"E l'Eterno mi rispose e disse:
'Scrivi la visione, incidila su delle tavole,
perché si possa leggere speditamente'". Abacuc 2:2

#061 - Briciole - Matteo 15:21:28

Dopo il suo incontro con i farisei, i quali erano dei veri giudei e avevano diritto alle promesse di Dio fatte nell’Antico Testamento, Gesù lascia la terra di Israele e si ritira nelle parti di Tiro e di Sidone. Allora una donna cananea viene fuori e si mette a gridare: “Abbi pietà di me, Signore, figliuol di Davide” (Matteo 15:22). E lei gli chiede di guarire sua figlia.

Figlio di Davide era il titolo che indicava la connessione di Gesù con Israele. Una cananea non poteva chiamarlo così, comportandosi come un’israelita. Uno straniero non può rivendicare diritti che sono esclusivi per i cittadini.

I discepoli vogliono liberarsene, ma Gesù ha altri piani. Prima le spiega che era stato mandato alle pecore perdute d’Israele, e non ai gentili che non facevano parte dell’alleanza di Dio con gli ebrei. Però, anche così, la donna supplica e, lasciando da parte il titolo di “figliuol di Davide”, gli chiede semplicemente: “Signore, aiutami!” (Matteo 15:25).

Gesù vuol vedere fino a che punto lei era disposta ad arrivare pur di salvare sua figlia. Perché pensi che lui sia uscito dalla sua terra se non fosse stato per aiutare uno straniero? Gesù le dice che non è bene prendere il pane dei figlioli e gettarli ai cagnolini. I giudei consideravano i non giudei come essendo cani impuri.

Dio mette alla prova la nostra fede per vedere quanta fiducia in noi stessi ci è ancora rimasta. La donna accetta di essere messa allo stesso livello dei cani, ma afferma che anche i cagnolini mangiano le briciole che cadono dal tavolo dei loro padroni. Ecco, ora Gesù è soddisfatto e le dice: “O donna, grande è la tua fede; ti sia fatto come vuoi.” (Matteo 15:28). Immediatamente sua figlia è guarita.

Non c’è salvezza senza umiliazione. Tu non sarai salvato finché penserai di meritartelo o di avere qualche diritto. Non ce l’hai. Dio vuole salvare perché vuole salvare, non perché tu lo esiga o perché tu faccia qualcosa per meritartelo. Ed è per questa ragione che si chiama grazia, la quale è un favore immeritato. L’ostacolo alla salvezza non è il tuo peccato, ma la tua giustizia.

Se ora la salvezza è un dono, lo è solo perché Cristo è morto sulla croce per pagare i tuoi peccati ed è risuscitato. Finché penserai di essere più di un semplice bastardino, non saprai che cos’è la grazia. Sì, lo so, questo è pessimo per l’ego, ma è anche dall’ego che Gesù vuole liberarti.

Poi, Gesù ritorna nella terra di Israele e incontra di nuovo i religiosi che si considerano giusti e si fidano di se stessi, nei prossimi 3 minuti.


Mario Persona - (Tradotto da Cristina Fioretti)

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