"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#046 - La famiglia di Gesù - Matteo 12:46-50

I religiosi giudei dubitano di Gesù e gli chiedono un segno. E questo rigetto non proveniva solo da loro, ma anche i suoi fratelli non gli credevano. Nel Vangelo di Marco 3:21 leggiamo che mentre Gesù discorreva con i farisei, i suoi fratelli stavano arrivando per parlargli, perché credevano che fosse impazzito. Qualcuno lo avverte che sua madre e i suoi fratelli, fermatisi fuori, lo avevano mandato a chiamare.

“'Chi è mia madre, e chi sono i miei fratelli?', chiede. E stendendo la mano sui suoi discepoli, disse: 'Ecco mia madre e i miei fratelli! Poiché chiunque avrà fatto la volontà del Padre mio che è nei cieli, esso mi è fratello e sorella e madre.'” (Matteo 12:48-50).

Questo evento è di particolare rilievo poiché segna una svolta nel ministero di Gesù riguardo a Israele. Sua madre e i suoi fratelli raffigurano il suo naturale legame con il suo popolo, al quale lui aveva diretto il suo ministero quasi che esclusivamente, fino adesso. I farisei lo accusano di agire con l’aiuto dello spirito di Satana. La sua famiglia crede che lui sia impazzito. Nel Vangelo di Giovanni si legge: “È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto” (Giovanni 1:11).

Da questo punto in avanti c’è una rottura con Israele nel ministero di Gesù. La continuazione del versetto nel Vangelo di Giovanni ci dice: “Ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto, egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio” (Giovanni 1:12). D’ora in poi il rapporto con Dio non si limiterà a una nazione, ma sarà esteso a tutti quelli che fanno la volontà del Padre.

Questi versetti ci chiariscono anche altri due punti importanti. In primo luogo, si può notare che la madre di Gesù non ha un accesso privilegiato rispetto a Gesù, come alcuni vogliono credere, o farci credere. In secondo luogo, Gesù ha avuto dei fratelli e delle sorelle, essendo figli di Maria e di Giuseppe.

E ti ricordi quando Gesù ha detto: “Venite a me”? (Matteo 11:28). Bene, allora potrai capire, una buona volta, che non abbiamo bisogno di Maria o di qualsiasi altro intermediario per andare a Gesù. Devi solo accettare il suo invito d’amore, senza essere incatenato dai dogmi o dalle tradizioni che le religioni cercano d’importi per tenerti lontano da Gesù e, così, continuamente dipendente da un clero per avere un rapporto con Dio.

Dopo di ciò, Gesù esce di casa e si siede sulla spiaggia per parlare alla folla. Quello che dirà, lo vedrai nei prossimi 3 minuti.

#045 - Segni - Matteo 12:38-45

Anche dopo tutti i miracoli che avevano già visto, i farisei hanno l’audacia di chiedere a Gesù di operare ancora un segno affinché gli credano. A Dio non piacciono le persone che chiedono un segno per poter credere. La fede viene dall’udire la Parola di Dio, e non dal vedere qualcosa (Romani 10:17). La fede è dimostrazione di cose che non si vedono (Ebrei 11:1). Quando ti fidi di qualcuno, la parola di questa persona sarà sufficiente.

Quando Tommaso ha riconosciuto di essere davanti a Gesù risorto, lui ha detto a Tommaso: “Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non han veduto, e hanno creduto!” (Giovanni 20:29). Secoli di segni e miracoli compiuti da Dio tra il popolo di Israele non sono serviti a cambiare il cuore di un popolo incredulo. Gesù li chiama “generazione malvagia e adultera”, perché non vogliono riconoscere il loro Messia e sono infedeli a Dio.

Gesù risponde loro che l’unico segno di cui hanno bisogno è già stato dato: Giona, che ne esce vivo dal ventre del gran pesce, essendo un’allusione alla morte e alla risurrezione di Gesù, il quale stava per accadere. Giona era stato gettato in mare affinché l’equipaggio della nave potesse essere salvato, e ha trascorso tre giorni e tre notti nel ventre di un gran pesce. Gesù sarebbe stato gettato nella morte per salvarci e il suo corpo sarebbe rimasto tre giorni e tre notti nel ventre della terra prima di risuscitare.

Il popolo di Ninive aveva creduto nella predicazione di Giona e lì, davanti a loro, c’era qualcuno che era più grande di Giona. La regina di Sceba aveva percorso centinaia di chilometri per ascoltare la saggezza di Salomone e lì, davanti a loro, c’era qualcuno che era più grande di Salomone (I Re 10:1). Poco prima Gesù aveva detto che lui era più grande del Tempio e, se continui a leggere la Bibbia, vedrai che lui è più grande di tutta la Creazione di Dio; infatti, è colui attraverso il quale e per il quale sono state create tutte le cose.

