#344 – Orgoglio nazionale – Luca 4:22-26

Un giorno Dio ha scelto un popolo, quasi a voler allestire un campione della razza umana. Gli ha dato privilegi e responsabilità che nessun altro ha mai ricevuto, ed ha persino diviso l’umanità, stabilendo dei confini, in base a questo stesso popolo. Nel capitolo 32 di Deuteronomio leggiamo:

Quando l'Altissimo diede alle nazioni la loro eredità, quando separò i figli di Adamo, egli fissò i confini dei popoli, in base al numero dei figli d'Israele. Poiché la parte dell'Eterno è il suo popolo… Egli lo circondò, ne prese cura e lo custodì come la pupilla del suo occhio.” (Deuteronomio 32:8-10).

Fino a questo momento, Israele era stata la pupilla degli occhi del Signore; tuttavia ciò sarebbe cambiato. Gli ebrei non si rendevano conto di portare su stessi una continua storia di rifiuti che presto culminerebbe nella condanna e nella morte del loro Messia. Più tardi, nel medesimo Vangelo, Gesù rivelerebbe la loro ribellione, dicendo:

Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, ma voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta. Or io vi dico che non mi vedrete più finché venga il tempo in cui direte: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore".” (Luca 13:34-35).

Inaugurando “l’anno di grazia del Signore” (Isaia 61:2; Luca 4:19), Dio ha messo Israele da parte temporaneamente. Lo Spirito Santo sarebbe sceso sulla terra per inaugurare la Chiesa, un segreto che nemmeno i profeti dell’Antico Testamento conoscevano. Israele avrebbe cessato di essere testimone di Dio sulla terra, un privilegio che sarebbe appartenuto adesso alla Chiesa. Essa sarebbe formata da persone scelte tra ebrei e gentili (non ebrei), un’idea troppo umiliante per Israele, perché così fiero di essere stato la pupilla degli occhi di Dio.

Le profezie dell’Antico Testamento sono state interrotte dall’avvento della grazia, ma in futuro proseguiranno con l’arrivo del giorno della vendetta e dell’instaurazione del Regno di Dio. Tra l’uno e gli altri due, infatti, c’è una parentesi: il periodo attuale della Chiesa, ignorato dai profeti. I giudei che forse, all’inizio, avevano gradito le parole di Gesù rispetto alla grazia, presto si indignerebbero quando scoprirebbero che tale grazia avrebbe anche favorito persone di nazioni nemiche, come la vedova di Sarepta e il lebbroso Naaman, menzionati da Gesù.

Paolo ci parla di questa loro ira e gelosia mentre scrive ai Romani: “Mosè dice per primo: «Io vi muoverò a gelosia per una nazione che non è nazione; vi provocherò a sdegno per una nazione stolta». E Isaia arditamente dice: «Io sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, mi sono manifestato a quelli che non chiedevano di me». Ma riguardo ad Israele dice: «Tutto il giorno ho steso le mani verso un popolo disubbidiente e contraddicente».” (Romani10:19-21).

E nei prossimi 3 minuti, per l’appunto, parleremo proprio della vedova di Sarepta.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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