"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#136 - La festa di nozze - Giovanni 2:1-11

Se gli uomini volessero inventare una storia per raccontare che Dio è venuto al mondo in forma umana, sceglierebbero sicuramente un miracolo straordinario per inaugurare la sua carriera qui. Sarebbe qualcosa come, ad esempio, guarire un’intera città da un’epidemia, o distruggere l’esercito nemico con un fulmine, o addirittura mettersi a volare davanti a tutti.

Questo vangelo, però, ci sorprende per il modo in cui presenta l’inizio del ministero dei segni e dei miracoli di Gesù. Chi oserebbe mai immaginare che Dio, nel farsi uomo, avrebbe cominciato il suo percorso di segni e miracoli risolvendo un problema del catering a una festa di matrimonio? Infatti, il capitolo due del Vangelo di Giovanni ci dice che è stato esattamente questo il primo miracolo di Gesù.

Lui non lo inizia guarendo i malati, dando da mangiare agli affamati o scacciando i demoni, anche se poi farà tutto ciò in altre occasioni. Gesù avvia il suo ministero in una festa di nozze trasformando l’acqua in vino. Che cosa intende dirci Dio con tale gesto? Eh, molte cose.

Innanzitutto che il suo ministero è diverso da quello di Mosè, attraverso il quale Dio aveva dato la Legge agli ebrei. Mosè ha trasformato l’acqua in sangue e morte, ma qui Gesù trasforma l’acqua in vino. Il Salmo 104:14-15 afferma che Dio è chi “fa germogliar l’erba per il bestiame e le piante per il servizio dell’uomo, facendo uscir dalla terra il nutrimento, e il vino che rallegra il cuor dell’uomo, e l’olio che gli fa risplender la faccia, e il pane che sostenta il cuore dei mortali.” Sì, il vino è un simbolo di allegria.

Il ministero di Gesù comincia in una festa gioiosa, perché sarà precisamente così anche il suo completamento in cielo. Sai cosa succede nel capitolo 19 dell’Apocalisse, quando i salvati da Gesù lo incontrano? Esatto, una festa di nozze! Ecco cosa c’è scritto: “Rallegriamoci e giubiliamo e diamo a lui la gloria, poiché son giunte le nozze dell’Agnello, e la sua sposa s’è preparata; e le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro” (Apocalisse 19:7-8). In Apocalisse la sposa è la Chiesa, cioè l’insieme di tutti quelli che sono stati salvati da Gesù fin dalla discesa dello Spirito Santo, registrata nel capitolo due degli Atti degli Apostoli.

Tutto inizia e termina con una festa di matrimonio. E questa, del Vangelo di Giovanni, non è ancora la festa di nozze di Gesù, per questo dice a sua madre che la sua ora non era ancora venuta. Eppure considera quest’evento così importante da compiere lì il suo primo miracolo: trasforma l’acqua in vino, simbolo dell’allegria dell’uomo. Quando il maestro di tavola assaggia l’acqua che era diventata vino, chiama subito lo sposo e si congratula con lui per aver lasciato per ultimo il vino migliore. È vero, avrebbero potuto informare il maestro di tavola di aver complimentato lo sposo sbagliato ed anche che, riguardo alla qualità del vino, lui non aveva ancora visto niente!

Nei prossimi 3 minuti ci aspettano altre lezioni sul primo miracolo di Gesù.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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