"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#135 - Il problema di Natanaele - Giovanni 1:45-51

Provando la gioia di un credente appena convertito, Filippo va a raccontare le buone notizie a Natanaele. I nuovi convertiti sono i più appassionati dell’evangelizzazione. Si dovrà notare, però, che il messaggio di Filippo non è del tutto corretto. Lui dice di aver “trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge, ed i profeti: Gesù figliuolo di Giuseppe, da Nazaret.” (Giovanni 1:45).

Gesù non era di Nazaret ma di Betlemme, e non era il figlio biologico di Giuseppe, perché era stato generato dallo Spirito Santo. Anche senza sapere tutto di Gesù, Filippo è stato usato da Dio per portare la buona novella a Natanaele. Se hai appena incontrato il Salvatore, non intimidirti credendo di poter parlare su di lui soltanto dopo aver conosciuto molto bene la Bibbia. I sacerdoti studiavano le Scritture ogni giorno e si vantavano di conoscerle, eppure hanno crocifisso il Messia.

Se sei orgoglioso del tuo bagaglio biblico e disprezzi il nuovo convertito che parla di Gesù in modo zoppicante e poco ortodosso, fa’ attenzione, poiché “la conoscenza gonfia” (I Corinzi 8:1). Si dovrebbe invece aiutare costui a comprendere meglio le Scritture, come hanno fatto Priscilla e Aquila nel libro degli Atti degli Apostoli con l’eloquente Apollo (Atti 18:26), un giovane fervente di spirito ma con poca conoscenza di Gesù. Non si dovrebbe demotivare qualsiasi nuovo convertito perché c’è già qualcuno che lo fa di continuo: Satana.

E, appunto, il problema di Natanaele è proprio quello di saperne più di Filippo, il che lo fa agire con disprezzo e con sdegno. Natanaele sapeva che il Messia dovrebbe venire da Betlemme. “Può forse venire qualcosa di buono da Nazaret?” (Giovanni 1:46), ironizza, mettendo in imbarazzo Filippo. L’ironia e il sarcasmo sono atteggiamenti di persone che si considerano superiori. Valendosi della sua conoscenza delle Scritture per ridicolizzare il messaggio portato da Filippo, Natanaele sta, per così dire, cuocendo “il capretto nel latte di sua madre” (Esodo 34:26). Questa espressione dell’Antico Testamento indicava che ciò che Dio aveva creato per nutrire i piccoli non dovrebbe mai essere utilizzato per ucciderli.

Filippo fa bene a non discutere, e semplicemente lo invita: “Vieni a vedere.”. È questa la strada da seguire. “Gustate e vedete quanto l’Eterno è buono! Beato l’uomo che confida in lui.”, ci dice il Salmo 34:8. E tu, prova a credere in Gesù. Sì, Natanaele accetta l’invito ed è portato da Gesù, che gli rivela i dettagli del suo carattere e gli dice di averlo visto prima, seduto sotto il fico. Il Signore sa chi siamo e dove siamo, e questo lo impressiona, cominciando subito a chiamare Gesù Maestro, Figlio di Dio e Re d’Israele.

Tuttavia non illuderti, pensando che un incontro personale con Gesù sia la fine della storia. È soltanto l’inizio. “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, tu credi?”, gli domanda. Gesù garantisce a Natanaele che avrebbe visto cose maggiori di queste, come “il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figliuol dell’uomo.” (Giovanni 1:50-51). Il cielo aperto è la visione riservata a tutti coloro che credono in Gesù, e sarà anche la tua aspettativa se crederai in lui. L’incredulo, però, quando lascerà questa vita, avrà solo una fossa aperta e il pozzo dell’abisso dinanzi a sé. Nei prossimi 3 minuti, in una festa, cominciano i miracoli di Gesù.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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