"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#072 - Il debito impagabile - Matteo 18:23-35

Nel capitolo 18 di Matteo Gesù paragona il regno dei cieli a un re il cui servitore gli doveva 10 mila talenti. Diecimila talenti sarebbero circa trecentocinquanta tonnellate. Se fossero d’argento, sarebbero circa 120 milioni di dollari; se fossero d’oro, 8 miliardi e mezzo. Sì, Gesù ha voluto mostrare che il debito era impagabile.

Il re ordina che il servitore, sua moglie e i suoi figli siano venduti come schiavi, ma il servitore gli si prostra dinanzi chiedendogli pazienza, e il re, mosso a compassione, cancella il suo debito e lo perdona. Il re di questa parabola è Dio e noi siamo il servitore debitore. Il servitore perdonato, però, non ha apprezzato quanto gli sia stato perdonato dal re e tratta senza misericordia un suo collega, che aveva un debito infinitamente minore. Quando il re lo viene a sapere, consegna l’ingrato servitore ai torturatori fino a quando non avrà pagato l’intero debito.

È importante osservare che qui il contesto ci parla del regno dei cieli, e non del cielo propriamente detto. Come abbiamo già visto prima in questa serie, il regno dei cieli è la sfera di coloro che, in questo mondo, professano soggezione al Re che è in cielo. Così il perdono, tecnicamente parlando, è qui mostrato nel suo carattere governativo, non eterno, e per questo motivo il re della parabola è potuto tornare indietro e cancellare il perdono dato al suo servitore ingrato.

Quando si tratta di perdono eterno, però, chi crede in Gesù come il suo Salvatore è eternamente perdonato dei propri peccati, e questo perdono eterno non corre il rischio di essere cancellato, perché è stato ottenuto per grazia, e non per merito. Nonostante ciò, il credente in Gesù non ha il diritto di vivere qui come gli pare. In questo mondo lui continua soggetto al governo di Dio e al fatto che per ogni azione esiste una reazione.

Ecco perché la Parola di Dio ci dice che “quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà” (Galati 6:7). Per esempio, anche se qualcuno che ha già usato droghe e poi si converte e abbandona il suo vizio, continuerà a essere soggetto al danno recato al proprio corpo. Allo stesso modo, anche il cristiano che non perdona il prossimo, finirà per soffrire nella sua vita qui. Quando nasci di nuovo attraverso la fede in Gesù, diventi un figlio di Dio e così sei da lui trattato, come un figlio. Noi discipliniamo i nostri figli ribelli e Dio fa lo stesso con i suoi figli.

Come fai a sapere se sei un figlio di Dio? Credendo in Gesù, supplicandogli di perdonarti, come ha fatto quel servitore. Se davvero credi in Gesù come il tuo Salvatore, la tua vita ne sarà testimone. La tua bocca parlerà di quanto Dio ha fatto per te e tratterai gli altri con la misericordia con cui sei stato trattato. Saprai perdonare come tu stesso sei stato perdonato. Qui hai conosciuto un servitore che doveva milioni. Nei prossimi 3 minuti incontrerai un giovane milionario.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

Popular Posts