#339 – Tentato – Luca 4:1-2

Or Gesù, ripieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano fu condotto dallo Spirito nel deserto, per quaranta giorni fu tentato dal diavolo; durante quei giorni non mangiò nulla; ma quando furono trascorsi, egli ebbe fame.” (Luca 4:1-2). In Genesi, Dio ha visto che tutto era molto buono dopo aver creato il primo uomo (Genesi 1:31). Eppure, Satana è subito venuto a tentarlo e Adamo è caduto. Quando il secondo uomo entra in scena, Dio dichiara di essersi compiaciuto in lui (Matteo 3:17), e ancora una volta Satana viene a tentarlo. Adesso, però, incontra un uomo pieno di Spirito Santo, impermeabile al peccato e incapace di peccare.

Gesù non si limita subire solo le tre tentazioni dettagliate in questo capitolo di Luca, perché viene tentato per quaranta giorni! Il primo uomo è stato tentato nel comfort dell’Eden, dove non c’erano fame, né sete, né caldo. Quando il secondo uomo viene tentato, si trova in un deserto, lo stesso deserto in cui viviamo noi. Per questo motivo, in Ebrei leggiamo: “Infatti, poiché egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati…. Perciocché noi non abbiamo un sommo sacerdote, che non possa compatire alle nostre infermità; anzi, che è stato tentato in ogni cosa somigliantemente, senza peccato.” (Ebrei 2:18; 4:15).

Nel suddetto versetto, dove c’è scritto “senza peccato”, non significa “senza peccare”, come appunto troviamo in alcune traduzioni, ma “salvo il peccato” o “escluso il peccato”, riscontrato in altre Bibbie in modo più chiaro. Gesù non aveva il peccato come ce l’abbiamo noi, il quale genera una risposta alla tentazione. Poteva essere tentato soltanto dall’esterno verso l’interno, non viceversa, come accade noi. Giacomo spiega: “Ciascuno invece è tentato quando è trascinato adescato dalla propria concupiscenza. Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato il peccato, quando è consumato, genera la morte.” (Giacomo 1:13-15).

Sebbene il credente in Cristo porti tuttora in sé la possibilità di rispondere alla tentazione, la Parola di Dio ci rivela che è equipaggiato per sopportarla. In Corinzi l’apostolo Paolo lo conferma: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere.” (Corinzi 10:13).

Alcuni sostengono che se Gesù non potesse peccare, allora non avrebbe potuto essere tentato ‘come’ noi. Le Scritture, d’altra parte, ci dicono che “egli è stato tentato come noi in ogni cosa”; tuttavia, non attestano mai che abbia ceduto alla tentazione come succede noi. Poiché era sia Dio che Uomo, sarebbe stato impossibile per Gesù peccare. Altri poi affermano che ‘l’Uomo Gesù’ avrebbe potuto soccombere al peccato, mentre il ‘Dio Gesù’ no, il che è assurdo. Dopo la sua incarnazione, oltre ad essere Dio perfetto, è diventato anche Uomo perfetto, quindi ugualmente senza peccato. Se Gesù avesse avuto in sé il peccato, fosse stato in grado di peccare, lui non sarebbe stato l’Agnello senza difetto senza macchia, richiesto per il sacrificio per il peccatore (Pietro 1:19).

Nei prossimi minuti, Satana attaccherà su tre fronti.
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#338 – Due figli di Dio – Luca 3:19-38

Colui che è salvato da Cristo rimane nel mondo in condizione di straniero. Vive qui come farebbe un missionario in un altro paese, ad esempio, portando la buona novella, nutrendo i bisognosi e guarendo i malati, però senza mai interferire negli affari interni o nelle questioni politiche di tale luogo. La sua funzione non è quella di migliorare il posto dove abita, ma di portare le persone alla salvezza. “La nostra cittadinanza, infatti, è nei cieli”, c’è scritto in Filippesi 3:20.

Eppure, Giovanni Battista ha avuto un rapporto diverso con la nazione nella quale è vissuto. Era ebreo, viveva in Israele obbediva ai precetti della legge mosaica. Ed è proprio per questo che la sua predicazione include l’ammonimento ai governanti di Israele riguardo ai loro peccati. Il suo messaggio mira preparare la popolazione, suoi capi, all’arrivo del Messia Re. Il cristiano, invece, appartiene un’altra dispensazione: Gesù non è il suo Re, bensì il suo Signore.

Giovanni, pertanto, rimprovera Erode, il governatore della Galilea, causa del suo adulterio con la cognata, moglie di suo fratello. così facendo, il tetrarca lo farà arrestare; comunque non accadrà nulla prima che il Battista porti compimento la sua missione, che include battezzare Gesù stesso nelle acque. giudei pentiti venivano battezzati; tuttavia lui, essendo senza peccato, non aveva niente di cui pentirsi. Ha voluto essere battezzato per identificarsi con il suo popolo.

