#263 - Allegria, allegria! - Giovanni 16:16-22

Gesù dice ai suoi discepoli: “Fra poco non mi vedrete più; e un altro poco e mi vedrete (Giovanni 16:16). Cioè? Lui morirebbe e sarebbe sepolto, e poi non l’avrebbero più rincontrato finché non fosse risuscitato, rimanendo con loro ancora per altri quaranta giorni. Allora dopo sì che sarebbe asceso al cielo, e di nuovo non sarebbe stato più visto fino a quando non fosse tornato a prenderli, al rapimento della chiesa, o prima se fossero morti. E quanto tempo passerebbe tra tali intervalli? Nemmeno loro avrebbero potuto affermarlo, giacché sarebbe sembrato loro un breve periodo.


Almeno è così che Gesù illustra la situazione: “La donna quando partorisce sente dolore, perché è giunta la sua ora; ma appena ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell'angoscia per la gioia che è venuto al mondo un essere umano. (Giovanni 16:21). Anche se talvolta il travaglio richiede molto tempo, tutta l’angoscia dell’attesa scomparirà nel momento in cui la madre vedrà il suo bambino. Dopodiché ci sarà solo da gioire!


I discepoli si sarebbero angosciati nel vederlo sfigurato e morto su una croce, e purtroppo in seguito le loro speranze sarebbero state letteralmente seppellite per sempre. Gli increduli, invece, si sarebbero molto rallegrati per essersi liberati di Gesù.


La risurrezione del Signore avrebbe colto di sorpresa persino i discepoli, tuttavia avrebbe infuso loro una rinnovata dose di gioia. Ciò, però, non sarebbe stato niente in confronto alla felicità che avrebbero sentito dal giorno in cui lo Spirito Santo di Dio sarebbe venuto ad abitare in loro e in ogni credente in Gesù. Nel libro degli Atti troverai gli stessi discepoli, che una volta erano timidi e timorosi, trasformati in audaci predicatori. Questa loro allegria nessuno gliela potrebbe mai togliere.


Ma dimmi: di che tipo è la tua allegria? Se vuoi solamente goderti la vita senza dover rendere conto a nessuno, rientri nel profilo di coloro che si sono rallegrati quando hanno visto Gesù morto. Sarebbe stato sempre una loro spina nel fianco se continuasse a vivere. Infatti, il Signore non aveva neanche bisogno di aprire la bocca per mettere a disagio la gente. Gli bastava essere quello che era: il Figlio di Dio, l’unico uomo perfetto, la luce degli uomini.


Qualsiasi cosa esposta alla luce ha i suoi difetti rivelati, ed è un simile malessere che Gesù causa alle persone fino ad oggi mentre viene presentato in una predicazione del vangelo. Naturalmente fuggiamo dalla Parola di Dio poiché essa “è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla, ed è in grado di giudicare i pensieri e le intenzioni del cuore. E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. (Ebrei 4:12-13).


Ti dà fastidio quando qualcuno parla di Gesù? In tal caso, finora, non hai la gioia eterna. E neppure l’accesso al Padre, che sarà l’argomento dei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#262 - Tutta la verità - Giovanni 16:12-15

Gesù confida ai suoi discepoli che avrebbe ancora molto da dirgli, ma adesso non lo sopporterebbero. La verità è assoluta, tuttavia la sua trasmissione è progressiva, e la sua ricezione dipenderà dalla condizione dell’uomo. A loro mancava qualcosa, e questo qualcosa era lo Spirito Santo, il quale discenderebbe soltanto qualche giorno dopo per venire ad abitare in questo mondo. Fino a qui lo Spirito aveva agito per i suoi; da quel momento in poi avrebbe agito nei suoi.


