"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#190 - La fede di Abramo - Giovanni 8:37-47

Volendo dimostrare di non aver bisogno della liberazione offerta loro da Gesù, i giudei si giustificano spiegandogli che sono figli di Abramo. Gesù allora, mettendoli a confronto con quanto avevano detto, afferma: “Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. (Giovanni 8:39).


Dio aveva ordinato ad Abramo di lasciare la sua terra e di andare verso il luogo che doveva ancora mostrargli. Ed ha obbedito, partendo “senza sapere dove andava.” (Ebrei 11:8). Nella lettera ai Romani il nome di Abramo è associato alla fede, la quale è il fermo “fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono.” (Ebrei 11:1).


La fede collega il mondo visibile con l’invisibile, facendo la connessione tra il passato, il presente e il futuro. Per fede in ciò che Dio ci dice riguardo al sacrificio di Cristo nel passato, si può godere del perdono dei peccati e della certezza della vita eterna già nel presente, oltre alla liberazione dal giudizio futuro.


La fede quindi è una risposta alla Parola di Dio. Per questo Gesù dichiara a quei giudei: “La mia parola non trova posto in voi” (Giovanni 8:37); e poi aggiunge: “Chi è da Dio, ascolta le parole di Dio; perciò voi non le ascoltate, perché non siete da Dio. (Giovanni 8:47). E qui ancora una volta gli rivela di essere Dio; loro però, dubitandone, procedono nella direzione opposta a quella di Abramo.


Quando Sara, che era sterile, aveva circa novant’anni, e Abramo intorno ai cent’anni, Dio gli ha promesso che avrebbero avuto un figlio. Più tardi, essendo questo loro figlio Isacco già grande, Dio ha voluto mettere alla prova la fede di Abramo, chiedendogli di sacrificarlo. Giacché Abramo credeva che Dio avrebbe anche potuto resuscitare Isacco, avendogli anteriormente assicurato che avrebbe avuto dei discendenti, ha fatto quanto gli era stato richiesto da Dio.


Infatti, Abramo è salito con Isacco su uno dei monti che Dio gli aveva indicato nel paese di Moria, dove oggi si trovano Gerusalemme e la collina detta “Calvario”. Il padre aveva in mano il coltello e le braci per il fuoco del sacrificio, mentre Isacco portava sulle spalle la legna su cui lui stesso sarebbe stato deposto per morire. Tuttavia, all’ultimo momento, Dio l’ha fermato e Abramo ha subito vistodietro di lui un montone, preso per le corna in un cespuglio”, cioè il provvedimento di Dio per sostituire suo figlio nel sacrificio. (Genesi 22)


Sicuramente avrai già sentito parlare di una scena simile a questa: un Figlio obbediente al Padre che sale su un monte dove ora c’è Gerusalemme, con il legno sulle spalle per essere sacrificato sulla croce. La differenza nel caso di Gesù è che non c’è stato nessun animale a sostituirlo. Era lui l’Agnello stesso.


Vedendo quanto lo amasse e quanta fiducia avesse nella sua Parola, Dio confida ad Abramo: “Ora so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo. (Genesi 22:12). Se credi in Gesù come il tuo Salvatore e hai Dio per Padre, puoi dirgli queste stesse parole: Ora so che mi ami, visto che non mi hai negato tuo Figlio, il tuo unico Figlio.


Nei prossimi 3 minuti capirai cosa significa essere giustificati per fede.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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