#130 - L’incarnazione - Giovanni 1:14-16

Anche prima di nascere in forma umana in questo mondo, Gesù è sempre esistito come Figlio di Dio, insieme al Padre e allo Spirito Santo. Non sono tre dei, ma un solo Dio in tre Persone distinte, un mistero che va oltre la nostra comprensione. Alcuni indizi, però, ti aiuteranno ad accettarlo.

Uno di questi indizi è che siamo stati creati a immagine e a somiglianza di Dio, perciò siamo esseri tripartiti, formati da corpo, anima e spirito. Un altro accenno lo troviamo nel capitolo uno della Genesi: “Poi Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza” (Genesi 1:26). Te ne sei accorto dell’uso del plurale: “Facciamo... a nostra... ”? Qua non si fa riferimento a una sola Persona, ma al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Giovanni ci dice che “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.” (Giovanni 1:14). Così, affermando che Gesù “si fece carne”, Giovanni presuppone la sua preesistenza. E dicendo che “venne ad abitare in mezzo a noi”, ci rivela di non essere stato diverso da un uomo normale. Anzi, qui sulla terra Gesù era un essere umano così comune, in apparenza, che, quando le guardie sono andate ad arrestarlo di notte, esse avevano prima dovuto mettersi d’accordo con Giuda, indicando che il bacio sarebbe stato il segnale per identificarlo, affinché non arrestassero la persona sbagliata.

La parola “abitare” significa letteralmente occupare una tenda o un’abitazione, in questo caso il corpo di carne. Mai prima di allora Dio aveva assunto una forma umana, e vissuto come un uomo. I trentatré anni vissuti da Gesù in questo mondo sono un evento unico nella storia dell’universo, a cominciare dalla sua generazione nel grembo di una vergine.

Unigenito significa “l’unico generato”. Tutti quelli che credono in Gesù sono figli di Dio ma Gesù è “il” Figlio di Dio, il quale occupa una posizione unica, uguale a Dio, essendo uno con il Padre. In nessun momento ha smesso di essere Dio, anche quando ha assunto la forma umana. E dopo essere stato risuscitato e asceso al cielo con un corpo, non cesserà mai più di essere pure un Uomo. Ovviamente alcune caratteristiche divine sono state parzialmente occultate agli occhi umani mentre lui si trovava qui, altrimenti gli uomini sarebbero stati consumati se solo avessero guardato verso Gesù.

Anche così, la sua perfezione morale sempre lasciava trasparire la sua gloria divina. Negli stessi vangeli dove incontriamo spesso i difetti dei discepoli e degli apostoli, nessun fallo è mai trovato in Gesù e nel suo modo di procedere. E Giovanni ha avuto il privilegio di vedere una porzione extra di questa gloria di Gesù quando è stato trasfigurato ed è apparso risplendente come il sole accanto a Mosè ed Elia (Luca 9:28-30).

Giovanni Battista, che era più vecchio di Gesù, testimonia la sua preesistenza dicendoci che Gesù esisteva prima di lui ed era superiore a lui. Ora, chiunque riceve Gesù, riceve anche tutta la sua pienezza, e “grazia sopra grazia” (Giovanni 1:16). Vorresti mai perdere tutto ciò? Per i prossimi 3 minuti questo vangelo continuerà a parlare della grazia e della verità che incontrerai solo in Gesù.
 
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#129 - Figli - Giovanni 1:12-13

È un grande inganno pensare di essere figli di Dio per natura. Non lo siamo. Se volessimo sapere di chi siamo figli, ci basterebbe leggere quello che l’apostolo Paolo afferma nella sua lettera agli Efesini. Lì scrive ai cristiani, i quali vivevano a Efeso, che prima della loro conversione, quando camminavano ancora seguendo il corso di questo mondo, secondo il diavolo e secondo i propri istinti e pensieri, erano “figli della disubbidienza” e “figli d’ira” (Efesini 2:1-3).