L’avvento dello Spirito Santo dopo la morte, risurrezione e ascensione di Gesù, avrebbe consentito agli apostoli di ricevere la rivelazione di TUTTA la verità, e ai credenti di comprenderla. Lo Spirito li avrebbe guidati “in ogni verità” (Giovanni 16:13). Te ne sei reso conto, vero? TUTTA la verità è stata consegnata agli apostoli e oggi può essere trovata nel Nuovo Testamento, sia in forma esplicita che implicita. Ed è solo attraverso il Nuovo che sarà possibile capire l’Antico Testamento.


Non c’è più nessun’altra verità oltre a quella già rivelata agli apostoli. E null’altro esiste più da essere svelato. Tutto è ora nella completa Parola di Dio, a cui tu ed io abbiamo accesso. Ciò ti sorprende? Allora guarda quello che Gesù afferma nel versetto 15: “Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli [lo Spirito] prenderà del mio e ve lo annunzierà.”. TUTTE LE COSE! Niente di meno che tutto quanto appartiene al Padre è di Cristo, e questo “tutto” lo Spirito Santo l’ha rivelato agli apostoli.


In 1 Corinzi 2:9-10 Paolo scrive: “Le cose che occhio non ha visto e che orecchio non ha udito e che non sono salite in cuor d'uomo, sono quelle che Dio ha preparato per quelli che lo amano: questa era la situazione nell’Antico Testamento. “Dio però le ha rivelate a noi [agli apostoli] per mezzo del suo Spirito: questa è la situazione del Nuovo Testamento, ossia la completa rivelazione di Dio.


Nel primo capitolo della lettera agli Ebrei leggiamo: “Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l'universo.”. Nell’originale greco sarebbe “ha parlato a noi nel suo Figliuolo”, invece di ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio(Ebrei 1:1-2).


All’inizio della sua prima epistola, l’apostolo Giovanni spiega: “Quel che era dal principio, quel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della Parola della vita (e la vita è stata manifestata e noi l'abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che è stata manifestata a noi) (1 Giovanni 1:1-2). Sì, questa vita è Gesù.


In questo vangelo, però, gli apostoli ancora non possono contenere in sé una tale rivelazione. Solamente dopo aver ricevuto lo Spirito Santo sarebbero stati ispirati da lui, che gli avrebbe dettato tutto, parola per parola. L’apostolo Paolo dichiara:Non ci serviamo di discorsi che nascono dalla sapienza umana, ma di quelli che ci ha suggerito lo Spirito Santo. Così ci serviamo delle parole dello Spirito Santo per spiegare le cose che riguardano lo Spirito Santo. (1 Corinzi 2:13).


Nei prossimi 3 minuti Gesù parlerà loro sia di tristezza che di gioia.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#261 - Peccato, giustizia e giudizio - Giovanni 16:8-11

Dopo che Caino aveva ucciso suo fratello Abele, Dio gli ha chiesto: Dov'è tuo fratello Abele? (Genesi 4:9). Caino, con fare difensivo, gli ha risposto di non essere il guardiano di suo fratello, ascoltando in seguito questo verdetto di Dio: “La voce del sangue di tuo fratello grida a me dalla terra. E ora tu sei più maledetto della terra che ha aperto la sua bocca per ricevere il sangue di tuo fratello dalla tua mano. (Genesi 4:10-11). Qualcosa di simile succede anche qui.


Abele è una figura di Cristo, che è stato ugualmente consegnato a morte dai suoi fratelli ebrei. Ora Gesù rivela ai suoi discepoli che lo Spirito Santo sarebbe venuto a colmare il vuoto creatosi a causa del rigetto e della morte che lui avrebbe subito, e così convincerebbe “il mondo di peccato” (Giovanni 16:8). Sarebbe come se Dio domandasse: “Dov’è mio figlio?”. Nel momento attuale, la presenza dello Spirito Santo tra di noi è la prova che Gesù è già stato cacciato via. L'avvento dello Spirito Santo induce il mondo ad essere convinto di peccato.


