"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#157 - Uguale a Dio - Giovanni 5:18-23

Affermando che Dio è suo Padre, Gesù mostra chiaramente ai giudei che lui è uguale a Dio. Le sue dichiarazioni però non si fermano qui. Continua dicendogli: “In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso fare cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente. Perché il Padre ama il Figlio, e gli mostra tutto quello che egli fa (Giovanni 5:19-20).


Come Gesù avrebbe potuto vedere quello che il Padre stava facendo se non avesse avuto un accesso continuo e diretto alla sua presenza? Ciò che aveva appena detto ai giudei ci rivela che Gesù, anche se si trovava sulla terra, era a conoscenza di tutto quello che accadeva in cielo. E siccome non solo conosce tutte le cose che il Padre fa, ma può perfino compiere queste stesse cose pure lui, Gesù sta affermando di essere onnisciente e onnipotente, due caratteristiche esclusive di Dio.


Quei giudei l’avevano già visto fare dei miracoli, proprio come quando aveva guarito quell’uomo presso la vasca di Betesda, tuttavia Gesù promette che “gli mostrerà opere maggiori di queste” (Giovanni 5:20). Il Padre poteva risuscitare i morti? Anche Gesù può vivificare chi vuole. Dice di aver ricevuto dal Padre il compito di giudicare tutti gli uomini, essendo qualcosa che soltanto Dio potrebbe fare, perché è l’unico che conosce i pensieri e i motivi del cuore. Eppure, qua sono i giudei religiosi che pensano di avere il potere di giudicare il Giudice di tutte le cose!


Ora Gesù gli svela la ragione per cui il Padre gli ha dato il potere di giudicare ogni cosa, cioè “affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre” (Giovanni 5:23). L’idea di onorare qualcuno con lo stesso onore dovuto a Dio è assurda per i giudei, perché sarebbe come riconoscere la sua divinità. Gesù, però, continua dicendo che “chi non onora il Figlio, non onora il Padre che l’ha mandato” (Giovanni 5:23), trovandosi loro in una terribile impasse. Se lui è quello che dice di essere, allora i giudei dovrebbero prostrarsi ai suoi piedi e adorarlo.


E tu, dai a Gesù lo stesso onore dovuto al Dio Creatore? Sarà meglio abituarti all’idea che Gesù è Dio. Se affermi di amare e di onorare Dio, ma consideri Gesù un mero uomo o solo una specie di maestro illuminato, starai negando la sua divinità. Non esiste cristianesimo senza il riconoscimento di Gesù come Dio incarnato. Qualsiasi altra considerazione sarebbe come immedesimarsi nell’avvertimento datoci da Giovanni nella sua prima epistola: “Ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio. E ogni spirito che non riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, non è da Dio; e questo è lo spirito dell’anticristo” (I Giovanni 4:2-3).


Il fatto di confessare che Gesù è venuto nella carne è molto diverso dal dichiarare che Gesù è nato. Perché il venire nella carne implica la sua preesistenza e la sua divinità come il Figlio eterno di Dio. Dimmi, ci credi tu?


Nei prossimi 3 minuti impareremo a coniugare questi sei verbi: ascoltare, credere, mandare, avere, andare e passare.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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