"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#131 - Grazia e verità - Giovanni 1:17-18

Quando Dio si è manifestato a Mosè sul monte Sinai per consegnargli la Legge, i Dieci Comandamenti, lo scenario era terrificante. L’intera montagna era fumante e tremava forte; tutti udivano i tuoni e vedevano i lampi che squarciavano il cielo (Esodo 19:18 e 20:18). Chiunque avesse solo osato toccare il monte sarebbe immediatamente messo a morte. Nel frattempo, Dio scriveva la sua Legge su delle tavole dure, letteralmente di pietra.

Forse un’immagine di un Dio così severo non ti piacerà affatto, e forse crederai che Dio debba essere tutto amore. La legge di Dio, però, che richiedeva rigorosamente una vita corretta, rivelava la giustizia di un Dio santo, il quale non può tollerare il peccato. E se non ti piace l’idea di un Dio talmente irato, come ti sentiresti tu, ad esempio, se per caso un pedofilo molestasse tua figlia di tre anni? Se tu, che sei peccatore e imperfetto, sicuramente ne saresti indignato, perché pensi che un Dio santo, giusto e perfetto non possa provare lo stesso?

I comandamenti della Legge di Dio rivelavano la giustizia di Dio, ma non davano all’uomo il potere di vivere conforme a tali precetti. La Legge aveva soltanto il potere di condannare. Avere di fronte a sé la Legge è come trovarsi dentro a un enorme camion bloccato in una strada molto stretta, essendo tu il conducente e potendo solo star lì fermo a guardare il cartello davanti a te, indicandoti che sei contromano. Oltre a sapere che sei un trasgressore della legge e che non hai il potere di manovrare il tuo camion, non potrai fare nient’altro.

Nell’Antico Testamento Dio si è rivelato in giustizia. In Cristo Dio si è rivelato in grazia. Contrariamente a quello che succedeva a chi toccasse il fumante monte Sinai, qualsiasi persona poteva toccare Gesù senza essere consumato. Vedrai sempre un contrasto tra il modo in cui Dio tratta l’uomo secondo la Legge dell’Antico Testamento e secondo la grazia rivelata in Gesù. La Legge condanna; la grazia perdona. La Legge esige che l’uomo sia giusto; la grazia giustifica l’uomo. La Legge richiede buone opere; la grazia richiede fede. La Legge benedice i buoni; la grazia salva gli empi. La Legge si aspetta che tu riceva delle benedizioni tramite il merito; la grazia è un favore immeritato. Non per niente l’Antico Testamento termina con la parola “maledizione”, e il Nuovo Testamento con la parola “grazia”.

Tuttavia la grazia ci è stata data solo perché Gesù, l’unico perfetto al 100% conforme alla Legge, ha voluto ricevere in se stesso la condanna che la Legge esigeva da chi la trasgredisse: la morte. Nel morire sulla croce come sostituto del peccatore, ricevendo il giudizio di Dio, Gesù ha compiuto la sentenza che era stata determinata per il peccatore. Chi crede in Cristo è già stato condannato per procura. Ora sì, la grazia può manifestarsi senza calpestare la giustizia. E non è stata solo la grazia che si è manifestata in Gesù, ma anche la verità; essa non solo si trovava in lui, ma lui stesso è la verità. Quindi, non troverai mai la verità se non avrai un incontro con Gesù.

Credendo in Gesù sei perdonato di tutti i tuoi peccati e giustificato, cioè considerato giusto agli occhi di Dio. “Va bene, puoi andare”, è quello che ti dice il perdono di Dio. “Va bene, puoi venire”, è quello che ti dice la giustificazione di Dio. Quando il giudice ti apre la porta della cella per liberarti, hai il perdono. Quando ricevi un attestato d’idoneità e di virtù, hai la giustificazione. Tutto ciò si riassume in una parola: salvezza. Nei prossimi 3 minuti conoscerai l’Agnello che toglie il peccato del mondo.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

Popular Posts