Oltre a convincere il mondo di peccato, lo Spirito lo convince “di giustizia”. Gesù, il giusto agli occhi del Padre, viene considerato posseduto da demoni dai giudei. Ma Dio stesso attesta la sua giustizia risuscitandolo dai morti (1 Corinzi 15:20). Pertanto, lo Spirito Santo sarebbe venuto solo dopo che Gesù fosse risuscitato e fosse andato al Padre, che l’aveva chiamato “il mio servo, il giusto (Isaia 53:11). E con la presenza dello Spirito nel mondo, lo convincerà di giustizia.


Il Signore dice pure che la venuta dello Spirito Santo convincerà il mondo “di giudizio, perché il principe di questo mondo è già stato giudicato (Giovanni 16:11). Ciò dimostra che Satana è il suo principe e che gli esseri umani sono suoi sudditi. Infatti, è riuscito a guidare l’umanità nel suo rifiuto del Figlio di Dio. Come promesso nell’Eden, il serpente ha ferito il calcagno del discendente della donna, però ha avuto il suo capo schiacciato dal seme di lei (Genesi 3:15).


Alla croce Satana è stato vinto e condannato. Adesso non gli resta che ricevere la pena ed essere lanciato “nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli (Matteo 25:41). Lo stagno di fuoco non era stato preparato per l’uomo, bensì per gli angeli. E chi insiste nel rimanere nell’incredulità, condividerà con gli angeli caduti un destino che Dio non aveva predisposto per gli uomini.


C’è chi dice che se Gesù fosse sulla terra non ci sarebbe tanta tristezza e tanto dolore. È vero, se fosse stato accolto, avrebbe dato inizio al suo regno. Tuttavia lui non c’è, e la sua assenza rende l’uomo ancora più colpevole. Lo Spirito non è disceso per mettere a posto questo mondo, ma per convincerlo di peccato, di giustizia e di giudizio. E anche per consolare, edificare ed esortare quanti appartengono a Cristo.


Il fatto che lo Spirito Santo abiti oggi nel corpo di Cristo, che è la chiesa, formata da tutti quelli che sono stati salvati dal Redentore, crea una sorta di barriera affinché Satana non agisca liberamente. Così, senza nessun dubbio, il mondo sarà molto peggiore dopo che la chiesa e lo Spirito saranno tolti. Gesù tornerà soltanto per venire a prendere coloro che sono suoi, cioè le persone a cui è stato dato tutto quanto è suo. “Tutto”? Sì, scoprilo nei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#260 - Lo Spirito di verità - Giovanni 16:1-7

Nel capitolo 16 del Vangelo di Giovanni i discepoli di Gesù sono stati avvertiti che avrebbero ricevuto qualcosa che nessuno aveva mai ricevuto prima: lo Spirito Santo. Persino gli israeliti, i quali si consideravano cittadini di una nazione guidata da Dio, non avrebbero mai pensato di poter avere lo Spirito Santo abitando in loro.


Nell’Antico Testamento, nei vangeli e nel periodo anteriore al giorno di Pentecoste, descritto in Atti 2, lo Spirito Santo ispirava e influenzava coloro che erano di Dio, rendendoli in grado di fare cose straordinarie. Ed è successo così anche con gli apostoli di Gesù. Lo Spirito, però, che era con loro o su di loro, non era mai stato in loro.


Dopo la morte, la risurrezione e l’ascensione di Gesù, lo Spirito di Dio sarebbe stato mandato a dimorare nella chiesa nel suo insieme, e nel credente individualmente. Tale è la promessa che il Signore fa adesso ai suoi discepoli, non senza averli prima avvisati che in questo mondo sarebbero stati odiati, come lui stesso lo era e lo è fino ad oggi.


Non illuderti: l’odio dell’umanità contro il Salvatore è rimasto il medesimo da quando la folla ha scelto Barabba. E non sto parlando soltanto del disprezzo che si traduce in persecuzioni di cristiani nei Paesi avversi al cristianesimo. Infatti, in essi è ben nota l’ostilità verso Gesù, perché il diavolo “va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. (1 Pietro 5:8).


