"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#085 - La pietra d’inciampo - Matteo 21:33-46

Gesù conclude il capitolo 21 del Vangelo di Matteo con un’altra parabola indirizzata ai religiosi. Hai già notato che i suoi rimproveri sono sempre contro i religiosi? Ora gli parlerà di un proprietario terriero che ha piantato un vigneto, ha apportato delle migliorie, e poi ha affittato questo luogo ad alcuni contadini prima di andarsene in viaggio.

Alla stagione del raccolto manda alcuni dei suoi servitori per ricevere la sua parte, però uno di loro viene picchiato, un altro ucciso e un terzo lapidato. Così, ne invia degli altri, e in maggior numero, ma tutti ricevono lo stesso trattamento. Allora il proprietario terriero decide di mandare suo figlio, credendo che l’avrebbero rispettato. Quando i lavoratori vedono il figlio, dicono tra di loro: “Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità.” (Matteo 21:38).

Gesù domanda ai religiosi del Tempio cosa, secondo loro, dovrebbe fare ora il padrone, e la loro sentenza è chiara: “Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo.” (Matteo 21:41). Quei religiosi avevano appena condannato se stessi.

Dio ha preparato una vigna, Israele, e l’ha consegnata nelle mani degli israeliti. Ma questo popolo, guidato dai suoi religiosi, ha deciso di fare le cose a modo suo, respingendo gli avvertimenti che Dio gli inviava tramite i suoi profeti, i quali erano perseguitati e uccisi.

Finalmente Dio ha mandato suo Figlio. I religiosi sapevano che lui era l’erede, però non volevano ammetterlo pubblicamente. Preferivano ucciderlo piuttosto che rinunciare al potere che esercitavano sul popolo. Rigettando la pietra che Dio aveva scelto per essere la principale nella costruzione del suo regno, loro non solo avrebbero perso la vigna che gli era stata affidata, ma Gesù, la pietra angolare che gli edificatori hanno riprovato, sarebbe diventato per loro “una roccia d’inciampo” (Romani 9:33).

Gesù avverte i religiosi che “chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed ella stritolerà colui sul quale cadrà.” (Matteo 21:44). Si può notare che Gesù ci parla della stessa pietra come se essa fosse per terra, su cui le persone cadono e sono così stritolate, e poi come se essa stessa scendesse dall’alto, piombando su chi la respinge. Mentre Gesù è annunciato in questo mondo, lui è causa d’inciampo per quelli che non credono, o per chi cerca di manipolarlo. Presto, però, lui scenderà dal cielo per giudicare queste persone.

Anche tu inciampi in Gesù? La semplice menzione del suo nome ti dà fastidio? Mentre sei qui, lui può essere la tua roccia di rifugio, dove sarai al riparo dalla tempesta. E può pure essere la roccia su cui decidi di edificare la tua vita. Gesù, invece, potrebbe essere un intoppo per te, se ti rifiuterai di credere in lui. Perché non smetti di inciampare e non accetti, proprio adesso, l’amorevole invito di Dio per la festa dei prossimi 3 minuti?

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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