"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#201 - Il Pastore è morto - Giovanni 10; Salmo 22

Nel capitolo 10 del Vangelo di Giovanni incontriamo Gesù come il “buon Pastore”. La profezia che ci parla di questo carattere del Pastore la troviamo nel Salmo 22, dove lo si vede morire sulla croce per le sue pecore. Per capire meglio quello che ti dirò in seguito, ti suggerisco di leggere integralmente il Salmo 22.


Tale Salmo inizia con un grido disperato: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Salmo 22:1). Chi sarà mai costui che è stato abbandonato da Dio, qui descritto come qualcuno di cui tutti si fanno beffe, che soffre il dolore e la sete tra i malfattori mentre ha le mani e i piedi trafitti e le proprie vesti tirate a sorte? E confronta pure questo Salmo con la descrizione della crocifissione nei vangeli e otterrai una visione più ampia di Gesù essendo crocifisso.


Mille anni dopo la stesura del Salmo 22, Gesù ha lanciato lo stesso grido di disperazione e abbandono su una croce. Durante tre ore è stato il bersaglio di tutta l’indignazione dell’essere umano a causa del suo unico crimine: l’essere perfetto. Poiché non potevano sopportare di convivere con qualcuno senza peccato, gli uomini l’avevano abbandonato lì, appeso al legno.


Poi, però, “colui che non ha conosciuto peccato, Dio lo ha fatto diventare peccato per noi” (2 Corinzi 5:21), e il mondo è stato avvolto dalle tenebre. Durante queste altre tre ore seguenti Gesù, portando i nostri peccati sul suo corpo, è stato allora il bersaglio di tutta l’indignazione di Dio. Dopo esser stato abbandonato dalle sue creature nelle prime tre ore, adesso tocca a Dio abbandonarlo, proprio perché, al contrario degli uomini, non può sopportare di avere una relazione con qualcuno carico di peccati.


D’altronde nel Salmo 22 il “Crocifisso” ci ricorda che Israele non è mai stato abbandonato da Dio. Questo vale anche per qualsiasi persona. Dio ci dice: “Io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva” (Ezechiele 33:11). Nessun essere umano, per quanto empio, sarà abbandonato da Dio. Fino al suo ultimo respiro Dio sarà al suo fianco, sempre aspettando che si converta dal suo peccato.


Ne è prova il bandito pentito che era stato crocifisso accanto a Gesù. Prima di morire ha ascoltato parole di vita eterna che gli assicuravano l’entrata immediata in paradiso. Tuttavia, in quella medesima scena, Gesù stesso è stato abbandonato da Dio. L’ingiusto ladro poteva essere ricevuto da Dio soltanto se il giusto Gesù morisse abbandonato. Nel libro delle Lamentazioni il profeta Geremia esprime i sentimenti del Messia con queste parole:


Io sono l’uomo che ha visto l’afflizione sotto la verga del suo furore. Egli mi ha guidato e mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Sì, contro di me egli ha volto ripetutamente la sua mano tutto il giorno... Anche quando grido e chiedo aiuto a gran voce, egli rifiuta di ascoltare la mia preghiera.” (Lamentazioni 3:1-8).


Oggi sappiamo che Gesù non è rimasto morto, ma è stato risuscitato. E nello stesso Salmo 22 lui chiama “fratelli” tutti coloro che sono stati salvati da lui, promettendo di stare in mezzo alla congregazione dei suoi “fratelli” lodando Dio insieme a loro. Nei prossimi 3 minuti incontreremo il “grande Pastore” nel Salmo 23, ora risorto e prendendosi cura delle sue pecore.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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