16).


Quando ti chiederai chissà cosa ci vedono i credenti in Gesù, la risposta sarà questa: “Egli è attraente in tutto”.


Nei prossimi 3 minuti Gesù piangerà davanti a tutti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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