No, ora mi riferisco ai Paesi cristianizzati dove “Satana stesso si trasforma in angelo di luce...e anche i suoi ministri si trasformano in ministri di giustizia (2 Corinzi 11:14-15). La civiltà occidentale maschera il suo odio con una facciata di riverenza, la quale nasconde guerre, torture psicologiche e appropriazioni indebite commesse in nome di Gesù. Se vuoi rovinare la reputazione di qualcuno, basterà semplicemente associarlo ad attività criminali. E questo è quanto l’Occidente fa con il nome di Gesù da duemila anni.


Pensi che i discepoli abbiano compreso ciò che gli diceva? No, non capivano assolutamente niente. In quel momento non erano altro che “agenti elettorali” in piena euforia di campagna. Per loro Gesù era già il candidato vincente, il Re d’Israele. Del resto, era appena stato acclamato dal popolo al suo ingresso trionfale a Gerusalemme. Sì, sono sicuri che sia venuto per liberarli dall’oppressore romano e per stabilire il suo regno.


Ma il Signore afferma: “Vi espelleranno dalle sinagoghe; anzi l'ora viene che chiunque vi ucciderà penserà di rendere un servizio a Dio. (Giovanni 16:2). Beh, non è esattamente quello che si aspettavano. L’essere espulsi dalle sinagoghe era umiliante; sarebbe, appunto, come perdere l’identità di giudeo in una nazione considerata teocratica, ossia governata da Dio.


È vero, non immaginano nemmeno che molto presto gli unici governati da Dio sulla terra sarebbero stati quelli che avrebbero avuto lo Spirito Santo di Dio abitando dentro di loro. E che nei secoli successivi il mondo sarebbe stato un grande tribunale, in cui Dio domanderebbe all’umanità: “Dov’è mio Figlio?”. Ne sapremo di più nei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#259 - Un mondo senza rimedio - Giovanni 15:16-27

Prestando attenzione all’episodio anteriore avrai capito che Dio trasforma un suo nemico in un figlio, coerede di Cristo e destinato a partecipare alla gloria che il Figlio ha ricevuto dal Padre. Niente di tutto questo ci viene per merito, giacché Dio lo dona per grazia a chi crede in Gesù.


Beh, almeno potrai rivendicare il merito di aver deciso di credere in Gesù, vero? No, sbagliato. Vediamo cosa ci dice: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo (Giovanni 15:16). Non siamo noi a sceglierlo, ma è lui che ci sceglie. E il frutto permanente è quello che si può produrre solo mentre siamo qua, il cui valore, però, sarà meglio apprezzato in cielo. Che frutto è mai questo?


Il frutto dello Spirito, nella lettera ai Galati, è così descritto: “amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo (Galati 5:22). Proprio come il frutto identifica soltanto il tipo di albero, queste qualità non ti rendono un cristiano, tuttavia mettono in chiaro quello che sei ora, dopo essere stato salvato mediante la fede in Gesù. Tale frutto serve da testimonianza, affinché anche altre persone credano in Gesù e siano destinati alla gloria eterna.


Molti cristiani ritengono di dover rendere il nostro pianeta un posto migliore e che un giorno, dopo esser state eliminate le ingiustizie, Cristo ci dirà: “Ok, adesso che avete messo la casa in ordine, posso tornare”. Non esiste nulla di tutto ciò nella Parola di Dio. Questo mondo cammina inevitabilmente verso un giudizio di fuoco, e non c’è niente che tu ed io possiamo fare per cambiarlo. Sì, tutto quanto sarà stato costruito, migliorato o conservato, verrà bruciato.


Allora, cosa rimarrà per sempre? Solamente quello che sarà spedito in cielo, “dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano e non rubano (Matteo 6:20). Gesù non si è intromesso nella politica del suo tempo, non si è preoccupato di cambiare il governo, di promuovere disordini e guerre, o di costruire grandi monumenti per segnare il suo passaggio sulla terra. Ogni cosa compiuta da lui aveva per obiettivo il cielo. Ciò che ha realizzato, è ciò che permane per sempre.


