"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#202 - Il Signore è il mio pastore - Salmo 23

Nel Salmo 23:1 c’è scritto: “Il Signore è il mio pastore: nulla mi mancherà.. Molte persone assaporano ogni sillaba del tratto “nulla mi mancherà”, però trascurano le parole “il Signore è il mio pastore”. L’ultima cosa che la nostra natura peccaminosa vorrebbe è avere il Signore come Pastore.


Naturalmente desideriamo essere pastori di noi stessi, cercando ciò di cui pensiamo di avere bisogno. Tuttavia sarà il Pastore a conoscere le reali necessità delle sue pecore, ed è lui che dovrà decidere quali pascoli sono verdi e quali acque sono calme.


Il Pastore non spinge le sue pecore, ma le conduce dolcemente. Lo fa per sentieri di giustizia, non per quelli illeciti o per oscure scorciatoie. La fraseper amore del suo nome” ci indica che è in gioco la sua reputazione. La sicurezza delle pecore non sta nel sostegno che il Pastore avrà cura di non fargli mancare, però sta nell’essere guidate da colui che ha un nome da custodire.


La pecora ha il capo unto con olio, figura dello Spirito Santo, e la sua coppa trabocca. La Bibbia ci mostra che il vino “rallegra il cuore dell’uomo” (Salmo 104:15), quindi una coppa traboccante ci parla di una gioia più grande di quella che potremmo mai, per così dire, “contenere” in noi stessi. La verga e il bastone del pastore sono strumenti che servono sia a scacciare i lupi, sia a disciplinare, guidare e salvare le sue pecore.


E qui va sottolineato che il cibo, il riposo, la guida e il ristoro sono cose passeggere. Inoltre, nonostante il Pastore prepari una tavola per ogni sua pecora in segno di sostentamento e comunione, tutt’intorno ci sarà la presenza dei nemici. È un ambiente ostile, dove le pecore vivono tra bisogni e pericoli, mentre vengono pascolate da questo grande Pastore.


In tale scenario il maggior nemico è la morte, ma chi ha il Signore come suo Pastore non temerà alcun male quando dovrà camminare nella valle tenebrosa che lo porterà fuori dai pascoli provvisori di questa vita. La pecora parte da questo mondo con la certezza che la bontà e la misericordia la accompagneranno, e che abiterà per sempre nella casa del Signore.


Pertanto abbiamo qui dei campi transitori dove la pecora è pascolata, una valle cupa con una morte che non si teme più, e un futuro brillante ed eterno nella casa del Signore. Sì, la pecora dovrebbe innanzitutto aspirare alla casa del Signore, e non all’erba dei pascoli. E chi sarebbe questa pecora?


Sebbene il Salmo 23 sia spesso usato come un amuleto nelle Bibbie decorative, le sue promesse sono valide soltanto per quelli che accettano il Signore come il proprio Pastore. Se non hai creduto nel Salvatore crocifisso del Salmo 22, e perciò i tuoi peccati non erano su di lui quando è stato abbandonato da Dio sulla croce, il Salmo 23 non fa per te.


Nei prossimi 3 minuti scopriremo la dimensione dell’eredità riservata a coloro che hanno il Signore come Salvatore e Pastore.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

Popular Posts