"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#074 - Il cammello e l’ago - Matteo 19:23-26

Dopo aver parlato con il giovane milionario del capitolo 19 di Matteo, Gesù spiega che difficilmente un ricco potrà entrare nel regno dei cieli, e continua precisando che “è più facile a un cammello passare per la cruna d’un ago, che ad un ricco entrare nel regno di Dio.” (Matteo 19:24).

Alcuni dicono che qui la parola “cammello” si riferisca proprio all’animale, altri dicono che sia una corda per legare le navi. L’ago, poi, è talvolta interpretato come un ago da cucito, e talvolta come una piccola porta in una muraglia. Qualunque significato abbiano, Gesù rende molto chiaro che sta parlando di qualcosa che è impossibile agli uomini.

Tale affermazione è stata uno shock per i discepoli. Nell’Antico Testamento Dio prometteva di benedire le persone obbedienti con ricchezze e con prosperità, e ora, invece, Gesù dice loro che tutto questo è un ostacolo alla salvezza e alle benedizioni. Come, dunque, può essere così? Semplice. Il ricco tende a fare della ricchezza il suo dio.

Qualsiasi cosa può essere un dio, e l’uomo moderno non è meno idolatra degli antichi, che adoravano idoli di pietra. Se pensi di non poter vivere senza qualcuno, questa persona è il tuo idolo. Se ritieni di non poter essere felice senza quella nuova auto, essa è il tuo idolo “mobile”. Se dipendi dal tuo conto bancario per sentirti sicuro e soddisfatto, il tuo dio è Mammona, il denaro.

Rispondimi sinceramente: non ti senti più fiducioso quando hai dei soldi in tasca? E se riuscirai a essere sempre all’ultima moda, non avrai la sensazione di essere qualcuno? Sì, è proprio così. Nel marketing lo chiamiamo “potere d’acquisto”, e poiché a ogni essere umano piace il potere, è facile accorgersi che quanto più soldi una persona ha, maggiore sarà la sua sensazione di potere, influenza e dominio.

Ma è anche bene capire che nessuna ricchezza ha valore in se stessa. Siamo noi che attribuiamo valore all’argento e all’oro. Alcuni valorizzano tanto la povertà che essa finisce per diventare la loro ricchezza e cominciano a guardare i ricchi con disprezzo. Sicuramente conoscerai qualcuno che crede di essere migliore solo perché è povero. Fa’ attenzione, però: qualsiasi cosa - sia la ricchezza o la povertà, sia la salute o la malattia, sia la forza o la debolezza - che ti dia la sensazione di essere qualcuno, questa cosa sarà il tuo dio.

“Chi dunque può esser salvato?” (Matteo 19:25), gli domandano i discepoli. E Gesù risponde loro: “Agli uomini questo è impossibile; ma a Dio ogni cosa è possibile.” (Matteo 19:26). Questa è l’idea. Non c’è nulla che tu possa avere, essere o fare - ed è ciò che significa “impossibile” - che contribuisca alla tua salvezza. Tutto proviene da Dio affinché la gloria della tua salvezza sia esclusivamente sua. Ora riesci a capire che la salvezza è soltanto per grazia e non per merito? Ed è anche sul principio della grazia che l’imprenditore dei prossimi 3 minuti ricompenserà i suoi lavoratori.

Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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