#345 – La vedova di Sarepta – Luca 4:25-26; 1 Re 17

Gesù viene disprezzato dal suo popolo mentre dichiara di essere il compimento della profezia di Isaia, la quale annunciava la venuta del Messia. E gli ebrei si infuriano ancora di più quando parla loro della vedova di Sarepta e di Naaman, il lebbroso, due esempi di stranieri che Dio ha trattato con grazia e misericordia.

La storia di tale vedova si trova nel capitolo 17 del primo libro dei Re, visitata dal profeta Elia durante un periodo di grande siccità e carestia in tutta quella regione. Elia la incontra intenta a raccogliere legna alla porta della città e le chiede un po’ d’acqua e un pezzo di pane. Tuttavia, la donna gli risponde: “Com'è vero che vive l'Eterno, il tuo Dio, pane non ne ho, ma solo una manciata di farina in un vaso e un po' di olio in un orcio; ed ora sto raccogliendo due pezzi di legna, per andare a prepararla per me e per mio figlio; la mangeremo e poi moriremo.” (1 Re 17:12).

Allora, “Elia le disse: «Non temere; va' e fa' come hai detto, ma fanne prima una piccola focaccia per me e portamela; quindi, ne farai per te e per tuo figlio. Poiché così dice l'Eterno, il Dio d'Israele: "Il vaso della farina non si esaurirà e l'orcio dell'olio non diminuirà, fino al giorno che l'Eterno manderà la pioggia sulla terra"».” (1 Re 17:13-15). Sì, questa vedova ha creduto alla parola di Dio ed ha fatto come il profeta le aveva chiesto. Per tutti i giorni successivi, a Elia, alla vedova e a suo figlio non è mancato il pane. “Il vaso della farina non si esaurì e l'orcio dell'olio non calò, secondo la parola che l'Eterno aveva pronunciato per mezzo di Elia.” (1 Re 17:16).

Nel raccontare suddetto episodio, Gesù non soltanto irrita i giudei poiché Dio aveva favorito una straniera nel momento in cui c’erano pure tante vedove israelite che soffrivano la fame, ma addirittura non volevano ammettere che era stato l’israelita Elia ad aver bisogno del sostegno della vedova straniera e non il contrario. Nel versetto 9 del capitolo 17 del primo libro dei Re, Dio comanda a Elia: “Levati e va' a stabilirti a Sarepta dei Sidoni, perché ho ordinato a una vedova di provvederti da mangiare.”. A ciò si aggiunga il fatto che fino ad allora Elia era stato alimentato da corvi, i quali gli portavano pane e carne, uccelli impuri secondo la legge ebraica.

Ma la cosa più bella di simile scena è che la donna crede completamente nella Parola di Dio. Lei rischia di morire di fame usando quanto le resta della sua farina e del suo olio per nutrire prima il profeta di Dio. Questa era la fede e la fiducia che mancavano agli ebrei. Avevano davanti a il Figlio di Dio, il Messia d’Israele, eppure non hanno creduto in lui, anzi l’hanno disdegnato e cospirato per ucciderlo.

La vedova di Sarepta è un esempio di come possiamo fidarci di Dio per il nostro sostentamento in questa vita: confidando nella sua Parola e mettendo Dio al primo posto. Cosa fare, però, quando arriva la morte? Dio si prende cura anche di questo, proprio come si prenderà cura del figlio della vedova nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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