"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#096 - La profezia - Matteo 24:1-3

I capitoli 24 e 25 del Vangelo di Matteo sono profetici. Ciò significa che non avranno molto senso per te, se prima non avrai creduto in Gesù come il tuo Salvatore. La profezia biblica non è stata data per soddisfare la curiosità umana e, sebbene ci parli degli eventi in questo mondo, il suo tema principale è Gesù. In Apocalisse 19:10 c’è scritto: “La testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia.”.

Matteo 24 inizia con Gesù che esce dal Tempio di Gerusalemme per l’ultima volta. Non avrebbe mai più messo piede lì. Mentre i discepoli cercano di attirare la sua attenzione sulla bellezza della sua costruzione, Gesù mette in chiaro le cose, dicendogli: “Non sarà lasciata qui pietra sopra pietra che non sia diroccata.” (Matteo 24:2). Per capire meglio questo capitolo è necessario tener presente che Gesù sta parlando ai suoi discepoli che sono giudei, che vivono sotto la Legge data tramite Mosè e che stanno ragionando all’interno del contesto culturale e religioso di Israele, non della Chiesa, la quale verrebbe a esistere solo più tardi.

Perciò, quando vogliono sapere, in Matteo 24:3, “quando avverranno queste cose”, si riferiscono alla distruzione del Tempio, e quando gli chiedono “quale sarà il segno della tua venuta”, stanno parlando dell’avvento di Gesù come il Messia, per stabilire il suo regno in Israele. E la domanda sulla “fine dell’età presente” non riguarda la “fine del mondo”, ma la fine di un’era, la fine di quello stato di cose che precedevano l’instaurazione del regno.

Storicamente la Chiesa è una sorta di parentesi profetica che si è aperta con il momentaneo rifiuto di Israele e, per questo, la profezia biblica deve essere vista come una linea continua del tempo che subisce un’interruzione, la quale già dura da duemila anni, per poi essere ripresa 7 anni prima della venuta di Gesù per regnare su Israele. Questo capitolo ci parla di questi 7 anni e i discepoli qui, essendo giudei, sono trattati come se loro stessi partecipassero a questo periodo che, per noi, è ancora futuro.

Nel capitolo 9 del libro del profeta Daniele impariamo che, dopo la morte del Messia, ci sarebbe stato un periodo di 7 anni, nel mezzo del quale l’anticristo avrebbe agito. La prima metà di questi 7 anni, chiamata Tribolazione, è presentata in questo capitolo come il “principio di dolori” (Matteo 24:8). La seconda metà, chiamata Gran Tribolazione, è un periodo di sofferenze mai visto prima.

Gesù non risponde direttamente alla prima domanda, quella su quando il Tempio sarebbe stato distrutto, ma sappiamo che nell’anno 70 l’esercito romano ha incendiato il Tempio, che era costruito di pietre e ricoperto di legno e oro lamellare. Con il calore intenso del fuoco l’oro si è sciolto, colando giù e riempiendo le fessure tra le pietre dei muri, e non lasciando altra scelta agli invasori se non quella di smantellare il Tempio, pietra dopo pietra, per poter raschiare tutto l’oro. Questa profezia si è già adempiuta, e non è stata lasciata pietra sopra pietra.

Ora punta il tuo telescopio verso un tempo ancora futuro, quando i giudei torneranno al palcoscenico dell’attenzione di Dio e l’orologio profetico ricomincerà a battere dopo l’intervallo che è il tempo attuale della Chiesa, la quale non è trattata direttamente nella profezia. È di questo che parlerò nei prossimi 3 minuti.
Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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