"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#132 - L’agnello che toglie il peccato - Giovanni 1:19-36

È bastato solo che Giovanni, il Battista, cominciasse a dire alle persone di pentirsi, giacché il Messia era arrivato, per far venire da Gerusalemme una commissione composta da sacerdoti e da leviti, volendo sapere chi mai fosse costui. Quando esiste un clero, esso s’infastidisce se scopre che Dio sta agendo senza la sua autorizzazione. Giovanni gli confessa di non essere il Messia, né Elia resuscitato o reincarnato, né il profeta previsto da Mosè.

Giovanni non voleva attirare l’attenzione su di sé. A quel tempo gli schiavi avevano il compito di sciogliere i legacci dei sandali del loro padrone al suo arrivo, eppure Giovanni afferma: “Nel mezzo di voi è presente uno che voi non conoscete... al quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari.” (Giovanni 1:26-27). Sì, lui si considerava meno di uno schiavo, e le persone non dovrebbero occuparsi di lui, ma di Gesù.

Giovanni Battista è la voce che grida nel deserto. La sua missione è esortare il popolo a prepararsi a ricevere il Messia. Quelli che si pentono, sono da lui battezzati, come prova esteriore di un pentimento interiore. E qua non si tratta del battesimo cristiano.

Oggi, ogni persona che crede in Gesù è ugualmente una voce. La voce è il mezzo che trasporta la Parola. A differenza di Giovanni, che predicava il pentimento e che annunciava l’arrivo del Messia, il cristiano predica la grazia di Dio e annuncia che il Salvatore è già venuto. Giovanni chiedeva alle persone di pentirsi e di purificarsi per poi ricevere il Messia. Oggi il vangelo ci invita a credere in Gesù e a lasciarsi purificare da lui. Giovanni predicava una condizione. Il vangelo della grazia predica una soluzione. Prima il messaggio era: “Se sei già preparato, vieni a Gesù”; adesso, però, è: “Se sei un peccatore, vieni a Gesù”.

Il giorno dopo, leggiamo che Giovanni annuncia loro: “Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Giovanni 1:29). Sorprendendo i giudei, che attendevano un Messia e Re potente e conquistatore, Giovanni gli rivela che Gesù sarebbe dovuto morire in sacrificio. Gli agnelli sacrificati in Israele non erano la soluzione per il peccato, avevano soltanto prefigurato il vero Agnello. Devi capire che “il peccato” è la radice, il principio attivo, e “i peccati” sono i frutti, le conseguenze.

Gesù, quando è morto sulla croce, prese su di sé i peccati - al plurale - di quelli che hanno creduto in lui in tutte le epoche, prima e dopo la sua venuta: sia per coloro che credevano che Dio provvederebbe a un agnello in futuro, sia per le persone di oggi le quali credono che Dio abbia già provveduto all’agnello. Gesù, sulla croce, ha anche tolto il peccato - al singolare - del mondo, cioè ha restaurato le fondamenta della creazione stessa. Innanzitutto la sua morte doveva risolvere la questione del peccato per quanto riguarda Dio, e poi doveva risolvere il problema dell’uomo. Anche se nessuno fosse stato salvato, l’opera di Cristo avrebbe comunque rimosso il peccato del mondo. Essa è la base eterna per i nuovi cieli e la nuova terra, ancora futuri. Gesù ha già tolto il peccato del mondo e ha già mondato i peccati dei peccatori che credono in lui come Salvatore, e solo di questi. Sarai tu uno di loro?

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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