"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#178 - I falsi maestri - Giovanni 7:18

Di solito a tutti piace parlare di se stessi. Ci mettiamo a discorrere del nostro lavoro, dei nostri figli, dei nostri talenti e perfino dei nostri problemi e difetti, forse solo per attirare l’attenzione. Tu ed io siamo così, imperfetti, e desideriamo essere ammirati, adulati o addirittura commiserati. E siamo anche come Caino, il quale ha ucciso suo fratello Abele: non vogliamo che il nostro nome sia dimenticato.


Caino ha edificato la prima città sulla Terra e le ha assegnato il nome di suo figlio per perpetuare la sua discendenza. Dopo il diluvio è stata costruita la torre di Babele per immortalare il nome dell’essere umano in questo mondo. Anche Saddam Hussein, l'ex dittatore iracheno, ha tentato di ricostruire Babilonia incidendo il proprio nome su ogni mattone. Il Salmo 49 ci dice che lo stolto pensa di vivere in eterno e dà il suo nome alle sue terre. Ecco perché abbiamo strade, piazze e città intitolate a personaggi importanti.


Chi parla da se stesso cerca la sua propria gloria, ma chi cerca la gloria di colui che l'ha mandato è verace, e in lui non vi è ingiustizia, è quanto Gesù afferma quando condanna l’autoesaltazione (Giovanni 7:18). Sì, certo, quando dovremo inviare un curriculum o una domanda di lavoro scriveremo di noi stessi, perché chi ci assumerà, vorrà conoscere le nostre capacità. Nelle cose di Dio però ciò non deve accadere. Gesù ha dichiarato che “tra i nati di donna non è sorto mai nessuno più grande di Giovanni Battista.” (Matteo 11:11). Tuttavia, così parlava Giovanni di se stesso: “Bisogna che egli cresca e che io diminuisca.” (Giovanni 3:30).


Nelle lettere alle sette chiese di Apocalisse, Filadelfia non dice niente di ma Gesù ne parla molto bene. Al contrario in Apocalisse 3:17, rispetto alla testimonianza che Laodicea dà di se stessa, troviamo: “Poiché tu dici: "Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla"; e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo.”. Nella Bibbia ci sono uomini e donne ammirevoli per causa del servizio che hanno reso a Dio, però sono gli altri o Dio stesso che ne danno testimonianza.


Il vantarsi delle proprie opere, aspirando alla propria gloria ed esaltando il proprio nome, è l’opposto di quello che fa Gesù. È stato l’unico che non ha mai ambito alla fama. Pur essendo Dio, è vissuto qui come un servo, un Uomo perfetto, senza peccato né imperfezioni di carattere. Lui, l’unico che veramente avrebbe potuto parlare di , che avrebbe potuto cercare la propria gloria ed esaltare il proprio nome, ha voluto soltanto la gloria del Padre che l’aveva mandato. Infatti, un vero ambasciatore non promuoverà mai se stesso.


Oggigiorno è molto facile identificare un falso maestro: racconterà di , si vanterà delle sue opere e ricercherà seguaci per sostenerlo ed ammirarlo, sottomettendoli alla sua volontà. Tu per caso segui qualcuno del genere?


Nei prossimi 3 minuti Gesù ci parlerà di coloro che usano la Parola di Dio per negare... la Parola di Dio!


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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