"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#031 — I lavoratori - Matteo 9:35-38

Negli ultimi 3 minuti abbiamo visto come Dio trasforma una persona dandole vita, vista e salvezza, e rendendola una testimonianza viva di quello che Gesù è capace di fare. Ora parla di quanto sia grande la messe — il campo del suo raccolto — e di quanto siano pochi gli operai. Lui stesso è attivo, predicando ovunque il Vangelo del Regno. Cosa, però, spinge Gesù a farlo? Da dove viene questo suo desiderio? Dalla sua compassione. Vede che le persone sono afflitte e indifese, come pecore senza pastore.

Qualcuno che è stato salvato da Cristo avrà il desiderio di condividere la sua fede, anche a causa di un sentimento di compassione. È vero che ci sono molti che predicano il Vangelo per altri motivi: per soldi, per potere, e per generare discordia. Ma non è quello che vedi in Gesù.

Ci sono degli altri che fuggono da questa responsabilità, come ha fatto il profeta Giona. Dio gli ha ordinato di dire ai più di centoventimila abitanti di Ninive di pentirsi dei loro peccati. Giona fugge, imbarcandosi su una nave che andava in direzione opposta. Paura? No, orgoglio. Lui voleva proteggersi dalla vergogna di dover annunciare un giudizio che potrebbe non succedere.

Leggendo l’ultimo capitolo del libro di Giona, scopri che lui ben sapeva che Dio fosse misericordioso, e che avrebbe rinunciato a punire la città se le persone si fossero pentite. Ed è proprio quello che è successo. Questo è il Dio giusto e misericordioso che trovi nella Bibbia. Giusto, perché non può smettere di giudicare e di condannare il trasgressore, come lo farebbe qualsiasi giudice. Misericordioso, perché vuole salvare, e per questo motivo ha giudicato e ha condannato a morte il proprio Figlio, Gesù, al nostro posto.

Prima, però, qualcosa deve accadere perché Giona sia pronto per essere una testimonianza, per poter predicare il messaggio che Dio ha per il popolo di Ninive. Dio scatena una tempesta che mette in pericolo tutta la nave dov’è Giona. Lui riconosce la sua colpa e dice all’equipaggio di buttarlo in mare se vogliono salvare le loro vite. Lì Giona ha avuto lo stesso sentimento di Gesù, il quale ha preferito morire affinché noi fossimo salvati.

Nel mare Giona è inghiottito da un gran pesce, e sebbene qui si prefiguri Gesù nella sua morte, vale la pena leggere il capitolo 2 di Giona dal punto di vista di qualcuno che riconosce il suo peccato, invoca Dio per ricevere il suo aiuto ed è salvato. Hai già provato a farlo?

Il ventre del gran pesce rappresenta la morte. Quando credi in Gesù, la sua condanna e la sua morte sulla croce valgono anche per te. È come se tu fossi già morto, non essendoci più nessun motivo per condannarti di nuovo. Qualcuno che è già stato condannato e poi giustiziato, non può più essere giustiziato un’altra volta. Adesso sì, Giona è pronto per essere un messaggero di Dio.

Se non hai ancora ammesso di essere un peccatore; se non hai ancora accettato per te stesso la morte di Gesù; se non ti sei ancora riconosciuto come essendo in lui quando Gesù si è gettato nell’abisso più profondo e oscuro del giudizio di Dio, che cosa intendi dire esattamente alle persone? Che devono essere buone per andare in cielo?

Gesù dice ai suoi discepoli di pregare il Signore della messe che invii più operai. È lui che invia, e non una chiesa o un’organizzazione missionaria, e sono persone comuni che lui invia, come Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni. Questo, comunque, lo vedrai nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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