Colui che è salvato da Cristo rimane nel mondo in condizione di straniero. Vive qui come farebbe un missionario in un altro paese, ad esempio, portando la buona novella, nutrendo i bisognosi e guarendo i malati, però senza mai interferire negli affari interni o nelle questioni politiche di tale luogo. La sua funzione non è quella di migliorare il posto dove abita, ma di portare le persone alla salvezza. “La nostra cittadinanza, infatti, è nei cieli”, c’è scritto in Filippesi 3:20.
Eppure, Giovanni Battista ha avuto un rapporto diverso con la nazione nella quale è vissuto. Era ebreo, viveva in Israele e obbediva ai precetti della legge mosaica. Ed è proprio per questo che la sua predicazione include l’ammonimento ai governanti di Israele riguardo ai loro peccati. Il suo messaggio mira a preparare la popolazione, e i suoi capi, all’arrivo del Messia e Re. Il cristiano, invece, appartiene a un’altra dispensazione: Gesù non è il suo Re, bensì il suo Signore.
Giovanni, pertanto, rimprovera Erode, il governatore della Galilea, a causa del suo adulterio con la cognata, moglie di suo fratello. E così facendo, il tetrarca lo farà arrestare; comunque non accadrà nulla prima che il Battista porti a compimento la sua missione, che include battezzare Gesù stesso nelle acque. I giudei pentiti venivano battezzati; tuttavia lui, essendo senza peccato, non aveva niente di cui pentirsi. Ha voluto essere battezzato per identificarsi con il suo popolo.
Uscendo Gesù dall’acqua, “il cielo si aprì e lo Spirito Santo scese sopra di lui, in forma corporea come di colomba; e dal cielo venne una voce, che diceva: «Tu sei il mio amato Figlio, in te mi sono compiaciuto!».” (Luca 3:21-22). Dio lo chiama “Figlio”, ed anche a un’altra persona, in questo medesimo capitolo: Adamo. Infatti, troviamo l’espressione “Adamo, figlio di Dio” (Luca 3:38) alla fine del capitolo 3, quando la genealogia dell’umanità di Gesù giunge alla sua origine.
A rigor di termini, ci sono soltanto due figli di Dio nel senso di esseri umani provenuti direttamente da Dio: il primo Adamo e l’ultimo Adamo, Gesù. “Il primo uomo, Adamo, divenne anima vivente; ma l'ultimo Adamo è Spirito che dà la vita. Ma lo spirituale non è prima, bensì prima è il naturale, poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è terrestre; il secondo uomo, che è il Signore, è dal cielo. Qual è il terrestre tali sono anche i terrestri; e qual è il celeste, tali saranno anche i celesti. E come abbiamo portato l'immagine del terrestre, porteremo anche l'immagine del celeste.” (1 Corinzi 15:45-49).
Sulla croce, Gesù si è identificato con l’uomo nel suo aspetto peggiore. Lì è stato fatto peccato per noi ed è morto. Con la sua morte, Dio ha posto fine alla vecchia creazione, cioè quella di Adamo, e nella risurrezione inaugura una nuova creazione in Gesù. Quando credi in Gesù, diventi parte di questa nuova creazione e ricevi la vita eterna da Dio. Non è solo una vita che non ha fine, ma una vita che persino non ha inizio, perché eterna. “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura” (2 Corinzi 5:17). E tu, in chi sei? In Adamo, la creazione a cui Dio ha rinunciato e annientato sulla croce, o in Cristo, la nuova creazione?
Nei prossimi 3 minuti le credenziali di Gesù saranno messe alla prova.Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)