"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#196 - La guarigione del cieco - Giovanni 9:1-7

Il capitolo 9 del Vangelo di Giovanni inizia mostrandoci un importante dettaglio: è Gesù che vede per primo il cieco, e non i suoi discepoli. E anche in quell’incontro con il paralitico, nel capitolo 5, prima ancora di parlargli, Gesù sapeva già che giaceva infermo da molto tempo. Vedendo e conoscendo ogni cosa, Gesù personalizza la cura in base alle necessità di ognuno di noi.


Nel caso del cieco nato, Gesù sputa per terra, fa un po’ di fango e glielo spalma sugli occhi. Poi gli ordina di andare a lavarsi nella vasca di Siloe. Ma perché proprio il fango? Non lo so, però se l’ha fatto, significa che era necessario agire così in quel momento e con quella persona specifica. Gesù opera in differenti modi con persone diverse. Spesso non lo capiamo, tuttavia crediamo che qualsiasi cosa faccia, sarà sempre ben fatta. E pure quello che non fa.


L’apostolo Paolo aveva un problema, descritto da lui come “una spina nella carne”, la quale non gli è stata tolta nonostante avesse pregato il Signore per ben tre volte affinché la allontanasse da lui. Sai qual è stata la risposta alle sue preghiere? “La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza.” (2 Corinzi 12:9). Pensi forse che Paolo si sia indignato o sia caduto in depressione, non volendo più saperne di servire Cristo? Anzi, guarda ciò che ha detto:


Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di mePer questo io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole, allora sono forte. (2 Corinzi 12:9-10).


Oggigiorno sui canali televisivi si possono ascoltare predicatori che promettono la fine di tutti i tuoi problemi se crederai in Gesù. È una bugia. Ciò che Dio ci offre è il perdono dei peccati e la vita eterna. Anche dopo esserti convertito a Cristo, ti ritroverai ancora in un mondo rovinato dal peccato e nello stesso corpo di prima, il quale continuerà a essere soggetto alle malattie e alla morte. E se per caso riuscirai a vivere fino a centoventi anni, la tua morte in seguito sarà ugualmente causata da qualche infermità o insufficienza degli organi vitali.


Pertanto, qualunque guarigione compiuta da Gesù o dai suoi discepoli aveva sempre uno scopo ben preciso. Una volta raggiunto tale obiettivo, tutti coloro che precedentemente erano stati guariti o risuscitati, si sono poi ammalati e sono morti. Oppure ti pare che Lazzaro sia tuttora in giro?


I pagani ritengono che gli dei siano loro propizi soltanto quando tutto va bene. Il vero credente invece è sicuro che il Signore sia sempre al suo fianco, nella gioia e nel dolore. Ecco perché il profeta Abacuc ci dà questa bella testimonianza di fede e di fiducia in Dio mentre dichiara:


Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell'ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, esulterò nell'Eterno e mi rallegrerò nel Dio della mia salvezza. (Abacuc 3:17-18). E tu, ti rallegrerai in Dio nel caso tutto vada storto?


Nei prossimi 3 minuti i vicini del cieco nato non lo riconosceranno più dopo esser stato guarito.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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