“Or Gesù, ripieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto, e per quaranta giorni fu tentato dal diavolo; durante quei giorni non mangiò nulla; ma quando furono trascorsi, egli ebbe fame.” (Luca 4:1-2). In Genesi, Dio ha visto che tutto era molto buono dopo aver creato il primo uomo (Genesi 1:31). Eppure, Satana è subito venuto a tentarlo e Adamo è caduto. Quando il secondo uomo entra in scena, Dio dichiara di essersi compiaciuto in lui (Matteo 3:17), e ancora una volta Satana viene a tentarlo. Adesso, però, incontra un uomo pieno di Spirito Santo, impermeabile al peccato e incapace di peccare.
Gesù non si limita a subire solo le tre tentazioni dettagliate in questo capitolo 4 di Luca, perché viene tentato per quaranta giorni! Il primo uomo è stato tentato nel comfort dell’Eden, dove non c’erano fame, né sete, né caldo. Quando il secondo uomo viene tentato, si trova in un deserto, lo stesso deserto in cui viviamo noi. Per questo motivo, in Ebrei leggiamo: “Infatti, poiché egli stesso ha sofferto quando è stato tentato, può venire in aiuto di coloro che sono tentati…. Perciocché noi non abbiamo un sommo sacerdote, che non possa compatire alle nostre infermità; anzi, che è stato tentato in ogni cosa somigliantemente, senza peccato.” (Ebrei 2:18; 4:15).
Nel suddetto versetto, dove c’è scritto “senza peccato”, non significa “senza peccare”, come appunto troviamo in alcune traduzioni, ma “salvo il peccato” o “escluso il peccato”, riscontrato in altre Bibbie in modo più chiaro. Gesù non aveva il peccato come ce l’abbiamo noi, il quale genera una risposta alla tentazione. Poteva essere tentato soltanto dall’esterno verso l’interno, e non viceversa, come accade a noi. E Giacomo spiega: “Ciascuno invece è tentato quando è trascinato e adescato dalla propria concupiscenza. Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato e il peccato, quando è consumato, genera la morte.” (Giacomo 1:13-15).
Sebbene il credente in Cristo porti tuttora in sé la possibilità di rispondere alla tentazione, la Parola di Dio ci rivela che è equipaggiato per sopportarla. In 1 Corinzi l’apostolo Paolo lo conferma: “Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita, affinché la possiate sostenere.” (1 Corinzi 10:13).
Alcuni sostengono che se Gesù non potesse peccare, allora non avrebbe potuto essere tentato ‘come’ noi. Le Scritture, d’altra parte, ci dicono che “egli è stato tentato come noi in ogni cosa”; tuttavia, non attestano mai che abbia ceduto alla tentazione come succede a noi. Poiché era sia Dio che Uomo, sarebbe stato impossibile per Gesù peccare. Altri poi affermano che ‘l’Uomo Gesù’ avrebbe potuto soccombere al peccato, mentre il ‘Dio Gesù’ no, il che è assurdo. Dopo la sua incarnazione, oltre ad essere Dio perfetto, è diventato anche Uomo perfetto, e quindi ugualmente senza peccato. Se Gesù avesse avuto in sé il peccato, o fosse stato in grado di peccare, lui non sarebbe stato l’Agnello senza difetto e senza macchia, richiesto per il sacrificio per il peccatore (1 Pietro 1:19).
Nei prossimi 3 minuti, Satana attaccherà su tre fronti.
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)