"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#058 - La moltiplicazione del pane - Matteo 14:12:21

Nel capitolo 14 del Vangelo di Matteo i discepoli di Giovanni Battista sono rattristati dalla sua morte e lo vanno a raccontare a Gesù. Questa è la cosa migliore che possiamo fare quando siamo tristi. C’è chi dice che Dio non esista o che non si preoccupi di noi, altrimenti non ci sarebbe tanta sofferenza. Gesù è Dio, e se Dio non se ne importasse, non sarebbe venuto qua per imparare che cos’è il soffrire.

Gesù si reca in un luogo deserto e la folla lo segue. I discepoli si rendono conto che ormai è tardi, e che lì non c’è modo di sfamare così tante persone. Allora suggeriscono a Gesù di mandarle via subito; lui, invece, ordina alla gente di restare, perché sarebbe stata alimentata dai discepoli. Tutto quello che i discepoli hanno ora, per sfamare la folla, sono cinque pani, due pesci e... Gesù!

Loro possono contare su chi ha nutrito per 40 anni gli israeliti nel deserto guidati da Mosè. C’erano allora 600 mila uomini, a parte le donne e i bambini. Ora ci sono soltanto 5 mila uomini, e in tutto circa 10 o 15 mila persone contandosi anche le donne e i bambini.

Dopo aver reso grazie, Gesù comincia a distribuire i pani e i pesci ai discepoli che li spartiscono con le persone. Alla fine ne sovrabbondano dodici ceste piene di pezzi avanzati, e anche la certezza che a Dio sta a cuore ogni nostra necessità. Sempre.

Nell’epistola ai Romani c’è una domanda senza risposta: “Colui che non ha risparmiato il suo proprio Figliuolo, ma l’ha dato per tutti noi, come non ci donerà egli anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:32). Sicuramente lo farà, ma a modo suo.

In questo episodio Gesù soddisfa una loro necessità momentanea. E la folla non se ne va via portandosi una cesta di alimenti o dei buoni pasto per il resto del mese. Dio si prende cura di noi secondo i nostri bisogni, affinché la vita del cristiano in questo mondo sia “da fede a fede” (Romani 1:17), un passo dopo l’altro.

Anche il suo tempo è diverso dal nostro. In un altro episodio Gesù, mentre camminava, si è fermato per parlare con una donna malata ormai da dodici anni. Sì, si è fermato invece di correre per salvare una bambina dodicenne che stava per morire (Marco 5:22-36). Un medico avrebbe subito lasciato la donna per ultimo, dando priorità alla ragazzina. Per Gesù, però, il poter guarire la bambina prima o il poter risuscitarla dopo, sarebbe lo stesso.

Nell’agenda di Gesù le priorità sono eterne. E nella tua agenda eterna, è Gesù la tua priorità? In caso contrario, cancella immediatamente tutti i tuoi impegni e scrivici sopra ciò che la Bibbia ti suggerisce: “Eccolo ora il tempo accettevole; eccolo ora il giorno della salvezza!” (II Corinzi 6:2).

Sai già a chi rivolgerti nei momenti di tristezza e di necessità. Nei prossimi 3 minuti imparerai cosa dovrai fare quando arriverà la tempesta.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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