"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#036 - I figli della sapienza - Matteo 11:19-24

Negli ultimi 3 minuti abbiamo visto che le persone si comportavano come dei bambini viziati. In realtà non ci sono argomenti validi per qualcuno che deliberatamente desideri dubitare di Gesù. Ecco perché lui ci dice: “Ma la sapienza è stata giustificata dai suoi figliuoli” (Matteo 11:19). In altre versioni troviamo che “la sapienza è stata giustificata dalle opere sue”. Che cosa significano queste parole?

Innanzitutto dobbiamo capire che Gesù è la Sapienza. La Prima Lettera ai Corinzi ci dice che “per quelli i quali son chiamati... predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio” (I Corinzi 1:24). Nel capitolo 8 del libro dei Proverbi la sapienza è personificata. Perché, allora, la sapienza è stata giustificata dai suoi figli?

Solo Dio ha l’assoluta sapienza, nessun altro. Quando mi giustifico, cioè, mi considero giusto, lo faccio adottando uno standard di giustizia. Le mie idee, il mio ragionamento e la mia cultura fanno parte del modello di quel che reputo giusto o sbagliato per me stesso.

Il problema è che questo standard sta sempre cambiando. Le cose che oggi ritengo siano giuste non sono le stesse di dieci anni fa e, probabilmente, saranno diverse dalla mia opinione tra dieci anni. Tu consideri, ormai, antiquate le idee dei tuoi genitori e dei tuoi nonni, ma dimentichi che i tuoi figli e i tuoi nipoti penseranno lo stesso di te.

Così, quando adotto il mio standard come essendo quello giusto, escludo lo standard divino. Quando do la mia opinione per scontata, escludo l’opinione divina. Quando la mia sapienza è il punto di riferimento, automaticamente metto da parte la sapienza divina. Finisco per comportarmi come un figlio, un’opera o un risultato della mia sapienza stessa.

Di conseguenza, se l’essere giusto è ciò che sono io, allora Dio è ingiusto, perché il mio standard è per forza diverso dal suo. Ma se credo in Gesù, se sono nato di nuovo come un figlio di Dio, essendo opera sua, giustifico Dio e lo considero giusto. La sapienza è quindi giustificata dai suoi figli e confermata dalle sue opere.

Ora pensa a ciò che Paolo ha detto ai Colossesi: “Nel quale (in Cristo) tutti i tesori della sapienza e della conoscenza sono nascosti” (Colossesi 2:3). Quando credi in Gesù come il tuo Salvatore, lo Spirito Santo di Dio viene ad abitare in te. Tutti i tesori della sapienza e della conoscenza di Dio, che sono in Cristo, sono a tua disposizione.

Sapendo questo, avresti il coraggio di fidarti della tua sapienza e di seguire il modello creato dai tuoi ragionamenti? Il paradosso di tutto ciò è che non sono i sapienti, conforme agli standard umani, a capirlo. Sono i piccoli che vedremo nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#035 - Bambini viziati - Matteo 11:7-18

Negli ultimi 3 minuti Gesù ha concluso il suo messaggio, diretto a Giovanni Battista, dicendo: “E beato colui che non si sarà scandalizzato di me!” (Matteo 11:6). Giovanni ha dei dubbi su Gesù, ma non dubita di Gesù. Perciò le domande sono fatte a lui, e non a un altro. E tu, hai dei dubbi rispetto a lui, o dubiti di lui?

Gesù non reagisce con indignazione ai dubbi di Giovanni, e non lo rimprovera affatto, né cerca di “ripagare” parlandogli dei suoi difetti; al contrario, lui si rivolge alla folla e parla bene di Giovanni.

Giovanni era stato il precursore del Messia, una specie di maestro di cerimonie, quello che, appunto, introduce l’attrazione principale e poi lascia il palcoscenico e i riflettori.

I profeti dell’Antico Testamento avevano profetizzato fino a Giovanni Battista. Avevano profetizzato la venuta di Giovanni e il suo annuncio del Messia. Quindi, quando Giovanni è salito sul “palcoscenico” e ha acceso il “microfono”, per così dire, i giudei avrebbero dovuto sapere che il Messia era già arrivato, e che stava aspettando dietro le quinte.

I giudei, però, così come non hanno ascoltato Giovanni, nemmeno lo fanno con Gesù. Ecco perché Gesù gli dice: “Chi ha orecchi, oda.” (Matteo 11:15). Giovanni era venuto nello spirito e nel potere di Elia, un profeta dell’Antico Testamento che viveva anche lui nel deserto e si vestiva come Giovanni. Accettare la testimonianza di Giovanni significherebbe riconoscere il Messia. Rifiutare la sua testimonianza significherebbe rifiutare il Messia stesso e il suo regno.

