"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#172 - Il pane vivo - Giovanni 6:46-53

Nessuno ha mai visto il Padre tranne Gesù, il quale è venuto dal cielo. Paolo scrive a Timoteo che Dio è “il solo che ha l'immortalità e abita una luce inaccessibile che nessun uomo ha mai visto né può vedere (1 Timoteo 6:16). Sebbene gli angeli siano immortali, e i risuscitati non moriranno mai, questa immortalità è stata acquisita. Solo Dio porta in se stesso l’immortalità nella sua essenza.


Abitando “una luce inaccessibile” Dio è al di fuori dello spettro rilevabile. Nessuno l’ha mai visto o lo vedrà. Quando ci ha creati a sua immagine e somiglianza (Genesi 1:26), non sono stati inclusi i tratti fisici giacché Dio è Spirito. Questa rappresentazione è stata rivelata perfettamente nell’incarnazione di Gesù, il quale ci dice: “Chi vede me, vede colui che mi ha mandato” (Giovanni 12:45), essendo “l’immagine del Dio invisibile” (Colossesi 1:15). Nonostante tutto ciò, Dio è stato attento a non lasciarci alcuna descrizione fisica di Gesù affinché non cadessimo nell’errore di adorare una sua qualsiasi raffigurazione. Tutto quanto sappiamo, tramite il profeta Isaia, è che non era attraente (Isaia 53:2).


Gesù continua spiegando ai giudei che i loro antenati avevano sì mangiato la manna nel deserto, precisando però che quel cibo non era stato sufficiente per mantenerli vivi eternamente. Soltanto lui, Gesù, ha un tale potere e lo dichiara: “Io sono il pane vivente che è disceso dal cielo; se uno mangia di questo pane, vivrà in eterno (Giovanni 6:51). Sarebbe più facile capire questa sua affermazione se la mettessimo in parallelo con il pane naturale, che è un alimento a base di grano morto ma che mantiene il corpo in vita.


Probabilmente avrai già visto una di quelle grosse pietre circolari, con un buco al centro, usate nei vecchi mulini. I granelli erano versati attraverso un foro della pietra superiore che ruotava orizzontalmente su un’altra pietra fissa. I chicchi venivano triturati e schiacciati dal peso della pietra per produrne la farina. A questa si aggiungevano acqua, olio, sale e lievito, e in seguito il fuoco, perché il pane fosse cotto. E soltanto allora era pronto per sfamare le persone e per impedire loro di morire nell’arco di una vita.


Ti sei mai soffermato a pensare rispetto alla rassomiglianza tra questo pane e Gesù? Nei Vangeli lo trovi simbolicamente associato al chicco di grano che deve morire (Giovanni 12:24). Gesù è stato letteralmente stroncato e schiacciato dalla mano di un Dio santo, passando anche attraverso il fuoco del giudizio divino dopo aver ricevuto su se stesso il lievito dei nostri peccati (Isaia 53:5-12).


Così, colui che è stato unto dall’olio dello Spirito Santo, in cui troviamo l’acqua viva, che ha camminato qui come sale e luce, che ha preso su di il lievito dei nostri peccati e che è stato afflitto dal fuoco del giudizio, è l’unico pane che può farti vivere per sempre. Il pane comune è limitato al mantenimento della nostra vita terrena, perché è un cibo morto. Gesù però è morto e risorto: è il pane vivo. Chi se ne nutre, vivrà eternamente. E Gesù va ancora oltre quando gli rivela: “In verità, in verità vi dico che se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete la vita in voi. (Giovanni 6:53).


Ciò sarebbe forse una specie di antropofagia? Beh, sarà quello che vedremo nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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