Uscendo Gesù dall’acqua, il cielo si aprì lo Spirito Santo scese sopra di lui, in forma corporea come di colomba; dal cielo venne una voce, che diceva: «Tu sei il mio amato Figlio, in te mi sono compiaciuto!».” (Luca 3:21-22). Dio lo chiama “Figlio”, ed anche un’altra persona, in questo medesimo capitolo: Adamo. Infatti, troviamo l’espressione “Adamo, figlio di Dio” (Luca 3:38) alla fine del capitolo 3, quando la genealogia dell’umanità di Gesù giunge alla sua origine.

rigor di termini, ci sono soltanto due figli di Dio nel senso di esseri umani provenuti direttamente da Dio: il primo Adamo l’ultimo Adamo, Gesù. “Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente; ma l'ultimo Adamo è Spirito che dà la vita. Ma lo spirituale non è prima, bensì prima è il naturale, poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. Qual è il terrestre tali sono anche terrestri; qual è il celeste, tali saranno anche celesti. come abbiamo portato l'immagine del terrestre, porteremo anche l'immagine del celeste.” (Corinzi 15:45-49).

Sulla croce, Gesù si è identificato con l’uomo nel suo aspetto peggiore. Lì è stato fatto peccato per noi ed è morto. Con la sua morte, Dio ha posto fine alla vecchia creazione, cioè quella di Adamo, nella risurrezione inaugura una nuova creazione in Gesù. Quando credi in Gesù, diventi parte di questa nuova creazione ricevi la vita eterna da Dio. Non è solo una vita che non ha fine, ma una vita che persino non ha inizio, perché eterna. “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura” (Corinzi 5:17). tu, in chi sei? In Adamo, la creazione cui Dio ha rinunciato annientato sulla croce, in Cristo, la nuova creazione?

Nei prossimi 3 minuti le credenziali di Gesù saranno messe alla prova.Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#337 – Spirito e fuoco, grano e paglia – Luca 3:15-18

Giovanni Battista predica il vangelo del Regno affinché le persone si preparino all’arrivo del Re. principi del regno continuano ad essere validi, cioè, dovremmo aiutare bisognosi, agire onestamente trattare tutti con bontà. Questi principi sono le stesse basi fondamentali del ‘Sermone sul Monte’ (Matteo dal capitolo al 7), valgono per la vita in un regno sulla terra, non in cielo, perché in cielo, appunto, non ci sono bisognosi.

Se sappiamo che il Re è già venuto, che è stato respinto ed è tornato in cielo, capiamo che ora facciamo parte di un regno il cui Re è in esilio. Il vangelo del Regno proclamato da Giovanni Battista è lo stesso vangelo predicato da Gesù, ed è sostanzialmente un messaggio di pentimento di cambiamento d’atteggiamento. Gesù afferma: “Il tempo è compiuto il regno di Dio è vicino; ravvedetevi credete al vangelo.” (Marco 1:15).

Questo, però, non è lo stesso vangelo predicato dai cristiani. Oggi non diciamo alle persone di cambiare vita di prepararsi all’arrivo del Re, come se la salvezza fosse qualcosa di futuro. Il messaggio che annunciamo adesso è per una salvezza immediata, “è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede” (Romani 1:16). Si basa sulla morte risurrezione di Cristo, che non erano ancora avvenute al tempo di Giovanni Battista.

Oggigiorno predichiamo ciò che Paolo ha detto al carceriere: “Credi nel Signore Gesù Cristo, sarai salvato tu la casa tua.” (Atti 16:31). Inoltre, l’apostolo scrive: “Vi dichiaro l'evangelo… mediante il quale siete salvati… Infatti, vi ho prima di tutto trasmesso ciò che ho anch'io ricevuto, cioè che Cristo è morto per nostri peccati secondo le Scritture,  che fu sepolto risuscitò il terzo giorno secondo le Scritture”. Credere in qualsiasi cosa che non includa la morte la risurrezione di Gesù, è credere invano (Corinzi 15:1-4).

giudei pensavano che Giovanni Battista fosse il Cristo, ma lui spiega loro che li battezza con acqua, mentre il Cristo “vi battezzerà con lo Spirito Santo col fuoco”. Qui ci parla di un’altra venuta del Signore, quando Cristo avrà “in mano il suo ventilabro, per pulire interamente la sua aia raccogliere il grano nel suo granaio; ma brucerà la pula con fuoco inestinguibile”. Lo Spirito Santo è per salvati, il fuoco è per perduti. primi vengono raccolti nel granaio, secondi bruciati “in un  fuoco che non si estingue” (Luca 3:16-17).

Sorprendentemente alcuni cristiani credono che suddetti versetti si riferiscano alle “lingue come di fuoco”, le quali sono apparse il giorno di Pentecoste, quando la chiesa è stata formata (Atti 2). E, così pensando, iniziano chiedere che il fuoco cada su di loro dal cielo, una richiesta che per fortuna Dio non esaudisce, proprio perché non vuole vederli all’inferno.

Nei prossimi minuti conoscerai due figli di Dio.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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