"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#083- L’autorità di Gesù - Matteo 21:23-27

Nel capitolo 21 di Matteo vediamo che Gesù ritorna ancora al Tempio, ma adesso per insegnare. I leader religiosi cominciano subito a chiedergli soddisfazione delle cose che aveva appena fatto lì. Avevano già messo in dubbio i suoi miracoli e i suoi insegnamenti. Ora cercano di mettere in discussione la sua autorità. Da chi lui aveva ricevuto l’ordine di cacciare fuori dal Tempio i mercanti?

Nella nostra società ci sono molte autorità ed esiste una gerarchia. Quando credi, per esempio, che un tribunale sia stato ingiusto nel giudicare una questione, puoi presentare un ricorso a un tribunale superiore. E se, alla fine, si arriverà fino alla Corte Suprema di Cassazione, ma anche così non ti sembrerà giusta la sua sentenza, non ci sarà più niente da fare. Potrai solo fare appello a Dio, che è al di sopra di ogni autorità. Che dire, però, quando si tratta di giudicare l’autorità di Dio?

Beh, allora dovrai dimostrare la tua capacità di farlo, il che è totalmente impossibile. Quei leader religiosi hanno avuto la petulanza di interrogarlo, dubitando dell’autorità del Creatore, di colui che è più grande del Tempio stesso, e da cui lui ha espulso i mercanti. Qui non si tratta del fatto che Gesù possa provare la sua autorità o meno, ma si tratta di provare se loro erano in grado di giudicare o no.

Per questa ragione Gesù chiede loro se il battesimo di Giovanni Battista veniva “dal cielo o dagli uomini” (Matteo 21:25). E i leader religiosi cominciano a ragionare fra loro. Se rispondono che veniva “dal cielo”, sicuramente Gesù gli avrebbe domandato perché allora non gli avevano creduto. Se rispondono che veniva “dagli uomini”, temono che ci sia una ribellione del popolo, che considerava Giovanni Battista un profeta. Così, per questo, dicono semplicemente: “Non lo sappiamo” (Matteo 21:27).

Con questa risposta dimostrano la loro incapacità di giudicare e perciò Gesù non è tenuto a dare nessuna spiegazione. Peggio di quelli che ignorano le cose di Dio, sono quelli che si considerano autorevoli, che pretendono di essere maestri degli ignoranti e guide dei ciechi, ma non sono altro che dei presuntuosi, perduti nelle loro arroganze.

L’altro giorno ho visto un libro in una libreria che si proponeva di indicare gli errori della Bibbia. Sulla copertina c’erano le parole: “Scritto dal più grande esperto di Bibbia del mondo”. Pura sciocchezza. Se l’autore ne fosse davvero il maggiore specialista, nessuno avrebbe potuto dire questo su di lui, perché chiunque l’avrebbe fatto, sarebbe di conseguenza più grande dell’autore. La valutazione o il giudizio di un’autorità termina quando si tocca il vertice, ossia quando si raggiunge colui che non può più essere valutato, colui che non può essere giudicato: Dio.

Per giudicare Gesù, si dovrà essere superiori a lui. Tu lo sei? Allora sarebbe meglio sottometterti, credere e obbedire al Salvatore e Signore di tutte le cose. Che ne dici di smetterla di giudicare Dio, e cominciare a riposare nella certezza della sua giustizia e della sua perfezione? A volte sono le nostre imperfezioni che ci fanno pensare diversamente. Nei prossimi 3 minuti Gesù ci mostrerà l’inutilità della mera apparenza religiosa.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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