"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#145 - L’unica scelta - Giovanni 3:17-36

Gesù dice a Nicodemo che “chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.” (Giovanni 3:18). Ti rendi conto che non si tratta di scegliere tra essere salvato o essere condannato? Perché, per natura, siamo già tutti condannati. L’unica opzione che ci resta è credere in Gesù per scappare da questa condanna.


Affermando che “Dio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Giovanni 3:17), Gesù ci mostra che Dio non ha ancora rinunciato a noi. Ed è già da molto tempo che Dio sottopone l’uomo a diverse prove per dimostrare la sua incapacità di salvare se stesso. Ecco perché abbiamo bisogno di un Salvatore.


Innanzitutto l’essere umano è stato bocciato al test dell’innocenza, mentre ancora viveva nel giardino dell’Eden. Tentati da Satana, Adamo ed Eva si sono ribellati contro l’unica richiesta che Dio gli aveva fatto, cioè di non mangiare il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male.


La prova successiva era vedere come l’uomo se la caverebbe adesso con la coscienza e la conoscenza del bene e del male appena acquisiti. Questo periodo inizia con Caino che uccide suo fratello, e termina con un diluvio. Solo otto persone sono state salvate per ricominciare.


In seguito, il test consisteva nel dare agli uomini l’autorità di governare sui suoi simili. Ma lo stesso Noè, il primo a ricevere questo potere, ha dimostrato di non essere in grado di reggere nemmeno se stesso. E i suoi discendenti, in un atto di completa ribellione contro Dio, costruiscono la Torre di Babele. Dio dovrà intervenire di nuovo confondendo le lingue e disperdendo la razza umana.


E Dio ci prova un’altra volta, e chiama un uomo con cui ferma un patto e gli promette di farlo diventare il padre di una moltitudine di nazioni. Il suo nome è Abramo, però anche i suoi discendenti cadono nella degradazione. Li incontreremo, alla fine di questo periodo, vivendo come schiavi in Egitto. Il libro della Genesi, che comincia parlandoci della creazione, finisce parlandoci di una bara.


Poi, Dio libera quel popolo e gli dà una legge per mettere alla prova la loro obbedienza ai comandamenti. Ed ha funzionato? No, assolutamente. Mentre Mosè riceveva le tavole della Legge, il popolo adorava un vitello d’oro. Continuamente “gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie.” (Giovanni 3:19). Ed è così che finalmente Dio manda suo Figlio nel mondo, e tu sai bene cosa gli hanno fatto le persone.


La morte e la risurrezione di Gesù inaugurano un altro periodo che non so nemmeno se posso chiamarlo un test, perché ci arriva con la risposta già pronta: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna; ma chi rifiuta di credere al Figliuolo non vedrà la vita, ma l’ira di Dio resta sopra lui.” (Giovanni 3:36). È il periodo della grazia di Dio, ancora in vigore. Sarebbe forse troppo chiederti soltanto di credere in Gesù? Ricordati: condannato lo sei già. La tua unica speranza è credere in Gesù. E semmai hai già creduto, nei prossimi 3 minuti Gesù ci mostrerà come predicare il Vangelo.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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