Quindi, se non ti sei ancora convertito a Gesù, questi titoli “figli della disubbidienza” e “figli d’ira” potrebbero sembrarti troppo forti e per niente politicamente corretti da essere qui menzionati, però tutto questo è esattamente ciò che la Bibbia dice su di te. E in questo vangelo ci è molto chiaro che non siamo figli di Dio per natura perché Giovanni ci parla di una nuova nascita, di una nascita spirituale, che non ha nulla a che fare con la nostra esistenza come esseri umani.

Dopo aver indicato che Gesù “è venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto”, il testo continua dicendoci che “a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figliuoli di Dio” (Giovanni 1:11-12). Perciò, se le persone ricevono il titolo di “figli di Dio” soltanto dopo aver creduto in Gesù, allora, in precedenza, non avrebbero mai potuto dire di possedere questo privilegio, vero? E c’è ancor di più.

Non si diventa figli di Dio per discendenza, per volontà propria o di qualcun altro. Cioè, anche se i tuoi genitori sono figli di Dio, perché credono in Gesù, ciò non ti renderà automaticamente un figlio di Dio. Inoltre, non sarà neppure per mezzo dei tuoi sforzi che acquisterai questo titolo e questa posizione. E nemmeno per lo sforzo o la volontà di un altro essere umano, come se ci fossero delle persone aventi il potere di trasformare gli altri in figli di Dio, sia attraverso qualche preghiera, l’imposizione delle mani o come per magia!

Il vangelo ci rivela che i figli di Dio “non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio.” (Giovanni 1:13). Proprio così, la nuova nascita, ossia la nascita dall’alto o spirituale, è qualcosa fatta solo da Dio. Così come non è stato attraverso il tuo sforzo che sei nato in questo mondo, non sarà attraverso il tuo sforzo che nascerai di nuovo, ma soltanto tramite l’opera e la grazia di Dio.

Se ancora credi che Gesù sia un essere illuminato, paragonabile a qualche guru, angelo o extraterrestre, non sei ancora nato di nuovo. Se ancora credi che sia tramite i tuoi sforzi che arriverai in cielo, devi ancora nascere di nuovo. Se credi che, essendo un essere umano, tu sia conseguentemente un membro della famiglia di Dio, non hai ancora capito cosa ci dice il vangelo. Prima dei prossimi 3 minuti sarebbe meglio credere in Gesù e chiedergli di salvarti, se vuoi veramente diventare un figlio di Dio.
 
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#128 - La Luce - Giovanni 1:5-11

“E la luce splende nelle tenebre, e le tenebre non l’hanno sopraffatta”, non hanno potuto resisterle. Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Le tenebre non fanno parte della creazione originale di Dio; esse sono una conseguenza del peccato degli angeli in tempi ancestrali, e anche del peccato dell’uomo che si è disseminato da Adamo.

Tecnicamente parlando le tenebre non esistono. Sono solo l’assenza di luce, un vuoto uguale a quello che si trova nel cuore umano rovinato dal peccato originale. Nella Genesi, dopo che Adamo aveva peccato, Dio gli ha chiesto: “Dove sei?” (Genesi 3:9). Quando Dio ti domanda qualcosa, non è perché lo voglia sapere, ma per risvegliare la tua coscienza. In pratica, Dio gli stava dicendo: “Adamo, guarda un po’ dove sei andato a finire!”.

Dio, però, vuole invertire questa condizione, e proprio per questo Gesù è venuto nel mondo. La vera luce era nel mondo, ma il mondo, che era stato fatto da lui, non l’ha conosciuto. “È venuto in casa sua”, dal popolo giudeo che gli apparteneva, “e i suoi non l’hanno ricevuto” (Giovanni 1:11).

Come quegli insetti nottambuli, che si nascondono sotto una pietra perché odiano la luce, così noi scappiamo da Gesù. Questa fuga fa parte dei sintomi causati dal peccato. Sì, ora mi vedi qui, parlandoti di Gesù, però non pensare che sia sempre stato così. Anch’io prima mi allontanavo dalla vera luce, facendolo in una maniera molto sottile e ingannevole: ero uno spiritualista.