E ora, cosa intendi fare con Gesù? Crederai in lui o aspetterai qualche segno? Gesù paragona i giudei a una casa vuota e ordinata, che aspetta soltanto qualcuno che la abiti. Rifiutando di ricevere l’unico che avrebbe potuto legittimamente vivere in questa casa, adesso loro erano vulnerabili all’invasione degli spiriti di errore e d’inganno.

Hai già aperto la porta a Gesù o intendi aspettare qualcun altro? Forse dirai che hai già una religione che tradizionalmente hai ricevuto dalla tua famiglia. Qui, però, non sto parlando di una religione, ma di una persona, Gesù, il Figlio di Dio, il Salvatore.

E cosa possiamo farne delle tradizioni religiose che ci sono state trasmesse dai nostri genitori? Mentre Gesù stava ancora parlando alla folla, l’hanno avvertito che sua madre e i suoi fratelli erano arrivati. Nei prossimi 3 minuti vedremo cosa succederà.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#044 - Razza di vipere - Matteo 12:33-37

Nonostante siano stati testimoni di tutto il bene che Gesù stava facendo, come scacciare i demoni, guarire i malati e risuscitare i morti, i farisei peccano contro lo Spirito Santo quando attribuiscono tutto questo al potere di Satana. Lo accusano di essere, Gesù stesso, un posseduto dal demonio.

Le loro parole esprimono solo ciò che esiste nel cuore dell’uomo: inimicizia contro Dio. Dove essa è cominciata? Nel giardino dell’Eden, quando l’uomo ha voluto fare la propria volontà. E dove continua a esistere questa inimicizia? Nel mio cuore e nel tuo, ogni volta che vogliamo fare la nostra volontà e non la volontà di Dio. Dopo aver perso l’approvazione di Dio in Eden, ora cerchiamo disperatamente l’approvazione di Dio e degli uomini sulla base delle nostre opere, della nostra condotta, delle religioni, ecc.

Gesù considera i farisei una “razza di vipere”. Come loro, tutti noi siamo il risultato dello stesso inganno di Satana con l’aspetto di un serpente. La nostra bocca è l’espressione di ciò che portiamo nei nostri cuori. Se credi in Gesù, se avrai la Parola di Dio nel cuore, lo esalterai, parlerai di lui. Altrimenti, parlerai e ti vanterai solo di te stesso, bestemmierai, deriderai Gesù e negherai l’efficacia della sua opera sulla croce per salvarci.

Il risultato di una vera conversione viene mostrato per primo nelle nostre proprie parole. Puoi dirlo, forte e chiaro, che Gesù è il tuo Salvatore e il tuo Signore? Nel tuo cuore credi che lui abbia ricevuto il castigo per i tuoi peccati e che sia morto al posto tuo? La tua bocca ne è la prova, e anche la tua vita.

Tutti noi sappiamo che le parole sono potenti. Esse corrompono, creano nemici e generano distruzione. Che cosa si può pensare delle parole che sono in grado di corrompere la tua anima, di confermare la tua inimicizia contro Dio e di determinare la tua propria sentenza di condanna? La Bibbia ci dice che ogni lingua confesserà che Gesù Cristo è il Signore (Filippesi 2:11). Il problema è che non tutti saranno nello stesso posto quando lo riconosceranno.

Quando parlerai di Gesù, ricordati che varrà quello che la polizia dice nei film al momento dell’arresto: “Qualsiasi cosa dirai, potrà e sarà usata contro di te”. Allora, cosa si può fare? Vuoi un suggerimento? Inizia con queste parole: “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!” (Luca 18:13). È stata la Parola di Dio che ti ha rivelato Gesù. Sono le tue parole che rivelano se ci credi davvero.

Per i farisei non è abbastanza avere Gesù davanti a loro. Vogliono anche vedere qualche segno. Nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#043 - Il peccato senza perdono - Matteo 12:24-32

Negli ultimi 3 minuti ci si è resi conto del chiaro contrasto tra la religione dell’uomo e la compassione di Dio. Ora i farisei adottano una posizione di dichiarata opposizione a Gesù. Sostengono che Gesù era posseduto da un demone e che sarebbe stato tramite il potere di Belzebù, il principe dei demoni, che lui avrebbe scacciato i demoni.

Allora Gesù fa appello alla logica: una casa divisa contro se stessa non dura a lungo. Se Satana espelle Satana, sta combattendo contro se stesso. E se questa idea dei farisei fosse corretta, dovrebbero attribuirla anche agli esorcisti che erano tra loro. Nel tentativo di negare il potere di Gesù, finiscono per incriminarsi da soli.

