"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#070 - La pecora smarrita - Matteo 18:11-14

Nella Bibbia anche pochi versetti possono rivelarci grandi storie. È quello che succede con l’esempio della pecora smarrita. Gesù inizia dicendoci che “il Figliuol dell’uomo è venuto a salvare ciò che era perito” (Matteo 18:11). C’è davvero molto in questa frase.

Se, da un lato, il titolo “Figliuol di Dio” ci mostra la sua natura divina, dall’altro il titolo “Figliuol dell’uomo” ci rivela che lui possiede la natura umana, ma senza peccato. Solo qualcuno che fosse veramente umano potrebbe capirci, potrebbe passare quello che noi passiamo, e potrebbe morire al nostro posto.

Siccome tutti noi siamo peccatori, Dio non ha trovato nemmeno un essere umano che potesse fare la parte dell’agnello sacrificale senza difetto, il quale doveva morire al posto del peccatore, così come succedeva, in figura, nei sacrifici dell’Antico Testamento. Ecco, allora, dove entra Gesù, nato per virtù dello Spirito Santo da una donna vergine, quindi umano e divino, ma senza la natura peccaminosa che noi abbiamo ereditato.

Lui non aveva nessun peccato, non ha mai peccato e non avrebbe neanche potuto peccare mai perché gli mancava, per l’appunto, questo principio attivo che è il peccato che abita in noi. Eppure, sulla croce, è stato fatto peccato al nostro posto e ha anche ricevuto su di sé i peccati di quelli che credono in lui, essendo castigato come un sostituto.

Te ne sei accorto che io prima ho parlato del “peccato”, al singolare, e poi dei “peccati”, al plurale? Questo è un argomento che l’apostolo Paolo ci spiega bene nella sua Epistola ai Romani. Sarebbe pressappoco così: un albero di limone produce limoni perché ha la natura di un albero di limone. È impossibile che produca naturalmente altri frutti. Anche quando sarà ancora piccolo, basterà annusare una delle sue foglie per sapere che è un albero di limone.

Siamo così, nati con il “peccato”, al singolare, in noi. Ed è chiamato anche, nella Bibbia, come la vecchia natura, o il vecchio uomo, o la carne. Un neonato è un peccatore, non perché abbia già commesso qualche peccato, ma perché ha in se stesso questo principio attivo. Sarà solo una questione di tempo finché lui cominci a produrre i suoi “limoni”, i “peccati”, al plurale. Quando nasci di nuovo, ricevi una nuova natura da Dio, perfetta, e quando credi in Gesù i tuoi peccati sono tutti perdonati.

Affinché questo succeda, però, dovrai riconoscerti nella pecora smarrita. Il pastore ha cento pecore, ma se soltanto una di queste si smarrisce, lui è disposto a fare tutto ciò che sarà necessario per andare a cercarla. Ricordati che il pastore è il proprietario delle pecore e si prende cura di loro. E, in questo caso, ricordati che il Pastore è già stato una pecora. Il profeta Isaia ci dice che Gesù è stato portato come una pecora muta allo scannatoio (Isaia: 53:7; Atti 8:32). Per te è giunto il momento di lasciarti trovare da Gesù, il buon Pastore. Ci vediamo nei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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