"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#123 - Il sepolcro - Matteo 27:55-66

Dopo esserci abituati a vedere Gesù sempre accompagnato dai suoi apostoli, la scena della sua morte ci rivela un cambiamento radicale. I suoi discepoli scompaiono e le persone più improbabili sono coloro che si occuperanno del suo corpo morto. E non sono gli apostoli che incontreremo ai piedi della croce, ma le donne che avevano servito Gesù: Maria, la madre di Giacomo e di Iose, Maria Maddalena e anche la madre dei figli di Zebedeo.

I profeti dell’Antico Testamento avevano già predetto che Gesù sarebbe stato annoverato tra i ladri, ed è ciò che accade sulla croce. Isaia aveva inoltre profetizzato che intendevano seppellirlo fra gli empi, forse in una fossa comune ai criminali, ma, in effetti, sarebbe poi rimasto con il ricco nella sua morte (Isaia 53:9). Ed è proprio un uomo ricco che chiederà a Pilato di dargli il corpo di Gesù per essere sepolto. Giuseppe, della città di Arimatea, era un membro del sinedrio, una specie di corte suprema di Israele. Lui possedeva un sepolcro nuovo, una grotta scavata nella roccia, con una grande pietra circolare che chiudeva l’entrata.

Così, Gesù è sepolto, la tomba viene chiusa con questa grande pietra, e Pilato ordina ai soldati di sorvegliarla nei tre giorni successivi. I sacerdoti glielo avevano chiesto, perché temevano che i discepoli gli rubassero il corpo, dicendo poi che lui sarebbe risorto, conforme Gesù gli aveva promesso prima.

Giuseppe è aiutato da Nicodemo, anche lui un membro del sinedrio e discepolo occulto di Gesù. Nel Vangelo di Giovanni leggiamo che si era già incontrato con Gesù di notte, per timore dei giudei. E non era solo Gesù che veniva sepolto in quel momento. Anche Giuseppe e Nicodemo stavano seppellendo le loro carriere. Quando neanche gli apostoli volevano avere a che fare con tale cadavere, questi due uomini rischiano tutto mentre danno una testimonianza pubblica della loro fede in Gesù.

Se sei un cristiano e credi di essere un esempio di fedeltà a Dio, puoi scommetterci che in una situazione difficile troverai le persone più improbabili dando una testimonianza migliore della tua. Quante volte ti sei vergognato di parlare del vangelo per paura d’esser ridicolizzato? Se, essendo cristiano, non diluirai la tua fede o non la adatterai al mondo, sicuramente non avrai molti amici. Certo, sempre troverai dei politici che diventano “cristiani”, tra virgolette, per conquistare molti voti, o degli artisti decadenti che decidono di esplorare la nicchia di mercato degli “evangelici”, anche tra virgolette; ma qui non è di questo tipo di cristianesimo che sto parlando.

Seguire Gesù non sarà mai un buon affare in questa vita. Se dirai che leggi Dan Brown, o che ti piace Dalai Lama, oppure che credi di essere stato Napoleone in un’altra vita, sarai ben considerato dalla società. Tuttavia, prova a dire che sei un credente in Gesù per vedere cosa succede. Così ha detto Gesù, quando pregava il Padre, di coloro che lo seguivano: “Io ho dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come io non sono del mondo.” (Giovanni 17:14). Quindi, se cerchi l’approvazione del mondo, Gesù non è per te. Se, però, cerchi l’approvazione di Dio, allora devi credere adesso in lui come essendo il tuo Salvatore per ricevere il perdono dei tuoi peccati e per avere un posto garantito eternamente, non nel mondo, ma in cielo.

Nei prossimi 3 minuti, la resurrezione.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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