Nel mio modo di pensare, da spiritualista, Gesù era soltanto un grande maestro o uno spirito illuminato. Lo paragonavo a uomini come Buddha, Gandhi e altri. E l’idea di divinità che avevo di Gesù era di qualcuno che portava con sé una specie di scintilla divina, conquistata dopo molte evoluzioni, e conseguita attraverso successive reincarnazioni.

Non è, però, un simile Gesù che il vangelo ci mostra. Esso ci parla di un Gesù che è il verbo o l’elemento che dà origine a ogni azione e a ogni realizzazione, il Dio creatore stesso. Qualche tempo fa questo stesso Gesù mi ha infastidito, così come dovrebbe infastidirti ora, se non ti sei ancora convertito. E sai perché? Perché la luce rivela tutte le cose. Essa ci svela ciò che le tenebre cercano di nascondere. Alla luce della presenza di Gesù io sono quello che sono; i miei peccati vengono a galla e i miei difetti sono manifesti. Nessuno resta indifferente alla luce.

Allora, cosa dovresti fare? Beh, potresti voltare le spalle alla luce, come un bambino che si copre gli occhi con le mani e pensa di nascondersi. Eppure, la luce continuerà sempre lì, brillando e denunciando chi sei e dove sei. Un giorno anch’io ci ho resistito, ma l’amore di Gesù mi ha costretto a riconoscere il mio peccato e a lasciarmi salvare da lui. Così, come una pellicola fotografica che viene sovraesposta alla luce, tutte le mie macchie sono sparite, tutti i miei peccati sono stati perdonati. In quel giorno sono stato fatto figlio di Dio da lui stesso. Ed è su questa nuova nascita che Giovanni ci parlerà nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#127 - Il Verbo - Giovanni 1:1-4

I quattro vangeli presentano quattro diversi aspetti di Cristo. Matteo ci mostra il perfetto Re promesso a Israele, per questo è pieno di citazioni dell’Antico Testamento. Lì la genealogia di Gesù inizia in Abramo, il patriarca di Israele, e passa attraverso il re Davide. Marco ci indica il perfetto Servo, umile e senza genealogia. Luca ci fa vedere il perfetto Uomo, la cui genealogia proviene da Adamo, il primo uomo.

Il Vangelo di Giovanni, invece, ci rivela Gesù come Dio e Creatore, anche senza genealogia ma perché non ha né inizio né fine, così come il Vangelo stesso di Giovanni. Infatti, questo vangelo comincia nell’eternità, “nel principio”, e finisce parlandoci dell’infinitezza quando afferma, riferendosi a tutto quello che Gesù aveva fatto qui, che “il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero.” (Giovanni 21:25). E come potrebbe mai questo pianeta racchiudere tutte le informazioni su Gesù e sull’universo che ha creato?

In modo simile al libro della Genesi, Giovanni inizia con l’espressione “nel principio”, che in realtà significa “prima di tutto”. “Nel principio era il Verbo”, preesistente, “e il Verbo era con Dio, e il Verbo era Dio.” “Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lui; e senza di lui neppure una delle cose fatte è stata fatta.” (Giovanni 1:1-3). Gesù è il Verbo. Lui non è stato creato, lui è il Creatore.

È importante capire tutto ciò per poter capire il vangelo. Nella prima epistola, o lettera, dell’apostolo Giovanni, lui ci dice che “ogni spirito che confessa Gesù Cristo venuto in carne, è da Dio; e ogni spirito che non confessa Gesù, non è da Dio” (I Giovanni 4:2-3). Così, non è sufficiente dire che Gesù è nato in questo mondo, ma è necessario confessare che è venuto in carne, il che presuppone la sua preesistenza e la sua natura eterna.