Per Gesù il mondo è stato il luogo in cui è stato disprezzato e respinto, e anche dove è stato immolato in sacrificio a Dio. Il fuoco del castigo divino è caduto sull’Agnello, perché coloro che credono in lui non fossero più soggetti al giudizio e al fuoco eterno. Il Signore non è venuto qui per migliorare il mondo, ma per riscattare le persone dal mondo ed inserirle nella lista dei passeggeri destinati al cielo.


E finché non arriverà il giorno della partenza, la funzione dei credenti è di testimoniare di Gesù con parole e opere, ed esercitare il ruolo di misericordia e amore che pure lui ha svolto prima. Tu, però, non aspettarti applausi per questo. Ci ha già avvisati: “Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia... Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi (Giovanni 15:18-25).


Nei prossimi 3 minuti Gesù ci rivelerà da dove proviene la capacità che ci permette di essere suoi testimoni.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#258 - Servi, amici, fratelli e coeredi - Giovanni 15:14-15

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”, recita il detto popolare. Le nostre relazioni definiscono chi siamo, e il tipo di rapporto che abbiamo con Gesù sarà ciò che determinerà se siamo o no suoi amici. Lui dichiara: “Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non vi chiamo più servi, perché il servo non sa ciò che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho udito dal Padre mio.(Giovanni 15:14-15).


AMICI! Che meravigliosa promozione otteniamo quando siamo disposti a fare quello che il Signore ci ordina. È ovvio che non ci richiederà assolutamente nulla senza, in precedenza, renderci capaci, qualsiasi opera sia. Infatti, dopo essere stati promossi ad amici, i discepoli sono entrati a far parte del circolo di comunicazione interna di Dio, essendo informati delle conversazioni tra il Padre e suo Figlio Gesù.


Ora capirai perché alcuni scettici non hanno idea di cosa dice la Parola di Dio. E come potrebbero? Per coloro che insistono nel rimanere nella condizione naturale di peccatori nemici di Dio, la Bibbia non avrà mai alcun senso. Innanzitutto, è necessario ricevere vita da Dio per entrare in questo cerchio, in un primo momento come servi, in seguito come amici.


All’inizio i discepoli ignoravano totalmente l’esistenza di Gesù. Poi l’hanno conosciuto, sì, però ancora non capivano con esattezza chi fosse quell’uomo così perfetto. In quanto discepoli, hanno cominciato a servirlo e ad imparare da lui. E sono diventati suoi servi. Ma qui adesso vediamo che il Signore li eleva alla condizione di amici, giacché inizia a confidare loro i suoi segreti.


Oggi sappiamo che non si è fermato a quel punto, chiamandoli soltanto amici, per quanto privilegiato possa essere. Dopo aver dato la sua vita sulla croce per noi, ed essere risuscitato al terzo giorno, prima di salire al cielo Gesù rivela a Maria Maddalena: “Va' dai miei fratelli e di' loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro.” (Giovanni 20:17).


FRATELLI! Che privilegio essere chiamati suoi fratelli da Gesù! E lui stesso insiste nel sottolineare che ciò significa godere della medesima relazione di parentela che ha con il Padre. Padre mio e Padre vostro... Dio mio e Dio vostro” (Giovanni 20:17). Ma aspetta... questo non è tutto!


Dopo essere salito al cielo ed essersi seduto “alla destra del trono della Maestà nei cieli (Ebrei 8:1), Gesù ci ha mandato lo Spirito Santo di Dio ad abitare in ciascuno di coloro che credono in lui. Questi sono ora chiamati, nella lettera agli Ebrei, “fratelli santi, partecipi di una vocazione celeste (Ebrei 3:1), e nell’epistola ai Romani “coeredi di Cristo... con lui glorificati. (Romani 8:17).


Va bene, ti darò un po’ di tempo per digerire quanto scritto, prima di passare ai prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

Popular Posts