"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#063 - Farisei e sadducei - Matteo 16:5-12

Gesù arriva dall’altra parte del mar di Galilea, e i suoi discepoli sono preoccupati perché si erano dimenticati di prendere del pane. Gesù li avverte di fare attenzione al lievito dei farisei e dei sadducei, e loro pensano che lui stia parlando del pane.

Allora li rimprovera per la loro mancanza di fede, ricordando loro le due volte in cui aveva moltiplicato il pane. Avevano già visto che con cinque pani erano stati sfamati cinquemila uomini, e che con sette pani erano stati sfamati quattromila uomini, a parte le donne e i bambini. Così, nell’aritmetica di Dio, notiamo che il meno vale di più. Qui però l’argomento non è il lievito del pane, ma l’insegnamento dei farisei e dei sadducei.

I farisei erano estremamente religiosi e legalisti. Nel capitolo 12 del Vangelo di Luca troviamo che il lievito dei farisei è l’ipocrisia. Le persone che colano moscerini, di solito inghiottono cammelli, e vogliono sembrare di essere a digiuno. I farisei erano sepolcri imbiancati, belli fuori ma marci dentro.

I sadducei, a loro volta, erano razionali. Negavano l’esistenza degli angeli e degli spiriti, l’immortalità dell’anima, la risurrezione del corpo e il castigo eterno. Erano gli scettici di quell’epoca, e oggigiorno sarebbero sicuramente i benvenuti nelle università e persino in alcuni corsi di teologia. Tuttavia entrambi erano religiosi e predicavano l’obbedienza ai comandamenti di Dio. Allora, qual è il problema?

Nei vangeli sempre troverai esempi di due persone, o di due cose, o di due situazioni antagoniste rappresentando i salvati e i perduti. Negli esempi e nelle parabole di Gesù, dal punto di vista morale, non è il buono che va in cielo, e non è il cattivo che va all’inferno. È il contrario.

Così, incontriamo, per esempio, il fariseo e il pubblicano: il primo religioso e il secondo corrotto, eppure sarà il secondo a essere giustificato; poi c’è il figlio prodigo e ribelle che è giustificato, mentre suo fratello, che non ha mai lasciato casa sua, che invece non lo è. E abbiamo appena visto l’incredulità dei giudei religiosi, eredi delle promesse di Dio, e la fede della donna cananea, la quale ha accettato di essere paragonata ai cani ed è stata benedetta da Gesù.

Hai già capito qual è il criterio? Gesù è venuto a salvare i peccatori, e non le persone buone. I farisei e i sadducei credevano che potremmo meritarci qualcosa da Dio se agissimo correttamente. Nell’epistola ai Romani, l’apostolo Paolo afferma che Dio giustifica l’empio, non il buono. Quando provi a fare qualcosa per meritarti la salvezza, stai trasformando Dio in un tuo debitore, come se tu dicessi: “Ok, ho fatto la mia parte, ora il Signore faccia la sua”. Se tu conoscessi veramente cosa siamo noi agli occhi di Dio, e chi sia Gesù, non oseresti pensare così. Ma lo scopriremo nei prossimi 3 minuti.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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