A questo punto ci vuole una spiegazione affinché si possa comprendere meglio l’espressione “vita eterna” ogni volta che apparirà nel corso di questo vangelo. Vita eterna non è solo una vita che non finirà mai. Le persone che non credono in Gesù non hanno la vita eterna. Eppure esse moriranno, risusciteranno in un corpo tangibile e vivranno per sempre nello stagno ardente di fuoco.

Nessuno di noi è eterno, soltanto Dio. Tutti noi siamo stati creati per non cessare mai di esistere, il che significa che abbiamo, per natura, una vita perpetua, ma non eterna. Nel versetto quattro c’è scritto che “in lui”, cioè in Gesù, “era la vita; e la vita era la luce degli uomini”. Oltre ad essere il Creatore e il sostenitore di tutte le cose, Gesù è anche l’origine e l’autore della vita, sia essa la vita naturale, che tutti gli esseri viventi hanno, sia l’eterna, un privilegio, però, solo per coloro che sono nati di nuovo.

Se cercherai l’espressione “vita eterna” in una Bibbia digitale, innanzitutto imparerai che essa è un dono, cioè la ricevi gratuitamente, e non grazie ai tuoi sforzi; poi, che è qualcosa che puoi sapere di avere, o no, proprio adesso; ed anche che la vita eterna è in Gesù e - qui arriva la parte più sorprendente - che Gesù “è il vero Dio e la vita eterna” (I Giovanni 5:20). Pertanto, non puoi avere la vita eterna indipendentemente da Gesù, perché la vita eterna è una Persona, è Gesù. E tu, hai la vita eterna? Hai Gesù? Nei prossimi 3 minuti la Luce verrà al mondo.
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#126 - La grande commissione - Matteo 28:16-20

Il Vangelo di Matteo termina nel momento in cui Gesù dà ai discepoli la missione di annunciare il vangelo, parola questa che significa “la buona novella”. Colui che è Signore e che ha ogni autorità in cielo e sulla terra, invia i suoi discepoli a fare discepoli di tutti i popoli, a battezzarli nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e ad insegnargli tutto quello che lui aveva comandato loro.

Ogni potere, tutte le nazioni, tutto ciò che avevano ricevuto. Non ci sono limiti. E promette di essere con i suoi discepoli “tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente.” (Matteo 28:20). Credi tu in Gesù? Sei un suo discepolo? Stai annunciando questa buona novella? Sei sicuro che sia buona e nuova? Sai perché te lo chiedo?

Beh, se andrai in giro dicendo che le persone hanno bisogno di frequentare questa o quella chiesa per essere salvate, non stai annunciando la buona novella. Ricordati che i discepoli non erano membri di nessuna organizzazione religiosa e non avevano nemmeno una denominazione evangelica che li identificasse. Erano chiamati cristiani perché seguivano Cristo. Invitavano le persone a credere in Gesù, ad appartenere a una Persona, Gesù, e non a una chiesa o a una religione.

Se la buona novella che annunci sarà solo un elenco di regole, non è per niente nuova. Molto tempo prima di Cristo c’era già una lista di comandamenti che, sebbene buoni, non potevano salvarci. Se avessero potuto farlo, Gesù non sarebbe dovuto venire per morire e per risorgere. Inoltre, non è proprio una buona notizia quando si dice che per essere salvata una persona debba soddisfare una lista impossibile da seguire. Prova a obbedire soltanto a uno dei Dieci Comandamenti: “Non concupire”, che include il non desiderare qualsiasi cosa di illecito. Se mi dirai di esserne capace, allora starai trasgredendo un altro comandamento: “Non attestare il falso contro il tuo prossimo” (Esodo 20:7-17).

Attorno a noi, ormai, ci sono altri tipi di messaggi che vengono chiamati vangelo o buona novella, ma che in verità non lo sono. Pensi per caso che sia proprio una buona notizia dire a qualcuno che dovrà reincarnarsi e tornare a questo mondo ancora una dozzina di volte affinché elimini il suo karma? E che tornerà per soffrire e per pagare per quello che ha fatto in un’altra vita di cui neanche si ricorda? Non cadere in questa trappola. Tutto ciò non è il vangelo, non è la buona notizia, anzi, è una pessima notizia.