Quello che Gesù sta facendo è parte di un processo che include il poter entrare nella casa del forte Satana, legarlo e poi saccheggiare i suoi beni. Innanzitutto Gesù dimostra il suo potere su Satana invadendo la sua sfera d’azione, ossia questo mondo, e limitando i suoi movimenti. Dopo, sulla croce, infliggerà il colpo mortale: schiaccerà la testa del serpente, com’era stato promesso in Eden. Così, saccheggerà la nostra casa, liberandoci dal potere delle tenebre, portandoci alla sua meravigliosa luce (I Pietro 2:9).

Nell’attribuire il potere di Gesù a Satana, e non allo Spirito di Dio, i farisei commettono il peccato per il quale non c’è perdono. Questo peccato senza perdono poteva essere commesso soltanto alla presenza del Figlio di Dio stesso, mentre lui era qui.

E ciò è diverso dal mettere in dubbio gli stratagemmi, per esempio, di qualche truffatore che apre una chiesa qualsiasi solo per ingannare la gente in cambio di soldi. Gesù stesso predisse che ci sarebbero state persone così, che avrebbero scacciato demoni in nome suo, ma non avevano nulla a che fare con lui.

Oggi Dio è pronto a perdonare coloro che peccano, maledicono e perfino bestemmiano, purché queste persone credano in Gesù come il loro Salvatore. Se vivi afflitto dall’angoscia perché pensi di aver commesso un peccato senza perdono, da dove credi che provenga questo doloroso sentimento? Sì, dallo stesso Spirito Santo che non ha ancora rinunciato a te.

Oggi il peccato senza perdono è resistere allo Spirito Santo di Dio, quando lui cerca di convincere qualcuno del peccato e della giustizia. Oggi il peccato senza perdono è morire nell’incredulità.

Nel respingere Gesù, i farisei decidono da che parte vogliono stare. E tu, hai già scelto da che parte vuoi stare? Negare l’operazione dello Spirito di Dio in Gesù è solo l’inizio delle molte opere malvagie dei farisei religiosi; Gesù li definirà “razza di vipere” nei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#042 - Religiosi invidiosi - Matteo 12:22-23

Negli ultimi 3 minuti abbiamo visto che Gesù è stato presentato come il Messia, ma in qualità di servitore, essendo questo qualcosa che nessun giudeo se lo sarebbe aspettato. Ora, guarendo un indemoniato cieco e muto, ai laici sembra veramente probabile che lui sia il figlio di Davide, appunto uno dei titoli dati al Messia. Il clero, tuttavia, non può ammetterlo.

Mentre la parola ipocrisia significa voler “sembrare” ciò che non si è, la parola invidia significa voler “essere” chi non si è, oppure voler avere quello che non si ha. Il peccato di Adamo è stato una forma d’invidia quando volle essere come Dio. Satana, con l’aspetto di un serpente, ha detto a Eva: “Sarete come Dio” (Genesi 3:5). Satana stesso era già stato espulso dalla presenza di Dio per voler essere uguale a Dio.

La religione ti trasforma in un ipocrita, richiedendoti di essere all’altezza di uno standard che non sei in grado di raggiungere. Allora fai finta di essere una brava persona e inizi a disdegnare coloro che non la pensano o non agiscono come te. Questo clero giudaico è esattamente così.

Inoltre, la religione ti rende invidioso, proprio com’è successo ai farisei. Il Signor Gesù, il Salvatore, è proprio lì, davanti a loro, ma sarà un intoppo per chiunque voglia essere un signore e un salvatore di se stesso.

Quando ritieni che soltanto la tua condotta potrà salvarti, Gesù diventa un ostacolo. Al massimo lo considererai un esempio, un martire o persino un talismano, fuorché il tuo Salvatore. Dopotutto, perché avresti bisogno di un altro salvatore se credi nell’auto salvezza? Perché avresti bisogno di un altro signore, se vuoi essere il padrone di te stesso?

Alla fine del Vangelo di Matteo si può scoprire che Pilato sapeva che Gesù era stato consegnato a morte dai farisei solo per invidia. E ancora oggi le persone religiose continuano a essere ipocrite e invidiose come i farisei, volendo sembrare quello che non sono, ed essere e avere ciò che non possono né essere né avere.

Nonostante tutto, Dio prova compassione per noi e vuole offrirci un posto elevato, ma a modo suo. Dopo che Gesù ha versato il suo sangue sulla croce per purificarci dai nostri peccati, Dio t’invita a credere in lui affinché tu diventi un figlio di Dio e coerede di Cristo (Romani 8:17). Tutto quello che volevi conquistare con i tuoi sforzi, ora Dio te lo offre gratuitamente.

I religiosi farisei rifiutano l’offerta di Dio e commettono il peccato per il quale non c’è perdono. Questo è ciò che vedrai nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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