"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#121 - La morte volontaria - Matteo 27:45-54

Dopo che Gesù è stato umiliato e castigato dagli uomini per tre ore sulla croce, la terra è avvolta da fitte tenebre. E per lui giunge l’ora di essere fatto peccato per noi, di ricevere sul suo corpo i peccati di tutti da lui salvati e di subire il giudizio di un Dio santo (II Corinzi 5:21). Se nelle prime tre ore è rimasto tra gli uomini e Dio, assorbendo tutto l’odio rivolto al Creatore, nelle tre ore di oscurità si porrà tra Dio e gli uomini, assorbendo il giudizio divino contro il peccato.

Alla fine della sua agonia Gesù grida la stessa frase che Davide aveva scritto mille anni prima nel Salmo 22:1: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Inoltre, il Vangelo di Giovanni ci rivela le parole che portano conforto a ogni peccatore che spera da Dio la risoluzione per la questione del peccato: “È compiuto!” (Giovanni 19:30). Sì, è tutto pronto, è finito, l’opera è già stata completamente realizzata, nient’altro deve essere fatto. Allora Gesù, chinando il capo, rende lo spirito.

Sebbene gli uomini siano responsabili per aver consegnato a morte il Figlio di Dio, nessuno ha ucciso Gesù. È importante ricordarsi che Gesù è Dio e che, adottando la forma umana, è entrato in questo mondo in un modo unico, generato dallo Spirito Santo e nato da una vergine. Nonostante abbia assunto la forma umana, non ha ereditato la natura peccaminosa di Adamo, per questo non aveva peccato, non ha mai peccato e non avrebbe mai potuto peccare (I Giovanni 3:5).

È stato il peccato che ha portato la morte all’essere umano. Poiché Gesù non aveva peccato, non era soggetto alla morte. E, fammi il piacere, dimentica quegli articoli, libri e documentari che cercano di spiegare la morte di Gesù da un punto di vista medico. Lui non è morto a causa della crocifissione, ha semplicemente dato la sua vita. Ha deciso di morire ed è morto, essendo qualcosa che nessuno di noi sarebbe capace di fare con le mani e i piedi legati.

Nel capitolo 10 del Vangelo di Giovanni, Gesù ci ha promesso che avrebbe dato la sua vita per le sue pecore e ci ha anche mostrato che morire sarebbe stato un suo atto volontario. Aveva il potere di morire e di tornare a vivere. Perciò, Gesù ha detto: “Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per ripigliarla poi. Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho potestà di deporla e ho potestà di ripigliarla. Quest’ordine ho ricevuto dal Padre mio.” (Giovanni 10:17-18).

Alla fine della giornata, i soldati rompono le gambe ai due ladri crocifissi per accelerarne la morte. Si sa che il diaframma toracico di una persona appesa a braccia aperte e senza supporto smette di funzionare, non riuscendo più a respirare. Quando però raggiungono Gesù, per fiaccargli le gambe, scoprono che era già morto. Allora uno dei soldati fora il costato di Gesù con la sua lancia, e ne escono sangue e acqua.

Durante secoli migliaia di animali sono stati sacrificati per permettere ai sacerdoti di Israele di entrare alla presenza di Dio, portandogli il sangue di una vittima innocente. Ora il sangue del vero Agnello di Dio è disponibile per purificare tutti quelli che credono in Gesù, e per renderli atti a entrare alla presenza di Dio senza essere distrutti. “Il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato.” (I Giovanni 1:7). E tu, ci credi? Nei prossimi 3 minuti Gesù sarà sepolto.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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