La buona notizia è scoprire che qualcuno ha pagato un debito che non saresti mai in grado di pagare. La buona notizia è ascoltare che basterà credere nel Figlio di Dio per essere completamente perdonati. Questo, sì, è il vangelo che Gesù ci ha ordinato di annunciare; questa, sì, è la buona novella: “Che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; che fu seppellito; che risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture” (I Corinzi 15:3-4).

Considerandosi che un altro, al tuo posto, abbia già pagato il prezzo della tua salvezza, quando credi in Gesù puoi avere la certezza della vita eterna senza essere considerato pretenzioso, perché non dipenderà dai tuoi sforzi o dalla tua carità. A proposito, come potrai annunciare la buona novella agli altri se non avrai ancora la certezza che sia stata buona per te? Come potrai dire agli altri come arrivare in cielo giacché non sai nemmeno se tu stesso ci arriverai?

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#125 - Il Risorto - Matteo 28:7-15

Quando sentono la notizia, datagli dall’angelo, le donne fuggono via ad annunciare agli altri discepoli ciò che avevano visto. L’espressione usata nel versetto è “con spavento ed allegrezza grande” (Matteo 28:8), ossia un misto di stupore e di giubilo. Quando credi in Gesù come il tuo Signore e Salvatore - quando ti rendi conto che è risuscitato e puoi avere adesso la certezza della vita eterna - il sentimento è proprio questo: paura e grande gioia.

Non è, però, soltanto questo. Esse corrono, perché chiunque crede in Gesù sa che il tempo stringe. Le buone novelle della morte e della resurrezione dell’Agnello di Dio devono essere trasmesse con carattere d’urgenza. Da un momento all’altro la porta dell’opportunità si chiuderà.

Mentre queste donne si dirigono da una parte, con il cuore carico di timore e d’allegria, le guardie, che avrebbero dovuto custodire il sepolcro e impedire che fosse violato, s’incamminano verso il lato opposto. Il loro cuore è pieno di terrore e di tristezza, perché sapevano che il codice militare dell’epoca esigeva che il soldato, fallendo nel compimento del suo dovere, avrebbe dovuto pagare con la propria vita.

Così, da un lato le donne si avviano a diffondere la resurrezione e la vita, dall’altro lato i soldati portano con sé la propria sentenza di condanna e di morte. Sempre troverai queste due classi di persone nel mondo: quelle che hanno una relazione con Gesù e la loro salvezza garantita dalla sua morte e dalla sua resurrezione, e quelle che sono tramortite e cieche alle realtà del mondo spirituale. Queste ultime portano in se stesse la propria sentenza.

Mentre le donne hanno un incontro personale con il Risorto, i soldati hanno un incontro con i capi sacerdoti. Nonostante siano delle guardie agli ordini di Pilato, non osano andare direttamente alla loro guarnigione. Allora, i sacerdoti li subornano, affinché dicano che stavano dormendo mentre i discepoli rubavano il corpo di Gesù. I sacerdoti garantiscono loro che se la caveranno, anche se la storia arrivasse alle orecchie del governatore, e che non verrebbero uccisi per non aver compiuto il loro dovere.

I soldati avrebbero potuto persino pensare di essersi sbarazzati dei loro problemi, ma in futuro ne avrebbero ancora maggiori. Cioè, avrebbero dovuto rendere conto a Dio di tutto ciò. C’è solo una via d’uscita da questa condanna. Nel Vangelo di Giovanni, Gesù ci dice: “In verità, in verità io vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.” (Giovanni 5:24).

