"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#090 - Il gran comandamento - Matteo 22:34-38

Alla fine del capitolo 22 di Matteo i farisei cercano nuovamente di mettere Gesù alla prova. Ora è il turno di un teologo di quell’epoca, che gli domanda: “Maestro, qual è, nella legge, il gran comandamento?” (Matteo 22:36).

E Gesù gli risponde: “Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua.” (Matteo 22:37). Nel Vangelo di Marco viene anche aggiunto “e con tutta la forza tua.” (Marco 12:30). Tutto ciò è incluso nella totalità del nostro essere: emozione, entusiasmo, intelletto e vigore. Se questo è il gran comandamento, il gran peccato sarà amare in questo stesso modo qualsiasi altra cosa.

L’uomo moderno, mentre guarda Discovery Channel, crede di essere molto più evoluto delle persone mostrate in questi documentari, le quali adorano pietre, mucche o qualche decrepito guru. Il problema è che puoi essere un idolatra anche in giacca e cravatta, e con un dottorato post laurea nel tuo curriculum. Basterà fidarsi di qualsiasi altra cosa tranne che di Dio.

Ti senti al sicuro solo con le tasche piene? Il denaro è il tuo dio. Hai perso la voglia di vivere perché sei stato scaricato dalla tua ragazza? Brucia dell’incenso sul suo altare. È in palestra, o seguendo una dieta, che hai la tua garanzia di vita eterna? Canta lodi alla bilancia. Ciò che ami di più, ciò di cui ti fidi di più, ciò su cui scommetti tutto, questo è il tuo idolo, a cui attribuisci il merito di averti dato sicurezza, felicità e benessere.

Idolatria è l’essere controllato da qualsiasi altra cosa ma non da Dio. Scegliamo i nostri idoli e non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo dominati da loro. Tutte le cose che possono essere considerate la ragione del nostro vivere, dalle quali dipendiamo e di cui ci fidiamo, saranno il nostro pantheon, il nostro Olimpo, l’altare dei nostri sacrifici.

La nostra cattiva condotta ci può anche rivelare chi ha in mano il controllo. Quando commetti un peccato come, ad esempio, mentire, ti affidi ai tuoi propri istinti, schemi e ragionamenti, invece di fidarti di Dio. O quando ti lasci andare alle tentazioni, idem, perché fai a meno di Dio e consegni loro il comando.

Forse oggigiorno non c’è culto più frequentato dall’uomo moderno che quello della sua volontà propria. Viviamo prostrati davanti all’altare dei nostri capricci, cantando il mantra: “Mi merito di essere felice”. Questo ci rende indulgenti verso le nostre manie e simili ad aborigeni che porgono le loro offerte a un ippopotamo male abituato.

Lo spiritualismo moderno ci porta a credere che la soluzione a tutto, inclusa la nostra salvezza eterna, sia in noi. Così, pensiamo che siamo buoni per natura, o che i nostri possibili difetti e peccati possano essere sanati con una bella dose di buone azioni e spiritualità.

Quando la pensiamo così, voltiamo le spalle a Dio, a colui che vuole avere il controllo al 100% della nostra vita e della nostra volontà, per poter risolvere il 100% dei nostri problemi, a cominciare dal primo: la purificazione dei nostri peccati fatta 2000 anni fa sulla croce. Nei prossimi 3 minuti Gesù ci parlerà del secondo gran comandamento.



Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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