"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#082 - Il fico - Matteo 21:18-20

Dopo aver lasciato Betania, dove aveva dormito, essendo rimasto deluso da ciò che aveva visto nel Tempio di Gerusalemme, Gesù ha avuto fame. Trova un albero di fico sulla sua strada, ma non ci sono frutti su di esso, soltanto foglie. “Mai più in eterno non nasca frutto da te”, ordina lui, e subito il fico si secca. Questo è l’unico miracolo di Gesù fatto alla rovescia, ossia l’unico in cui lui maledice e uccide, invece di benedire e d’impartire vita.

L’albero di fico è il simbolo della nazione di Israele. Se mettiamo insieme questo fatto con quel che abbiamo appena visto nel Tempio, è facile accorgersi che Dio abomina il popolo che professa il suo nome a parole, come un pretesto per raggiungere i propri obiettivi. L’accoglienza calorosa che Gesù aveva ricevuto a Gerusalemme altro non era stata che un’infinità di foglie di una professione di fede esteriore, ma senza frutti come questo fico.

Di fronte allo stupore dei discepoli, Gesù gli dice che se avranno fede e se non dubiteranno, potranno ordinare a un monte di gettarsi nel mare e ciò sarebbe successo, e che tutto quanto avrebbero chiesto, credendoci, l’avrebbero ottenuto. Prima, però, che tu adesso provi a spostare una montagna affinché il tuo appartamento abbia vista mare, lascia che ti spieghi una cosa.

Non devi mai leggere la Bibbia come se tu fossi quel pappagallo del suonatore d’organetto, uno di quelli che estrae il biglietto della fortuna con il becco. La Bibbia non è fatta da versetti disgiunti, come quel gioco di conchiglie che scuoti e lanci per vedere cosa potrà succederti. Cioè, non è un libro di divinazioni. Per capirla è necessario tener conto del testo e del contesto nella sua totalità.

Altri passi della Bibbia ci mostrano che la preghiera, perché sia esaudita, deve essere conforme alla volontà del Padre. E per conoscere la volontà del Padre è necessario camminare in comunione con lui; quando ciò accade, saprai cosa conviene o non conviene domandargli, poiché sarai in sintonia con i pensieri di Dio. Allora sì, qualunque cosa gli chiederai, lui la farà, giacché sarà esattamente quello che comunque gli piacerebbe davvero fare.

Nella Bibbia ci sono diversi casi di preghiere non esaudite, il che ci dimostra che Dio non è al nostro servizio. Paolo ha pregato tre volte per essere liberato da qualcosa che lo affliggeva e Dio gli ha detto di no (II Corinzi 12:7-8). Lo stesso apostolo suggerirà a Timoteo di non continuare a bere solo acqua ma anche un po’ di vino, a causa della sua infermità allo stomaco, invece di pregare per una sua guarigione magica (I Timoteo 5:23). In uno dei suoi viaggi, Paolo è costretto a lasciare il suo compagno Trofimo a Mileto perché era malato (II Timoteo 4:20).

Il Dio della Bibbia non è per niente simile a quel dio che viene venduto dai predicatori della prosperità, che gli ordinano di obbedire loro, come se il Creatore dell’Universo fosse a disposizione dell’uomo. Questi predicatori, che cercano di manipolare Dio a loro piacimento, non hanno idea chi sia colui che stanno tentando di manipolare. Sono uguali ai leader religiosi dei prossimi 3 minuti, che non riconoscono l’autorità di Gesù.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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