I sacerdoti avevano assicurato a quelle guardie corrotte che sarebbero state al sicuro dalla condanna temporale. Gesù ci assicura che chiunque crede in lui non sarà condannato eternamente. Quale tipo di salvezza stai cercando, quella momentanea, la quale il mondo ti offre se negherai di avere a che fare con il Risorto, o quella eterna? Nel frattempo, le donne s’incontrano con Gesù, si gettano ai suoi piedi e lo adorano. Queste donne erano ebree, adoratrici del Dio unico, e non avrebbero mai adorato Gesù se lui non fosse stato Dio.

Nei prossimi 3 minuti i discepoli riceveranno la più grande di tutte le missioni.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

#124 - La resurrezione - Matteo 28:1-7

Il primo giorno della settimana incontriamo qui due donne tristi, Maria di Magdala e l’altra Maria, madre di Giacomo e di Iose, le quali si recavano al sepolcro di Gesù. Un po’ prima si era verificato un terremoto e un angelo aveva rimosso la grande pietra dall’ingresso della tomba, sedendovi sopra. E dove erano le guardie del sepolcro? Beh, le guardie erano svenute quando hanno visto tutto quello che stava succedendo.

L’angelo dice alle donne di non aver paura, poiché Gesù era già risuscitato. E indica loro di guardare il posto dove prima giaceva, all’interno del sepolcro sotto forma di grotta. La pietra era stata rimossa, non perché Gesù se ne uscisse, ma affinché le donne potessero entrarci, giacché lui era in grado di passare attraverso i muri con il suo corpo risorto. L’angelo, poi, aggiunge che loro dovrebbero andare subito a raccontare ai discepoli che Gesù era risuscitato.

Le buone novelle di Dio sarebbero incomplete senza questo capitolo che ci parla della resurrezione di Gesù. Senza di essa non ci sarebbe speranza per l’umanità. L’apostolo Paolo ci dice, nella sua Prima lettera ai Corinzi, che “se Cristo non è risuscitato, vana dunque è la nostra predicazione, e vana pure è la vostra fede.” (I Corinzi 15:14). L’hai sentito bene? Se credi a tutto quello che c’è riguardo a Gesù, però dubiti della resurrezione, starai sprecando il tuo tempo.

Paolo ci spiega che la morte è entrata nel mondo per opera di un solo uomo, Adamo, e che anche la resurrezione dai morti è venuta tramite un solo uomo, Gesù (I Corinzi 15:21). Tutti quelli che sono in Adamo muoiono; tutti quelli che sono in Cristo risorgeranno. Il primo uomo, Adamo, è l’uomo naturale, terreno, mortale. Il secondo uomo, Gesù, è l’uomo spirituale, celeste, eterno (I Corinzi 15:47). In quale uomo sei tu?

Il corpo di Gesù nel sepolcro non è stato sostituito da un altro, lui stesso è risorto. Così, anche coloro che credono in lui risorgeranno in corpi trasformati, ma mantenendo le proprie caratteristiche di individualità che avevano quando sono vissuti qui. La resurrezione non è una reincarnazione, o lo spirito della persona che viene a vivere in un altro corpo. La resurrezione non è né una ristrutturazione del vecchio corpo, né il ritorno della persona in un corpo etereo e immateriale.

Il corpo di Gesù risorto è materia, però una materia diversa da quella che conosciamo noi. Cioè, lui poteva attraversare una parete per andare a trovare i suoi discepoli in una stanza con le porte chiuse, e poteva pure mangiare del pesce e del miele per dimostrargli che non era uno spirito vagante. In questo esatto momento c’è un Uomo in cielo, Gesù, in carne ed ossa, il precursore di molti che risusciteranno come lui è risorto, e vivranno così, in un corpo, per tutta l’eternità. Io sarò me stesso, tu sarai te stesso; io avrò il mio corpo, e tu avrai il tuo corpo, incorruttibile, immortale, impareggiabile.

Nessuna opera di fantascienza scritta dagli uomini potrà mai descrivere ciò che è già stato preparato per chi crede in Gesù, che è morto per la nostra salvezza ed è risorto per la nostra giustificazione. Nei prossimi 3 minuti le donne si incontreranno con il risuscitato.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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