Nessuno aveva mai avuto una posizione così importante come Giovanni Battista. Ma ora anche il più insignificante cittadino del regno dei cieli avrebbe avuto una posizione e un privilegio superiori ai suoi; e non solo in qualità di araldo del Messia, ma come un effettivo partecipante al nuovo ordine di cose che Gesù stava inaugurando. Il re di un regno celestiale era adesso sulla terra.

E come hanno reagito le persone a tutto ciò? Alcuni hanno voluto prendere d’assalto questo regno per poi mettergli fine. Altri erano disposti a fare il possibile e l’impossibile per parteciparvi.

Gesù, intanto, gli dice che stavano reagendo come bambini viziati e indifferenti. Il suono di un’allegra canzone non era abbastanza da motivarli a ballare; e una triste storia non produceva nessun effetto sulle loro emozioni.

Giovanni Battista è venuto come un uomo regolato e ascetico, che mangiava locuste e si asteneva anche dal bere del vino, e l’hanno accusato di avere un demonio. Gesù viveva come un uomo normale, mangiando e bevendo, e l’hanno accusato di essere un mangiatore e un beone. Come si soddisfano persone così? Impossibile.

Gesù, poi, afferma che la saggezza è stata giustificata dai suoi figliuoli. Che cosa intendeva dire? Lo saprai nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#034 - Dubbi - Matteo 11:1-6

Negli ultimi 3 minuti abbiamo visto che gli apostoli sono stati inviati a una missione specifica, e abbiamo anche compreso il carattere ebraico di molti passaggi dei vangeli, essendo questo un periodo di transizione prima della formazione della chiesa nel capitolo 2 del libro degli Atti.

Ora troviamo Giovanni Battista in prigione, ed è irrequieto. Ha dei dubbi su Gesù. In fin dei conti lui aveva ricevuto da Dio la missione di annunciare la venuta del Messia, il Re d’Israele, che avrebbe liberato il popolo dai suoi nemici e avrebbe inaugurato una nuova era di pace e di prosperità. Invece, però, vediamo Giovanni lì, gettato in prigione, e in procinto di essere decapitato.

Gesù gli fa sapere che è davvero il Messia atteso e che le sue credenziali lo qualificano per questo. Nell’Antico Testamento i profeti dicevano che il Messia sarebbe stato in grado di guarire i ciechi, gli zoppi, i lebbrosi e i sordi. Non avevano nominato, però, che potrebbe anche resuscitare i morti, perciò Gesù va oltre le loro aspettative. Il punto è che il momento di mettere in ordine la casa non era ancora arrivato, quindi il dubbio di Giovanni Battista; ma era solo una questione di tempo.

Così ci succede quando vediamo che le circostanze non sembrano esser cambiate dopo la nostra conversione. A volte, addirittura, peggiorano. Tutto ciò è paragonabile a un viaggio: trascorri ore e giorni viaggiando per andare a visitare una persona cara anche se il percorso lo trovi noioso. Ed è soltanto quando il viaggio giunge al suo termine che i mezzi perdono d’importanza.

Ma anche mentre viaggi sei già sulla strada, con il biglietto acquistato e la tua destinazione determinata. La domanda non sarà più “se”, però “quando” arriverai. Credendo in Gesù tu sei salvo, perché il tuo “biglietto” è già stato pagato sulla croce. Ti sei già imbarcato e stai guardando fuori dal finestrino il mondo che passa. Pure essendo così, potrebbero sorgere dei dubbi, com’è successo a Giovanni.

Non è sbagliato avere dei dubbi e delle preoccupazioni quando vengono messi davanti alla persona giusta. Giovanni ha chiesto ai suoi discepoli di portare i suoi dubbi a Gesù. Giobbe ha speso tutto il suo stock di punti interrogativi mentre chiedeva a Dio la ragione della sua disgrazia. Alla fine, però, Giobbe era soddisfatto, anche senza avere avuto una chiara risposta ai perché della sua sciagura. Di solito è così che Dio si occupa di noi.

Gesù sa cosa significhi avere dei dubbi, avere delle irrequietezze. È sua la domanda: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Salmi 22:1).Vedi? Lui sa cosa vuol dire essere umano.

E puoi esserne sicuro che adesso in cielo, in questo esatto momento, Giovanni Battista non ha più nessun dubbio. N’è valsa la pena di aspettare, ed è su di lui che Gesù continua a parlare nei versetti che vedremo nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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