"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#067 - La trasfigurazione - Matteo 17:1-13

La Bibbia, nei testi originali, non era divisa in capitoli e in versetti. Questo è stato fatto dopo, rispettivamente negli anni 1227 e 1551. Quindi, l’ultimo versetto del capitolo 16 del Vangelo di Matteo fa parte della narrazione del capitolo 17.

In quel versetto Gesù assicura i discepoli che alcuni di loro avrebbero provato la morte solo dopo averlo visto nel suo regno. Pietro, Giacomo e Giovanni saranno questi privilegiati: sono condotti sopra un alto monte, e Gesù è trasfigurato davanti a loro. La parola, nell’originale, è metamorfosi.

Lì Pietro, Giacomo e Giovanni vedono come Gesù sarà visto quando verrà in gloria, con la sua faccia risplendente come il sole e i suoi vestiti candidi come la luce. Mosè ed Elia appaiono dinanzi a lui, e i tre conversano sulla morte di Gesù che stava per accadere.

La presenza di Mosè ed Elia prova che coloro che lasciano questo mondo non stanno dormendo, ma continuano ancora vivi e coscienti, oltre a preservare la loro identità individuale. Mosè era morto molti secoli prima, ed Elia era stato rapito in cielo dall’Eterno, senza sperimentare la morte.

Nell’Antico Testamento Mosè è stato impedito di entrare nella terra promessa a causa di una sua disobbedienza a Dio. Gli è stato solo permesso di guardare da lontano la terra dove tanto desiderava entrare. Ora qui lui appare proprio in questa stessa terra promessa in cui prima non era potuto entrare. Dio ha il suo tempo per ogni cosa, anche perché la sua “agenda” non si limita ai pochi anni della nostra vita qua. L’incredulo vive nella disperazione di dover realizzare i suoi piani nel breve spazio di una vita. Il credente in Gesù non ha bisogno di avere tutta questa fretta. La sua prospettiva di vita è eterna.

Immediatamente Pietro si offre di fare tre tende, una per Gesù, un’altra per Mosè e un’altra ancora per Elia, mettendoli, tutti e tre, allo stesso livello. Ma subito una nuvola luminosa li copre e ne esce una voce che dice loro: “Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto; ascoltatelo.” (Matteo 17:5).

I discepoli, dopo aver udito tutto ciò, cadono con la faccia a terra e, quando alzano gli occhi, vedono solo Gesù. Mosè ed Elia erano servi di Dio; Gesù è l’unigenito Figlio di Dio, l’unico uomo generato da Dio. Gesù è allo stesso tempo Dio e Uomo, l’espressa immagine della divinità, l’unico senza né principio, né fine. Sarai tu forse uno di quelli che cerca di mettere Gesù sullo stesso piano dei grandi uomini e filosofi della storia dell’umanità?

Per quanto sia stata gratificante l’esperienza dei discepoli davanti a Gesù trasfigurato, ora devono scendere dal monte e affrontare la vita così com’è, con tristezze, con problemi e malattie. Ed è proprio questo che succede nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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