"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#098 - La tribolazione - Matteo 24:4-14

Nel capitolo 24 di Matteo Gesù spiega ai giudei fedeli come saranno i sette anni di tribolazione che precederanno la sua venuta per regnare in questo mondo. Il “principio di dolori”, cioè la prima metà dei sette anni, sarà caratterizzato da molti che affermeranno di essere il Cristo, il Messia atteso, ingannando così molte persone. Gesù parla di guerre, di carestie e di terremoti come essendo le caratteristiche di questo periodo.

Guerre, carestie e catastrofi naturali si sono sempre verificate sulla terra, ma qui Gesù descrive queste cose a un livello mai visto prima. Poi gli parla dei suoi discepoli, i quali saranno perseguitati, uccisi e odiati da tutti. Sebbene sappiamo che questo succede anche nella storia della Chiesa, qua lui si riferisce a ciò che accadrà a quelli che si convertiranno durante i sette anni di tribolazione che devono ancora venire, principalmente fra i giudei.

In seguito appare una frase spesso mal interpretata da molti cristiani: “Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.” (Matteo 24:13). Considerandosi che Gesù si sta rivolgendo ai giudei, e nel contesto del giudaismo, poniti la seguente domanda: Cosa intenderebbe un discepolo giudeo per “essere salvato”? Sicuramente non quello che intendiamo noi cristiani, vivendo oggi nel contesto religioso e culturale del cristianesimo, la cui speranza è celeste. La speranza del giudeo nell’Antico Testamento era terrena.

L’idea di andare in cielo era estranea a un giudeo. Le sue speranze erano l’instaurazione del Regno del Messia su questa terra, la liberazione dai suoi nemici e la sua prosperità materiale. Di fronte allo scenario che Gesù stava descrivendo, l’essere salvato, per un giudeo, significava uscirne vivo da quella situazione e poter partecipare al Regno. Pertanto, lui sta parlando di una salvezza del corpo, di qualcuno che è sfuggito alla morte fisica. La perseveranza qui significa essere sani e salvi all’arrivo del Re Gesù e del suo Regno. Però, prima che ciò accada, Gesù avverte che il vangelo del Regno dovrà essere predicato in tutto il mondo.

Il “vangelo del Regno” (Matteo 24:14) non è quello che è predicato oggi; era quello che Giovanni Battista predicava, e sarà predicato di nuovo dopo il rapimento della Chiesa. Giovanni Battista annunciava che il Messia e Re era già arrivato, dicendo loro qualcosa del tipo “Ravvedetevi, poiché il Regno dei cieli è vicino.” (Matteo 3:2). Se i giudei non avessero rigettato il loro Messia la prima volta, il Regno sarebbe stato stabilito in questo mondo. Oggi capiamo che questo rifiuto è stato usato da Dio per formare la Chiesa, un popolo con privilegi ancor più grandi di quelli dati a Israele.

Il vangelo che è predicato oggi, durante il periodo della Chiesa, è diverso dal vangelo del Regno. Il cristiano non sta aspettando un Re. Anzi, non troverai da nessuna parte nelle lettere degli apostoli che Gesù sia il Re dei cristiani. Ai giudei, però, è stato promesso che regnerebbero sulla terra con Gesù, il Re atteso da Israele. Il vangelo predicato oggi è il vangelo della grazia di Dio, e non ha ancora raggiunto il mondo intero, come succederà al vangelo del Regno. Il messaggio non è più “Ravvedetevi, poiché il Regno dei cieli è vicino”, ma “Credi nel Signor Gesù e sarai salvato” (Atti 16:31). Hai già creduto in lui? Penso proprio che dovresti credergli per non essere lasciato indietro. Nei prossimi 3 minuti vedremo quanto c’è di giudaico nelle profezie del nostro capitolo. 

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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